Settimana 25 (BSS): Villain: "Sono all-in". Hero: ???
Introduzione |
a cura di Thorsten77 |
Le decisioni di all-in sono situazioni complicate, in particolar modo per i principianti del No-Limit: o si rischia l'intero stack oppure si passa la mano e si passa così il piatto all'avversario. A causa della miriade di possibili situazioni (le vostre carte, il board, la strategia di gioco dell'avversario, ecc) non è possibile elaborare uno schema per questo tipo di decisioni. Con l'esperienza si acquista però un certo fiuto per le situazioni in cui bisognerebbe fare call o invece passare la mano. In questo articolo, analizzerò come si giunge a una decisione in maniera sistematica. Nella seconda parte, verrà chiarito come poter analizzare autonomamente le mani critiche mediante un software e capire quindi se la mano è stata giocata correttamente o meno.
Call o Fold
Nel poker in qualsiasi decisione, si tratta di capire se sia meglio fare call all-in oppure fold e pertanto è necessario individuare quale azione abbia il più alto valore atteso. Di conseguenza, nelle situazioni in cui ci troviamo in vantaggio risulta semplice fare call e sperare che la nostra mano allo showdown sia pur sempre la migliore. Anche se dovessimo perdere la mano, abbiamo comunque preso la decisione giusta. Un esempio in merito:
Stacks:
Hero: 100 BB
BB: 100 BB
Preflop: Hero is SB with A

8 folds. Hero bets 4 BB. BB (has J

Flop: (8 BB) K


Hero bets 6 BB, BB raises to 100 BB (All-In). Hero ???
Hero effettua qui un easy fold. In oltre 58% dei casi, il suo TPTK resisterà contro il draw di Villain.
In pratica però la situazione è un po' più complicata. Da un lato non sappiamo esattamente quali carte possiede l'avversario. Dall'altro non si può certo calcolare a mente qualsiasi probabilità ma piuttosto invece si sviluppa nel tempo un certo fiuto per le situazioni in cui bisogna fare call o fold. I giocatori esperti non prendono per così dire decisioni di pancia, bensì analizzano la situazione in maniera sistematica:
- Quali sono le mani attribuibili all'avversario? Si tenta così di assegnare all'avversario un range di mani. A tal fine, si osserva come e da quale posizione ha agito, quale è stata la sua strategia di gioco generale e quali azioni hanno effettuato gli altri giocatori. Una volta ricavate queste informazioni, si deducono a quel punto alcune mani plausibili. Se ad es. un giocatore molto tight ha rilanciato da UTG, allora si può pensare a una mano molto forte. Un possibile range, in questo caso, sarebbe AA-QQ,AK.
- Cosa ho io in mano e quali sono le mie possibilità di vincita contro le possibili mani dell'avversario? A tal fine, per ciascuna mano del range osserviamo la forza relativa in relazione alla nostra mano. Ammettiamo, ad esempio, che secondo noi il nostro avversario abbia una overpair di Assi o Re e noi abbiamo un nutflushdraw. È vero che contro entrambe le mani ci troviamo in svantaggio, abbiamo però 9 out grazie a cui vinciamo pur sempre nel 37% dei casi circa.
- Il call è +EV? Per ultimo, dobbiamo stabilire se il call ha un valore atteso positivo. Se si possiede una probabilità di vincita superiore al 50%, allora il call è sempre una decisione corretta. Non vale però il contrario. Anche con una probabilità inferiore al 50% un call può essere corretto, se ci sono già abbastanza soldi nel piatto.
Applichiamo i tre passaggi ad un esempio. Un giocatore shortstack (16 BB di stack) che abbiamo conosciuto tramite Pokerstrategy effettua un rilancio standard di 4 BB da UTG, tutti gli altri fanno fold, mentre noi ci troviamo in BB con due Donne. Contro un giocatore SSS non possiamo mai vedere for setvalue. Con un reraise ci renderemmo committed. A questo punto si pone la domanda se sia meglio procedere all-in oppure dobbiamo passare la mano.
Per il primo passaggio, possiamo sfruttare il nostro read: l'avversario è un giocatore SSS di PokerStrategy.de. Visto che rilancia da UTG, dovrà necessariamente avere una mano forte. Secondo lo schema delle mani di partenza SSS, da questa posizione si giocano solo mani quali AA-JJ e AK. Per questo motivo assegniamo all'avversario questo tipo di range.
Nel secondo passaggio analizziamo le nostre probabilità di vincita contro ciascuna mano avversaria.
- Contro AA (6 combinazioni possibili) ci troviamo in una tipica situazione pair vs. overpair. In questo caso, abbiamo solo una probabilità di vincita pari a circa il 20%.
- Per KK (6 combinazioni possibili) vale la stessa cosa.
- Per QQ, esiste 1 sola combinazione possibile; le altre due Donne. In questo caso, la nostra equity si attesta sul 50%, pertanto non vinciamo mai (tranne nel caso in cui riceviamo un one-card flush).
- Contro JJ (6 combinazioni possibili) vinciamo nell'80% dei casi.
- Contro AK (16 combinazioni possibili) vinciamo in circa il 55% dei casi (il classico coinflip, in cui la pocket pair ha di solito un piccolo vantaggio).
La nostra probabilità di vincita media si ricava calcolando la media ponderata di tutte le 35 combinazioni del range di mani:
Probabilità di vincita = (6*20% + 6*20% + 1*50% + 6 * 80% + 16*55%) / 35 = 47,1%
Come si può notare, siamo a malapena underdog contro il giocatore SSS.
Nel terzo passaggio, dobbiamo stabilire se nonostante tutto un all-in sia +EV. A tal fine si calcola innanzitutto il piatto finale, questo è costituito dallo stack del giocatore SSS (16 BB) sommato a quello di SB (0,5 BB) e a quello di BB (1 BB ovviamente) e dall'importo che noi dovremmo puntare per effettuare un all-in contro il giocatore SSS (15 BB, in quanto noi abbiamo già versato il BB). Il piatto è quindi pari a 32,5 BB.
Noi possediamo una quota del piatto pari al 47,7% * 32,5 BB = 15,3075 BB. Di conseguenza, vinciamo in media 15,3075 BB qualora procedessimo all-in. L'all-in ci costa però solo 15 BB. Finora abbiamo quindi un valore atteso positivo di 0,3075 BB e nonostante la probabilità di vincita inferiore al 50% un eventuale call risulta corretto. Questo perché nel piatto c'è gia la "dead money" sufficente e cioè i blind.
Note sull'analisi
Si è visto come sia possibile analizzare una situazione in maniera strutturata con l'obiettivo di verificare se l'azione scelta sia stata quella giusta o meno. I giocatori esperti effettuano ragionamenti analoghi anche durante una partita, seppure con alcune piccole condizioni.
Da un lato, non è spesso possibile assegnare all'avversario un range esatto. A tal proposito, si può affermare che questa è una delle abilità che bisogna sviluppare. Anche per altre decisioni, ad es. l'entità della valuebet al river, bisogna essere in grado di valutare bene le possibili mani avversarie. Inoltre, è importante tenere sempre presente che è meglio prendere una decisione sistematica, in cui eventualmente una mano non è compresa nel range avversario, piuttosto che prendere una decisione estemporanea.
Una seconda delimitazione è il tipo di calcolo. Sicuramente, durante una partita non si ha il tempo per calcolare esattamente tutte le probabilità. Anche in questo caso vale la regola: meglio calcolare con precisione poco che niente. Riflettete semplicemente come siete messi contro le diverse mani e effettuate una stima delle probabilità di vincita. Non è così importante sapere se si possiede una probabilità di vincita pari al 47,59% oppure pari a "circa il 50%", mentre vale dei soldi sapere di essere i favoriti oppure di essere in netto svantaggio.
Conclusione
In questo articolo, abbiamo scoperto come prendere una decisione in una situazione all-in. Probabilmente starete ora pensando che i calcoli delle mani sono molto costosi. Questo è sicuramente vero. Tuttavia esistono programmi gratuiti, che effettuano gran parte del lavoro al posto vostro. Nella seconda parte, analizzeremo uno di questi programmi e presenteremo un quiz sull'all-in.