Seminario per professionisti a Bonn (Germania)
Relatore: Dominik Kofert alias Korn
Argomento 1: Il ruolo della dead money nell'azione di isolamento di un raiser al preflop
Strategia al preflop per giocatori avanzati
Quando si parla di equity, si intende sempre l'equity della nostra mano contro il range dell'avversario. Ciò significa che la nostra equity dipende sempre dall'avversario.
Tutti conoscerete la seguente situazione: vi trovate nel button, tutti passano la mano fino al cutoff, il quale rilancia. Di solito voi fate 3-bet con mani che hanno almeno il 50% di equity contro il range di rilancio dell'avversario.
Questa strategia tuttavia trascura un aspetto fondamentale: i blind. In effetti, grazie ai blind c’è gia del denaro presente nel piatto. Dopo una 3-bet da parte vostra, è piuttosto probabile che entrambi i blind facciano fold. In questo modo, ci sarebbero 0,75 BB di "dead money" nel piatto, ossia denaro che verrà distribuito tra voi e il preflop raiser.
Di conseguenza, con i vostri standard di 3 betting potrete abbassare leggermente la soglia di equity necessaria; in altre parole per una 3-bet avete bisogno di un'equity inferiore al 50% contro il preflop raiser. Ora la questione è capire quanto inferiore.
L'approcio
É necessario innanzitutto fare una stima della somma di denaro che si investe in media nell'intera mano. Considerando infatti che al preflop non siamo all-in, non è sufficiente calcolare solo i costi di 3 SB per la 3-bet. La mano d'altronde si sviluppa ulteriormente al flop, al turn e spesso anche al river.
Questo valore cambia ovviamente in base alla tipologia di avversari contro cui si gioca. Un rock passerà spesso la mano contro una vostra bet al flop e contro un check-raise di un rock potrete spesso passare la mano direttamente al flop. Contro un rock, i piatti sono di norma ridotti, mentre contro un maniac sono di solito abbondanti.
Penso che un buon valore indicativo per il nostro investimento complessivo nella mano sia 6 SB, che sommati a 1,5 SB di dead money e i 6 SB dell'avversario compongono un piatto di 15,5 SB. Che percentuale di questo piatto bisogna possedere perché valga la pena investire 6 SB, partendo dal presupposto che entrambi i blind passino la mano al preflop?
Con D si indica l'investimento medio nella mano.
Per X si intende l'equity necessaria per una 3-bet
Per M si intende il valore della dead money.
Formula per il calcolo dell'equity
X = D / (2D + M)
Nel nostro caso concreto, si ha X ~= 44,5%
Quando quindi entrambi i blind fanno fold, contro un avversario medio avremo bisogno soltanto il 45% di equity per effettuare una 3-bet. Che succede però nel caso in cui i blind non facciano fold? La risposta dipende da quanto bravi siano i blind a giocare. In effetti, se ad esempio i BB non passano mai la mano, allora non riceverete alcuna dead money, tuttavia riceverete molto value nel momento in cui faranno call alla vostra 3-bet con mani del tipo T8o. Un BB troppo loose è per voi di fatto indifferente. Fa eccezione il caso in cui la vostra mano è sì molto forte in un piatto heads-up, perde tuttavia molto value in un piatto con 3 giocatori. Questo fenomeno interessa in genere mani come AXo, e non, come molti di voi pensano, le pocket pair.
Risultano pericolosi i giocatori in SB e BB che non giocano in maniera troppo loose, bensì in maniera adeguata. In effetti, questi giocatori difenderanno i propri blind solo nel momento in cui avranno una mano forte. Dal punto di vista matematico, non vi regalano in media 1,5 SB interi di dead money, bensì un numero inferiore. Nel caso di blind che giocano in maniera molto decisa, questo valore si riduce, secondo le stime, a 0,75 SB.
In questo caso, avrete bisogno almeno di X ~= 47% in modo che una 3-bet risulti corretta.
Che succede, quando il raiser in cutoff è molto tight al preflop? In tal caso, non dovremo in media investire 6 SB nella nostra mano, bensì solo 5 SB. Se calcoliamo il valore di X contro un avversario tight presupponendo che i blind siano entrambi pessimi giocatori, otterremo: X ~= 43,55%
Facciamo un ulteriore passo in avanti: l'avversario è tight al postflop e i blind sono molto loose e callano spesso con mani marginali. Questi perdono in media non soltanto 1,5 SB ma persino 2 SB qualora si trovino nei blind. In tal caso, si avrà X = 41,5%
Che succede contro un perfetto maniac con due blind forti? Mettiamo D pari a 8, M pari a 0,75 e otterremo X = 48%
Conclusione: a seconda della tipologia dell'avversario e della forza dei blind, abbiamo bisogno soltanto di un valore di equity compreso tra 42% e 48% per riuscire ad isolare un preflop raiser. In particolare contro i maniac, bisognerebbe avere almeno il 48% di equity. Il 46% di equity rappresenta un buon parametro necessario contro un avversario tipico.
Argomento 2: Difesa dello Small Blind
Nel paragrafo 1 abbiamo calcolato quanto l'equity necessaria possa scendere al di sotto del 50%, nel momento in cui intendiamo isolare il preflop raiser. In tal caso si è partiti ovviamente dal presupposto che si gioca raise o fold.
Questa situazione è molto simile a quella in cui si è di SB contro un unico raiser prima di voi. È possibile addirittura utilizzare quasi la stessa formula.
D indica l'investimento medio nella mano (compreso il blind)
X indica l'equity necessaria per effettuare una 3-bet
M indica il valore del dead money.
S indica l'entità dello small blind (idR S = 0,5)
Sostituendo le variabili con valori concreti, si ottiene X = (D-0,5) / (2D + M)
Contro un avversario tipico investiamo in media nella mano 5,5 SB (dopo aver sottratto SB). Supponendo che BB passi la mano, avremo 1 SB di dead money. Di conseguenza, avremo X = 42,5%. Questo corrisponde in media a 3 punti percentuali in meno rispetto alla situazione in cui ci troviamo nel button.
Anche in questo caso cambia il valore per X, se si presuppone che BB sia più forte. Contro un maniac, abbiamo bisogno di un valore di equity maggiore rispetto al rock.
Conclusione: contro un open raise, si fa 3-bet di norma con tutte quelle mani che hanno almeno il 43% di equity contro il range del raiser. A seconda della tipologia di avversari e di forza del BB, questo valore può scendere a 40% o salire a 46%. Contro un maniac, abbiamo bisogno di un valore di equity maggiore rispetto al rock.
Argomento 3: Difesa del Big Blind
Ammettiamo che il button rilanci, SB passi la mano e voi vi troviate in BB. Noi ovviamente faremo 3-bet con qualsiasi mano che abbia più del 50% di equity. Se tuttavia dovessimo avere meno del 50% di equity allora bisogna scegliere tra un call e un fold. Anche in questo caso, è possibile modificare la formula riportata in alto:
D indica l'investimento medio nella mano in SB (compreso il blind)
X indica l'equity necessaria per effettuare una 3-bet
M indica il valore di dead money, ossia l'entità dello small blind.
Risultato:
X = (D - 1) / (2D +M)
Ovviamente D risulta inferiore rispetto al caso precedente, dove era stata effettuata una 3-bet. In questo caso, bisogna solo riflettere se fare call o meno. Al flop si gioca approssimativamente nel 60% dei casi check/fold, nel 40% check/raise al flop e bet al turn. Secondo le mie stime, l'investimento medio contro un avversario tipico sarà pertanto pari a 4 SB.
Avremo quindi X = 35%
Considerando che il piatto al flop è piccolo e noi facciamo check all'avversario, allora non fa molta differenza per noi se l'avversario sia un rock o un maniac. In effetti, al flop abbiamo dalla nostra un vantaggio di informazioni, per cui potremmo scegliere a seconda dell'avversario di fare check-raise o check/fold.
Conclusione: per difendere il nostro big blind contro un raiser, abbiamo bisogno di almeno il 35% di equity.
Argomento 4: Aggiornamento su SB vs BB al preflop
When we are in a blind battle, we either raise or fold against an aggressive player. The hands you raise with are stated in the ORC. There is no point in limping as this player would raise most of the time anyway. There is no point in limp reraising either because it takes the option of capping preflop away from us.
Nella situazione SB vs BB, contro un giocatore aggressivo si gioca raise o fold. Le mani con cui rilanciare vengono riportate nella tabella ORC. Un limp non porta proprio nulla, in quanto l'avversario a quel punto rilancerà. Un limp-reraise non porta di solito a nulla, in quanto si limita in questo modo la possibilità di un cap al preflop.
Contro un giocatore passivo, si gioca nel seguente modo: si rilanciano solo le mani che abbiano oltre il 50% di equity contro una mano qualsiasi. Con tutte le altre mani invece faremo limp. Se l'avversario ci rilancia dopo un limp del genere, allora noi passeremo tutte le mani che presentano un'equity inferiore al 35% contro il suo range di rilancio. In altre parole, potremo benissimo giocare anche limp/fold con mani molto deboli. Se invece l'avversario ci fa check behind, allora faremo bet ad ogni flop, indipendentemente dalla debolezza della mano. Alcune eccezioni si presentano occasionalmente con le mani forti.
Argomento 5: Heads-Up Turn Value Check in Position
Vi trovate in position e avete l'iniziativa al turn. L'avversario fa check.
La scelta a questo punto si pone tra una bet o "check behind al turn e call al river". Questo dilemma è estremamente complesso.
Motivazioni a favore di un check-behind
1. Vi risparmiate un tough check-raise. Un check-raise si definisce tough, quando non si può affermare con certezza se un calldown o un fold sia corretto o meno. I tough check-raise vengono praticati di solito da giocatori aggressivi e tricky. Di logica, un check-raise può essere tough solo nel momento in cui la vostra mano risulti o particolarmente forte (easy call) o particolarmente debole (easy fold). Dal punto di vista matematico, un tough check-raise riduce il vostro valore atteso EV più o meno a 0.
2. È possibile indurre una mano più debole a compiere un bluff al river, che invece avrebbe fatto fold contro una bet al turn.
3. È possibile indurre una mano a compiere un debole call al river, che invece avrebbe fatto fold contro una bet al turn.
Motivazioni a favore di una bet
1. È possibile che una mano migliore faccia fold. Questa azione ha ovviamente un valore molto elevato.
2. È possibile che una mano peggiore faccia call, sia al turn che al river. Questa mossa risulta interessante soprattutto con quelle mani che risultano sufficientemente forti per una value bet al river.
3. Non regalate alcuna free card ad una mano peggiore, che fa fold contro una bet al turn. Importante: quanto più grande è il piatto, tanto più pericoloso sarà concedere una free card all'avversario.
4. Riuscite a portare al fold una mano, che in realtà avrebbe un numero di out sufficienti per compiere un call. Questa situazione si verifica spesso quando il board presenta al turn 3 carte dello stesso seme. In questo caso, l'avversario fa spesso fold con una carta piccola di questo seme.
Regole pratiche
Dai fattori riportati in alto, è possibile dedurre approssimativamente alcune regole pratiche.
1) Un check behind al turn è da prendere in considerazione quando la probabilità di essere in svantaggio sia relativamente elevata, tuttavia secondo coscienza si possa vedere unimproved una bet al river.
2) Un check behind al turn è da escludere quando vi è la possibilità che l'avversario passi una mano migliore al turn.
3) Un check behind al turn è da escludere in tutti quei casi in cui, nel momento in cui l'avversario fa call al turn, si possa puntare di nuovo for value al river. In altre parole, un check behind al turn è da escludere quando si crede che un avversario possa fare calldown con una made hand più debole.
4) Quanto più grande è il piatto, tanto più bisognerà escludere un check behind al turn. Dato che, più grande è il piatto, tanto maggiori saranno i costi che dovrete sostenere qualora concedeste una free card all'avversario con una mano che avrebbe in realtà fatto fold.
5) Il grande vantaggio di un check behind al turn è la possibilità di scongiurare un tough check-raise. Quando la probabilità che l'avversario faccia check-raise è elevata e a maggior ragione quando questo check-raise ci pone dinanzi a una scelta molto difficile, allora dovremmo prendere in considerazione la possibilità di fare check-raise.
Tipologie di avversari
Sulla base delle regole esposte, è possibile elaborare le seguenti conclusioni:
Contro un giocatore aggressivo e tricky, bisognerebbe giocare più frequentemente check-behind. Al contrario, contro un giocatore passivo e loose, non bisognerebbe quasi mani giocare check-behind.
Check behind - sì o no - elenco di controllo
Nota: i punti forniti sono solo valori indicativi. Pertanto a seconda della situazione e dell'avversario, un fattore può perdere o acquistare punti rispetto a quanto indicato.
1) Vi è la probabilità che l'avversario passi una mano migliore al turn? +3 punti
2) Se l'avversario effettua un check-raise al turn e una donkbet al river, avete a disposizione un facile calldown o un facile fold? +2 punti
3) Se l'avversario vede la vostra bet al turn e fa check al river, siete nelle condizioni di puntare for value? +2 punti
4) L'avversario fa spesso check-raise? In caso affermativo, nel momento in cui l'avversario vi fa check-raise al turn o effettua una donkbet al river, vi trovate a quel punto dinanzi a una decisione difficile da prendere, visto che l'avversario bluffa volentieri? -2 punti
5) Se fate check behind al turn, è elevata la probabilità che l'avversario vi bluffi unimproved con una mano più debole? -1 punto
Riassunto:
Da 0 punti in su: BET
Meno di 0 punti: CHECK
Argomento 6: Heads-up al Flop in Position: Call Flop, Raise Turn o Raise Flop?
Per rispondere a questa domanda nel miglior modo possibile, vorrei presentare la seguente distinzione:
1) Abbiamo una made hand con la quale intendiamo ottenere il massimo value possibile.
2) Abbiamo una mano destinata a perdere. Intendiamo ottenere il maggior folding value possibile con il minor investimento possibile. In altre parole, vorremmo ottimizzare il rapporto fold value/costi. Inoltre, non ci è concesso fare fold prima del river.
Il caso 1) si applica a una made hand, mentre il caso 2) simula una drawing hand con la quale intendiamo fare semi-bluff. Ovviamente nel caso 2) partiamo dal presupposto che non si stia giocando contro un maniac vero e proprio né contro un callingstation estremo, in quanto altrimenti dovremmo evitare assolutamente l'idea di un semi-bluff.
Caso 1: strategia di gioco con una made hand
Come si è già detto, la nostra mano è infallibile e intendiamo ottenere il massimo value possibile
In linea generale con le made hand bisognerebbe fare call al flop e raise al turn. In questo modo, nella stragrande maggioranza dei casi, si ottengono dall'avversario almeno 3 SB in più e nel caso in cui l'avversario faccia calldown addirittura 7 SB.
Al contrario, con una linea del tipo raise al flop e bet al turn otteniamo in media soltanto 1 SB e, nel caso in cui l'avversario faccia calldown, diventano 5 SB.
Se l'avversario è molto aggressivo o il board permette molti draw e quindi molta azione, allora bisognerebbe rilanciare già al flop. Un avversario molto aggressivo gioca spesso una 3-bet al flop. Noi dal canto nostro vediamo questa 3-bet e rilanciamo poi al turn. In questo modo, qualora l'avversario facesse calldown, riceveremmo 2 SB in più rispetto alla linea call al flop e raise al turn.
Anche quando l'avversario aggressivo fa solo call dopo il nostro rilancio al flop, ci farà spesso check-raise al turn e noi avremo a quel punto la possibilità di effettuare una 3-bet. In questo modo, qualora l'avversario facesse calldown, riceveremmo 3 SB in più rispetto alla linea call al flop e raise al turn.
Caso 2: strategia di gioco con una drawing hand
Riferimento: Articolo "Attacking the weak Spots" nella sezione dedicata agli esperti
Si parte dalla situazione in cui noi ci troviamo sempre in svantaggio e tentiamo di portare l'avversario al fold nel modo più economico possibile.
Innanzitutto possiamo scegliere tra raise al flop e bet al turn da un lato e call al flop e raise al turn dall'altro.
Nel caso 1 abbiamo visto che contro un avversario loose-aggressivo è molto probabile che non passi la mano contro un rilancio al flop mentre farà spesso 3-bet seguita da una bet al turn. Anche nel caso in cui non faccia una 3-bet, farà spesso check-raise al turn.
Se ciò nonostante applichiamo la linea call al flop e raise al turn, allora anche un avversario loose-aggressivo farà spesso fold e solo raramente farà 3-bet al turn. In altre parole, la linea call al flop e raise al turn è la migliore variante di semi-bluff contro un LAG.
Contro un avversario tight, è fondamentale determinare quando soggetto a draw sia il board.
Se il board è molto soggetto a draw, allora si verificano 2 situazioni: in primo luogo l'avversario possiede spesso alcuni out; in secondo luogo, l'avversario pensa spesso che abbiate un progetto. Entrambi questi fattori riducono la probabilità di successo di un rilancio al flop. In questo caso, dovreste quindi applicare la linea call al flop e raise al turn.
Se invece il board non consente alcun progetto o pochi (ad es. K 5 2 rainbow), allora un rilancio diretto al flop ha ottime possibilità di riuscita contro un avversario tight. In altre parole, avete ottime probabilità di vincere il piatto investendo soltanto 2 SB. In tal caso, dovreste quindi rilanciare direttamente al flop.
Si va persino oltre: contro un giocatore molto tight è sufficiente, su un board di questo tipo, persino fare solo call al flop. A quel punto l'avversario farà spesso check/fold al turn. Inoltre, se in una situazione del genere l'avversario in questione non fa quasi mai check-raise al turn, avrete per così dire un "bluff" vantaggioso con un investimento pari a solo 1 SB.