I monster Draw
I) Outs e Implied Odds
BU è passive Calling Station, Preflop è molto
tight
0.25/0.50 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is MP3 with K
MP2 folds, Hero raises to $2.00, CO folds, BU raises to $5.00, SB folds, BB calls $4.50, Hero calls $3.00.
Flop: ($15.25) Q


BB checks, Hero checks, BU bets $10.00, BB folds, Hero??
In questo esempio viene illustrato chiaramente perchè ci conviene sempre
considerare il range del nostro avversario e solo dopo contare i nostril out. Se
BU è un giocatore passivo che fa un raise preflop solo con circa il Top 4% , possiamo
scontare i nostri Two Pair Outs e non siamo più i favoriti. Anche la nostra fold-equity
sarà piuttosto bassa. In questo caso conviene addirittura limitarsi a fare call.
Raramente andare all-in è un errore grossolano ma pur sempre un errore che
rende il nostro gioco non redditizio/-EV a lungo termine.
Dato che la nostra fold-equity sarà
limitata, perlomeno contro mani migliori, quelle peggiori non devono fare fold.
Un call/fold sarebbe la giusta strategia dato che non abbiamo il presunto monster
draw in questo caso.
Prima di prendere una decisione riguardo il nostro modo di giocare dobbiamo
considerare a fondo alcuni aspetti. Uno di questi è l’action attuale, il range
del nostro avversario, la table image e l’history. Solo dopo possiamo contare i
nostri outs e valutare se abbiamo14-15 outs (per vedere se siamo favoriti o se
ci troviamo in una coinflip- situation) o anche 12 outs (quindi a mala pena underdog)
e se abbiamo abbastanza fold-equity.
Nel fare queste considerazioni non dobbiamo perdere di vista i nostri implied odds.
Supponiamo che Villain nel primo esempio sia un buon LAG (il nostro preflop
call e l’entità del rilancio li lasciamo da parte). Il suo range per la 3-bet
al preflop e la sua conti-bet al flop sarebbero notevolmente maggiori e anche
la nostra fold-equity in caso di check/raise, i nostri two pair outs sarebbero
molto spesso ancora puliti.
A parte questo, sarebbe sicuramente in grado di passare la sua made hand se
giochiamo passivamente il nostro draw e diventiamo aggressivi solo a draw
completato. Una calling station come nell’esempio iniziale di norma ci darebbe
abbastanza value mentre un buon LAG invece distrugge i nostri implieds, visto
che non aggiungerebbe value al piatto nel caso si formasse il nostro colore.
Un raise (check/raise all-in) sarebbe la scelta migliore in questa situazione
per le ragioni sopra esposte. Se portiamo i nostri soldi all-in come coinflip
approssimativo o come underdog al flop, veniamo comunque pagati da un LAG, dato
che siamo andati all-in già prima di aver completato il draw.
Naturalmente vogliamo aggirare la situazione del coinflip ma con una certa fold
equity, la nostra mossa è nuovamente +EV dato che abbiamo ancora la possibilità
che Villain faccia fold a fronte del nostro raise/push.
II) Check/Raise o Bet/3-Bet?
Ci sono diversi aspetti da considerare prima di prendere la
decisione su quale gioco sia appropriato in quale situazione:
a) Tipo di avversario/ranges
b) Stack Sizes
c) Dead Money
d) Folding Equity
e) History/ Image
a)
Nel capitolo I questo argomento è stato già trattato in maniera approfondita. In
questo caso è importante la questione se il nostro avversario rilancia spesso con
trash hand o in bluff oppure se i check/raises sono da interpretare come made o
drawing hand.
b)
La dimensione degli stack svolge un ruolo chiave visto che decidono se possiamo
andare all-in o meno con un check/raise o bet/3-bet. La situazione ideale naturalmente è andare all-in
se possibile.
Possiamo andare all-in in un 3-bet pot con check/raise, in
raised/3-way raised pots con bet/3-bet. Si tratta tuttavia solo di linee
guida, dobbiamo sempre prima di tutto osservare attentamente la situazione
prima di prendere una decisione e non dobbiamo mai dimenticare la dimensione
degli stack rimanenti in proporzione alle puntate.
Nel capitolo I troviamo un buon esempio di check/raise, ecco una mano
esemplificativa nella quale è consigliato una bet/3-bet dati gli le dimensioni
degli stack:
0.25/0.50 No-Limit Hold'em (6 handed)
Preflop: Hero is BB with K
2 folds, CO raises to $2.00, 2 folds, Hero calls $1.50.
Flop: ($4.25) J


Hero bets $4.00, CO raises to $14.00, Hero raises to $44.00 (All-In), ...
Se facessimo check/raise, il nostro raise non sarebbe abbastanza
consistente da andare all-in e trarre la massima fold-equity e quanti più implied
odds. Pertanto optiamo per la variante bet/3-bet e riusciamo a fare una 3bet
che soddisfi tutte le necessità, cioè manrdarci all-in ed avere allo stesso
tempo la massima fold equity.
c)
Anche questo punto è molto importante. Proprio al No-Limit questo tema è poco
menzionato e per questo una determinata mossa può essere fondamentale per
ottenere del value.
Prendiamo la prima mano per comprendere il principio: Facciamo check perché
vogliamo intrappolare BB. Se vede la probabile continuation-bet del PFA
potremmo intrappolare entrambi i giocatori in un grande pot con un raise. Contemporaneamente
riceveremmo gli odds per inseguire il draw. Dato che abbiamo un draw forte o
forse il più forte non dobbiamo porci troppi problemi.
Con una made hand forte ad es. ricorriamo ad una donkbet al flop per indurre
PFA a rilanciare e isolare BB.
Se modifichiamo le posizioni dei giocatori cambia il nostro stile di gioco:
Preflop: Hero is MP3 with K
MP2 folds, Hero raises to $2.00, CO calls, BU raises to $5.00, 2 folds, Hero calls $3.00, CO calls $3.00.
Flop: ($15.25) Q


Hero bets $11.00, CO calls, BU??, ....
In questo caso possiamo intrappolare con una bet il giocatore al
CO nel caso in cui BU alla fine del giro di puntate rilanci la nostra bet, generando
un piatto più consistente e cosi dopo il nostro eventuale allin il CO si
troverebbe ad avere odds cosi vantaggiose da non poter foldare e rimanendo
intrappolato al piatto (con una mano peggiore) a causa di tutta la dead money
presente.
Quindi: se vogliamo generare dead money ricorriamo alla donkbet se ci sono
giocatori tra noi e il PFA.
d)
Questo punto è correlato con gli altri punti descritti che devono aiutarci a
prendere la nostra decisione.
E’ importante capire se l’avversario è in grado di passare mani marginali (tipo
top pair) (vedere tipologia di avversario, quali odds gli concediamo (vedere
stacksizes) o anche come abbiamo giocato finora draws/made hands (vedere history/image).
e)
Con il punto a) tipo di avversario/ranges abbiamo già trattato la parte
fondamentale di questo aspetto.
Ma il nostro modo di giocare finora (specie quello correlato agli showdowns) contribuisce
considerevolmente alla decisione che prendiamo nella mano attuale. Se abbiamo
fatto sempre check/raise in presenza di draws/made hands in situazioni simili o
siamo ricorsi alla bet/3-bet, allora conviene giocare nella maniera opposta.
Con un’image molto loose dobbiamo giocare in maniera più cauta i nostri draws e
li giochiamo in maniera più aggressiva se abbiamo un’image tight.
Inoltre sono fondamentali i reads nei confronti di Villain, relativi alle sue
reazioni in caso di check/raises o donk bets.
Se ad esempio Villain non rispetta alcuna donkbet su un board molto soggetto a
draw, allora ricorriamo più spesso alla donkbet in questo caso dato che con un
raise otteniamo extra value trascinandolo con una mano peggiore allo showdown.
Se Villain fa molte continuation-bet l’opzione check/raise è la nostra variante
preferita.
Non dobbiamo mai dimenticare il numero dei giocatori e la struttura del board,
l’history attuale relativa alle continuation-bet e ai check/raises.
Note relative ai giocatori sono sempre essenziali per la nostra decisione!