Aggiornato il 13 Mar 26 da

Deception II - Utilizzi

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Deception - Utilizzo

Pochi giorni fa ci siamo occupati del tema
"deception". Oltre all'analisi di cos'è esattamente la deception e perché
dovremmo utilizzarla più spesso, abbiamo osservato anche delle situazioni in
cui è sensato rinunciarvi.

Oggi vogliamo occuparci dell'utilizzo nella
pratica. Quando la impieghiamo in modo volontario o involontario? Come è già
stato accennato nella prima parte, la prossima settimana prenderemo in
considerazione i casi d'eccezione in cui dovremmo impiegare la deception a
seconda dell'avversario.

 

"Deception" è un termine che non suona in modo
familiare, ma quasi tutti la impiegano senza saperlo.

Un paio di esempi standard:

 

1. PREFLOP-PLAY

Ovviamente nel preflop cerchiamo di nascondere
la nostra mano. Qui entra in campo un vecchio pensiero di base dei
principianti: "Se ho due assi perché dovrei rilanciare? Poi ogni mano peggiore
farà fold..."

Questo ragionamento è corretto, se si dà per
scontato che si rilancia solo con mani forti. Infatti si diventa leggibili e
gli avversari passeranno abbastanza spesso, perché riterranno che si giochi
solo con un range molto forte. Tuttavia con i nostri assi vorremmo essere
pagati.

Naturalmente sarebbe assolutamente sbagliato
fare solo limp con gli assi, anche se questo sarebbe comunque un tipo di
deception. Di fatto esistono già abbastanza giocatori nei limiti, che
nel preflop fanno solo limp e non rilanciano mai. In realtà è impossibile
limitarli in un qualsiasi range. E secondo quanto ammesso, non si va volentieri
in bancarotta contro questi giocatori. Non si sa mai se ci si ritroverà davanti
uno strano two-pair con 53o, o se al river verranno tirati fuori gli assi... Qui
tutto è possibile.

Ovviamente però questo non è il nostro gioco.
Sappiamo che dovremmo giocare in modo aggressivo e, se possibile, mettere
pressione ai giocatori deboli. Infatti cosa abbiamo imparato dall'ultima parte?
"Guadagniamo dagli errori dei nostri avversari!". Quindi dovremmo offrire loro
sufficienti possibilità di farne qualcuno.

Per questo motivo non ci viene l'idea di fare
limp con gli assi. Invece agiamo al contrario: rilanciamo sia i piccoli
poketpairs, suited connectors, assi suited
- sia range ancora più ampi a seconda dell'aversario!

Perché lo facciamo? Naturalmente ricorriamo
alle nostre due possibilità di vincere unimproved: possiamo intascare il piatto
preflop oppure vincerlo grazie ad una continuation-bet (vedi punto 2). Così possiamo vincere
su una mano forte con una presunta mano più debole, o un draw al flop, che
nessuno direbbe che abbiamo.

La deception è proprio questo. Molti giocatori
vedono nei rilanci delle mani veramente forti, dato che loro stessi fanno solo
limp in caso di piccoli poketpair o suited connectors. Se con il nostro small
poket troviamo un set, allora avremo un grande guadagno perché la nostra mano è
nascosta bene. Raramente si pensa che un UTG-raiser abbia 22, anche se di
solito queste sono di un open-raising-range (almeno nel gioco shorthanded) di
un buon giocatore.

Approfittiamo quindi della deception, visto
che nonostante il nostro modo aggressivo di giocare, non ci vengono
obbligatoriamente attribuiti suited connectors o drawing hand simili.

Il secondo punto della deception è
naturalmente chiaro. Non abbiamo alcun problema a fare
azione con assi o re. Rilanciamo preflop un range così vasto che gli
avversari non possono sapere se abbiamo in mano degli assi, un piccolo pocket o
un suited connector.

Proprio con questo realizziamo il punto
principale della deception: I nostri avversari non
possono contare su nessuna mano! Non ottengono sufficienti informazioni
sui nostri range, quindi secondo  la
massima centrale del poker di David Sklansky (vedi parte 1) possiamo affermare
con certezza che nessuno potrebbe giocare così bene contro di noi, come se
conoscesse le nostre carte. Sarebbe obbligato a commettere errori.

 

2. CONTINUATION-BET

 

L'infinita discussione sulla definizione di
continuation bet: Si tratta di una bluffbet o di una normale valuebet? Viene chiamata
continuation bet solo se non si trova niente? La continuation bet diventa value
bet se si trova qualcosa? Si può definire come si vuole, ma è chiaro che con
questa bet al flop provvediamo a nascondere la nostra mano, dato che la usiamo
sproporzionatamente  più spesso, rispetto
a se avessimo realmente centrato qualcosa.

Ora entra di nuovo in gioco il nostro
principiante, insieme alla osservazione della massima principale del giocare a
poker.

Troppo spesso si tenta di vincere sugli
avversari bluffando con mani molto deboli in un piatto multiway su board
pessimi. Ci si sente in parte obbligati a fare una continuation bet. D'altra
parte si è l'aggressore del preflop, quindi si ha quasi un diritto sul piatto.
Questo però è sbagliato. Infatti se non si ha trovato nulla, bisognerebbe avere
chiaro che la continuation bet è proficua solo se gli avversari passano
abbastanza spesso. Nei drawheavy board in piatti multiway di solito questa è
una impresa senza speranze.

Tuttavia a volte si rinuncia alla continuation
bet, specie quando si trova qualcosa di buono. In teoria il giocatore dovrebbe
pensare: "Bene, dopo che con i miei continuation bet finora non sono riuscito a
vincere molti piatti, ora posso finalmente puntare con una mano forte e cercare
di ottenere più valore possibile! Nessuno crederà alla mia mano forte".

Questo sarebbe logico e sicuramente anche
l'alternativa migliore, tuttavia non è certo scontato che un giocatore medio
pensi in questo modo.

In queste situazioni a volte vengono sfoderate
le mosse più pazze: check-raise flop, check flop e check turn, miniraise, basta
tenere in pugno l'avversario. Le freecard vengono distribuite senza fine, si
rinuncia completamente al potbuilding e alla fine di solito ci si ritrova con
un piatto piccolo oppure addirittura battuti da un
draw.

Ma questo non è il problema principale.
Sicuramente si può mettere in dubbio che si ottenga più value con questi
trucchetti piuttosto che con il puntare con decisione sulle proprie mani forti.

Abbiamo invece imparato che c'è un problema
più importante: la nostra deception!

Come sembreremo agli avversari se ad ogni flop
facciamo continuation bet e passiamo alle azioni successive, mentre con le mani
forti vediamo e cerchiamo di eseguire dei slowplay?

Naturalmente diventiamo leggibili, se agiamo
sempre in questo modo, riveliamo al flop se abbiamo una mano forte o meno.
Esattamente come lo riveleremmo se seguissimo il principio base, ossia passare
tutte le mani deboli e puntare su tutte quelle forti. E' uguale come agiamo,
entrambe le varianti sono cattive, infatti a lungo termine entrambe rivelano
all'avversario che tipo di carte teniamo. E se i nostri avversari conoscono le
nostre mani e i nostri range, possono commettere meno errori!

Diventiamo meno leggibili se a seconda della
valutazione del board, della grandezza del piatto e dei nostri avversari
(numero e tipo) facciamo una continuation bet con un complete air, con un draw
o con mani forti. Da un lato aumenta la nostra fold equità, dato che i nostri
avversari sanno che puntiamo anche su mani forti. Dall'alto lato pagheranno
anche per le nostre mani deboli, dato che sanno anche che puntiamo anche con le
mani deboli al flop.

Abbiamo di nuovo ottenuto esattamente ciò che
volevamo: Non si può capire che tipo di mano abbiamo, quindi i nostri avversari
sono di nuovo obbligati a commettere errori!

 

3. DIMENSIONI DI BET E RAISE

Nel punto due abbiamo già accennato al fatto
che alcuni giocatori si rifiutano di adescare gli avversari con dei miniraise.
Purtroppo questo è spsso uno sbaglio.

 
Sui miniraise ci sono diverse scuole di
pensiero - noi qui non vogliamo approfondire la questione. I miniraise possono
sicuramente anche avere i loro vantaggi e io non ho intenzione di condannarli.
Nei no-limit possono essere un'arma utile, se vengono utilizzati in modo mirato
al posto giusto.

Torniamo però al nostro problema di base della
deception: Facciamo una continuation bet minore se abbiamo
trovato delle buone carte? Rilanciamo di più se siamo unimproved e
vogliamo massimizzare la fold equity? Quando abbiamo una mano forte cerchiamo
di puntare di meno in modo da tenere nel piatto gli avversari?

Anche qui si presentano naturalmente i
problemi "normali". Viere effettuato un showplay. Non si protegge abbastanza la
propria mano forte, se si cerca in modo artificiale con bet e raise piccoli di
tenere l'avversario nella mano. In realtà ci sono pochi motivi in favore della
scelta di fare piccoli bet e raise.

Il nostro obiettivo principale però è
naturalmente di nascondere la nostra mano! A questo proposito voglio presentare
i seguenti 3 esempi.

 

3 ESEMPI

1.) PartyPoker $25 NL Hold'em (6
handed) HandRecorder v0.9b

Stacks & Stats
MP ($25)
CO ($25)
UTG ($25)
BB ($25)
SB ($25) (23/4/1.3/28/1100)[VPIP/PFR/AF/WTS/Hands]; Folded-SB-to-Steal: 45%; Fold-to-continuation-bet: 69%
Hero ($25)

Preflop: Hero is Button with 6 , 7
3 folds, Hero raises to $1.00, SB calls $1.00, 1 fold

Flop: ($2.25) 4, 5, Q (2 players)
SB bets $0.50, Hero...???

2.) PartyPoker $25 NL Hold'em (6 handed) HandRecorder v0.9b

Stacks & Stats
MP ($25)
CO ($25)
UTG ($25)
BB ($25)
SB ($25) (23/4/1.3/28/1100) [VPIP/PFR/AF/WTS/Hands] ; Folded-SB-to-Steal: 45%; Fold-to-continuation-bet: 69%
Hero ($25)

Preflop: Hero is Button with 6 , 7
3 folds, Hero raises to $1.00, SB calls $1.00, 1 fold

Flop: ($2.25) A, K, 8 (2 players)
SB bets $0.50, Hero...???

 

3.) PartyPoker $25 NL Hold'em (6 handed) HandRecorder v0.9b

Stacks & Stats
MP ($25)
CO ($25)
UTG ($25)
BB ($25)
SB ($25) (23/4/1.3/28/1100)[VPIP/PFR/AF/WTS/Hands] ; Folded-SB-to-Steal: 45%; Fold-to-continuation-bet: 69%
Hero ($25)

Preflop: Hero is Button with 6 , 7
3 folds, Hero raises to $1.00, SB calls $1.00, 1 fold

Flop: ($2.25) 6, 6, 7 (2 players)
SB bets $0.50, Hero...???

Ora bisognerebbe decidere come reagire in
ognuna delle situazioni. Una volta deciso se rilanciare o meno, diventa
decisiva la questione della entità del rilancio.
 

Per prima cosa vediamo se dovremmo rilanciare
o meno. Il nostro avversario vede al preflop molto spesso, ma rilancia
raramente. Passa abbastanza raramente il suo small blind, così che possiamo
attribuirgli un range piuttosto vasto. Tuttavia nel postflop si separa dalla
sua mano e nei 2/3 dei casi passa direttamente sulla continuation bet. Quindi
dovremmo avere abbastanza fold equity. Dato che
negli esempi 1 e 3 abbiamo trovato qualcosa, il problema si pone
principalmente nell'esempio 2. Il board è drawless, un AKx-board non è il
peggior caso per una continuation bet. Quindi proseguiamo con una continuation
bet in tutti e tre i casi.

Di solito ci sono tre casi di come possiamo
trovare il flop. O cerchiamo di creare un draw, più
o meno bene, ed eventualmente con l'aiuto degli out (esempio 1). Oppuretroviamo
il flop completo e vogliamo il guadagno (esempio 3). Purtroppo troppo spesso ci
troviamo nell'esempio 2 - manchiamo totalmente il flop, ma anche qui non possiamo sempre passare nel head-up.

Proprio qui si distinguono due punti
essenziali: Da una parte vogliamo estrarre il valore, e allo stesso tempo
facciamo attenzione alla protezione, tuttavia non vogliamo costringere
l'avversario ad abbandonare. Dall'altra vogliamo fare attenzione alla
deception.

Per la deception in questo caso la cosa
migliore sarebbe rilanciare subito molto. Tendenzialmente preferiremmo
rilanciare molto nell'esempio 1, vorremmo aumentare la fold equity e ottenere
dei buoni odds per fare call per un eventuale push.

A questo segue l'esempio 2, siamo
completamente unimproved e a dire il vero vogliamo solo fare una "puntata di
prova". Vogliamo investire il meno possibile e ottenere comunque una
sufficiente fold equity.

Nel terzo esempio di solito ci troviamo
davanti due opzioni: Miniraise o call. Qui non vogliamo certo cacciare
l'avversario. Rilanciare in questo caso, come faremmo nell'esempio 1, di solito
è dannoso per il giocatore.Che sul piano della deception sia naturalmente la
mossa migliore, a questo punto dovrebbe essere chiaro a tutti.

Dovremmo quindi cercare di nascondere la
nostra mano anche qui, e attuare con ognuna delle tre possibili mani un modo di
giocare possibilmente analogo. Se lo facciamo, come farebbe il più furbo e
attento infame a sapere se in questo board abbiamo in mano un draw, una made
hand o un bluff? Non lo può sapere! Con questo anche qui abbiamo spianato la
strada ai poassibili errori del nostro avversario.

Proprio su questo esempio vengono naturalmente
poste delle ulteriori questioni: Non si può cambiare con facilità la grandezza
dei raise? Cosa faccio se al tavolo con me ci sono solo dei tordi a cui è
indifferente che mano io giochi? Proprio qui si ripresenta la questione di
quando ha più senso rinunciare alla deception e giocare a seconda delle
situazione. Ci occuperemo ampiamente la prossima settimana di questo problema,
naturalmente con altri esempi. Entreremo nel merito di situazioni post flop in
cui non sempre è adeguato un gioco standard.

 

» RIASSUNTO
Oggi abbiamo
visto gli utilizzi basilari del deception play. Proprio nelle fasi in cui
siamo rappresentati più spesso, ossia nel gioco del pre flop e flop, dovremmo
dare meno informazioni possibile sulla nostra mano.

Nel gioco pre
flop viene già coperta grazie alla starting hand chart (SHC). Se si gioca
senza la SHC, allora bisognerebbe aver interiorizzato queste basi. Anche al
flop vogliamo giocare le mani più diverse nel modo più uniforme, in modo da nascondere
la nostra mano e costringere gli avversari all'errore.

A partire da
turn e river diventa più difficile, dato che vi giochiamo decisamente meno
spesso rispetto ad esempio ai preflop, inoltre - come ricordato nella prima
parte - il piatto ha già una grandezza tale che bisognerebbe mettere in
secondo piano la deception e mantenere solo il gioco di protezione e di
ricerca di ottenere il valore.

Come
anticipato, questo argomento, insieme alla questione sulle situazioni in cui
la deception va sempre evitata, verrà trattato nella prossima parte.