Aggiornato il 13 Mar 26 da

Squeeze Play

Introduzione

In questo articolo

  • Gli open raiser loose sono le vittime ideali per lo squeeze play
  • Un'ottima situazione: BB vs. BU + SB
  • I read sono importanti!

Quest'articolo tratta un'altra mossa che dovrebbe fare parte dell'arsenale di ogni forte giocatore: lo squeeze.

Cos'è uno squeeze play?

Uno squeeze play è un bluff al pre-flop nella forma di un controrilancio sostanzioso, dopo che un giocatore ha rilanciato in precedenza e almeno un altro ha visto il suo rilancio in seguito. Mentre nel migliore dei casi il primo giocatore passa la sua mano perché è intrappolato tra due avversari e non sa cosa faranno i giocatori dopo di lui, il secondo giocatore non avrà spesso una mano talmente forte da poter vedere sia un raise che un re-raise.

Questo articolo mostra i fattori da cui dipende il successo o l'insuccesso di uno squeeze play e come si procede se il re-raise dovesse essere visto o controrilanciato.

Cosa determina il successo di uno squeeze play?

La table-image al pre-flop

Uno degli elementi più importante per il successo di uno squeeze play è la nostra table-image. Più sembriamo tight, solidi, più passivi e meno abbiamo destato attenzione al pre-flop, migliore sarà per noi. Infatti, è più probabile che il nostro re-raise venga interpretato come una mano forte e quindi rispettato.

Un valore PFR relativamente basso sarebbe di aiuto per rafforzare la nostra image. Se sono presenti dei regular (dei giocatori habitué ai tavoli) sarebbe auspicabile raggiungere questo valore attraverso un campione di mani elevato, ad esempio tramite mani ad altri tavoli oppure sessioni precedenti. Se avete effettuato poco prima una 3-bet al flop sarebbe di aiuto aver mostrato una monster come QQ+ o AK allo showdown.

Una image selvaggia, ottenuta con un valore PFR di almeno il 20%, ad esempio, oppure con dei controrilanci continui non è molto vantaggiosa per il successo di uno squeeze play, dal momento che gli avversari passeranno di meno.

La table-image al post-flop

Questo aspetto non assume molta importanza. Tuttavia, non si può certamente tralasciare del tutto. Se venite considerati giocatori forti ed aggressivi al post-flop, degli avversari potenziali vorrebbero evitare di giocare dei piatti sostanziosi con delle mani marginali contro di voi.

Le domande importanti in questo contesto sono le seguenti:

  • Effettuiamo abbastanza spesso una continuation bet in seguito ad un re-raise al pre-flop?
  • Effettuiamo abbastanza spesso una second barrel al turn?
  • Riusciamo ad uscire da un piatto con una mano forte abbastanza spesso senza perdere il nostro intero stack?
  • Effettuiamo abbastanza spesso un check-raise?

Si dovrebbe rispondere in modo affermativo a tutte queste domande. Sono di aiuto anche dei laydown impressionanti oppure dei bluff su dei board stravaganti. Si tratta di cose che restano impresse ai nostri avversari.

La posizione

Come accade spesso è un enorme vantaggio essere in posizione nei confronti dei nostri avversari, soprattutto se lo stack effettivo è sostanzioso. Risulta difficile fare uno squeeze out of position perché parleremmo per primi dopo il flop. Spesso la nostra puntata viene vista al flop e al turn ci troviamo di fronte ad una situazione difficile con un piatto molto grande. In questa situazione si possono commettere degli errori molto costosi. Per evitarli bisogna avere degli ottimi read e molta esperienza. Tuttavia, nemmeno questo rappresenta una garanzia.

L'entità degli stack

Risultano fondamentali sia l'entità del proprio stack che di quelli degli avversari, del raiser originario e del giocatore che ha visto il raise. Quanto più grandi saranno i nostri stack, tanto più elevati saranno gli implied odds della nostra mano e maggiori potranno essere i range per uno squeeze play.

A ciò si aggiunge la posizione. Se, ad esempio, abbiamo delle mani di forza media come TT-QQ o AQ e abbiamo uno stack relativamente cospicuo, ad esempio con uno stack effettivo di 150-200 BB, lo squeeze diventa molto meno efficace OOP.

Il motivo è che risulta spesso difficile controllare l'entità del piatto. Se invece abbiamo una mano con implied odds elevati (ad esempio pocket pair basse, connected suitd card) e siamo al button possiamo rilanciare molto più spesso, dal momento che possiamo controllare molto bene l'entità del piatto con una mano ben definita, che ha quindi una giocabilità molto alta.

L'effetto del tilt

Dobbiamo fare molta attenzione, poiché la nostra mossa non dovrebbe sembrare una mossa da tilt e bisogna anche evitare di fare uno squeeze contro un giocatore che è in tilt.

Sarebbe utile stare attenti a non avere appena perso un piatto sostanzioso. Infatti, questo influenza la nostra table-image temporaneamente e come conseguenza i nostri avversari potrebbero pensare che stiamo per effettuare un move molto loose. Nemmeno un altro giocatore coinvolto dovrebbe essere in tilt. Naturalmente non è facile riconoscerlo; tuttavia, se un giocatore molto solido tenta di giocare molti piatti sostanziosi e sembra molto più aggressivo del solito e/o ha appena sperimentato una bad beat costosa, allora bisogna essere particolarmente attenti.

Inoltre, controrilanciando più volte un giocatore, potremmo farlo indispettire molto. Non è raro che un giocatore che normalmente non va mai all-in senza una mano come AK o QQ inizi ad andare all-in con mani deboli come Ax, dopo il terzo o quarto controrilancio di fila. Ecco perché otteniamo implied odds molto più alte con le monster, e questo effetto va preso in considerazione per tutto il tavolo. Se abbiamo già fatto due o tre squeeze play al tavolo, il nostro EV aumenterà notevolmente quando avremo gli assi, grazie all'immagine costruita.

Giocatori coinvolti
L'OPEN RAISER

Dei read sufficienti e sicuri riguardo all'open-raise rappresentano una premessa indispensabile. Se non conosciamo bene questo giocatore, abbiamo bisogno di altre condizioni ideali per giustificare uno sqeeze play. Più conoscete il giocatore, più proficuo diventa il move, soprattutto nel caso di un call

Sono importanti queste stats:

  • PFR: più è elevato e meglio è. Un PFR alto segnala che questo giocatore rilancia con molte mani marginali. Se l'open-raiser è un rock, invece, ha spesso una mano molto forte che non vuole passare prima del flop (e spesso non dovrebbe passare).
  • VPIP e Call-PFR: più è tight il giocatore prima del flop e meglio è. Un VPIP alto segnala una grande propensione a vedere molti flop. Un alto valore call-PFR indica molta fiducia e autostima riguardo la propria competenza al post-flop. Entrambi questi fattori non rappresentano delle condizioni particolarmente buone.
    • Eccezione: avete una mano mediocre. In questo caso dovreste preferire una 3-bet al call. Alcuni avversari possiedono un valore call-PFR enorme e sono nel contempo anche dei raiser al pre-flop molto aggressivi. Se un giocatore del genere vede al button è spesso proficuo usare mani come TT/JJ o AQs per uno squeeze. Se l'avversario vede, la vostra mano resta comunque solida.
  • Read individuali
    • L'avversario rilancia un monster (AA, KK) e AK contro una 3-bet? IP? OOP? Oppure usa una mano del genere per allestire una trappola?
I MIDDLE PLAYER (se presenti)

Spesso un raiser in posizione iniziale avrà a che fare con più di un caller soltanto. Poniamo il caso che UTG rilanci e che MP, CO e BU vedano. Hero è SB. In questo esempio MP e CO sono i middle player. Se l'ultimo caller ha la possibilità di agire per ultimo anche al pre-flop, i caller nel centro, come il raiser originario, si trovano in una situazione di sqeeze: anche se non credono che il raiser abbia una mano forte, non possono essere certi che le mani dei giocatori dopo di loro non rendano un call oppure un raise svantaggioso. Dal momento che questi giocatori si trovano in una posizione strategica sfavorevole (si trovano nello squeeze e non hanno dato segnali di avere una mano forte) sono anche coloro di cui avere paura di meno.

Tuttavia, bisogna porre attenzione ai seguenti fattori:

  • PFR: Più è alto, meglio sarà. I rock potrebbero aver scelto di non controrilanciare con una mano forte come AK.
  • VPIP e Call PFR: vedi la sezione precedente su "L'Open Raiser"
  • Reads individuali: Qui si tratta soprattutto di tendere una trappola con delle coppie alte. Alcuni giocatori hanno la tendenza a non effettuare una 3-bet soprattutto in early position. Preferiscono fare call. Questo non avviene molto spesso, ma quando accade modifica sostanzialmente la nostra situazione. Per tale motivo sono cruciali gli appunti che si hanno sui giocatori. Inoltre, è anche importante sapere se fa solo call oppure una 4-bet (vedi sopra).
L'ULTIMO CALLER

Questo giocatore ha una posizione speciale e insieme all'open-raiser risulta il giocatore fondamentale al tavolo. Da un lato è molto raro che questi, se si trova in una posizione finale, abbia una mano forte; soprattutto perché altri giocatori hanno già visto il rilancio. L'opzione di rilanciare dovrebbe essere molto più vantaggiosa rispetto ad un semplice call.

Infatti, egli sa di essere l'ultimo giocatore attivo e non deve "avere paura" di altre mani. Per tale motivo ha la funzione dello "sceriffo del tavolo" ed è l'ultimo che potrebbe mettere a nudo un eventuale bluff.

Se tutti i giocatori passano e l'ultimo giocatore fa call, dovremmo partire da tre presupposti:

  • 1. Questo giocatore non ha quasi mai una mano molto forte come AK o QQ+ (naturalmente anche il valore PFR non è da sottovalutare).
  • 2. Raramente ha una mano debole come 22-66 oppure dei suited connector. Gli implied odds non sarebbero sufficienti per vedere la 3-bet effettuata (naturalmente bisogna conoscere anche gli stack size effettivi).
  • 3. Spesso è pronto a lottare per il piatto. Questa affermazione è ancora più vera se egli ha visto un re-raise. Quasi sempre ci troveremo di fronte ad una mano come KQs, AJ, AQ oppure (ancora più amate) coppie medie come 88-JJ.

Osservazione: Qui è di fondamentale importanza le conoscenza che abbiamo su questo determinato giocatore. Se lo affrontiamo spesso e abbiamo fatto delle giocate aggressive contro di lui, egli sarà propenso a effettuare dei call marginali. Non di rado avrà modificato la giocata ottimale per prenderci lo stack.

L'entità del re-raise

Nel processo decisionale riguardante l'entità del nostro rilancio bisogna prendere in considerazione molti fattori sopra menzionati. Come regola generale, consiglio un rilancio pari a 3-4 volte il rilancio originario. Dovreste rilanciare sempre un po' meno in posizione e di più fuori posizione. Se volete far passare tutti i vostri avversari al pre-flop dovete rilanciare abbastanza per non garantire degli implied odds vantaggiosi ai vostri avversari, ovvero convincerli che pescano poche volte una combinazione forte al flop per rendere il loro call al pre-flop proficuo.

Se invece avete in mente di mostrare molta forza al pre-flop per vincere il piatto nel caso di un call con una continuation bet non c'è bisogno che effettuiate un raise particolarmente sostanzioso. Già il fatto che rilanciate mostra molta forza di per sé. Questo tipo di giocata è molto proficuo quando diversi giocatori vedono molto al pre-flop e passano molto spesso di fronte ad una continuation bet oppure se gli stack effettivi sono talmente grandi che un re-raise al pre-flop verrebbe visto comunque.

La frequenza della 4-bet

Più alti sono i limiti ai quali giocate, più spesso si decideranno le mani già al pre-flop per via dei continui rilanci. Mentre ai limiti bassi si vedrà raramente una 3-bet, ai limiti alti una 4-bet non rappresenta più una rarità. Se il vostro tavolo è molto aggressivo le 4-bet sono più probabili e le 4-bet sono il nemico naturale di ogni squeeze play. Per tale motivo, diminuite drasticamente questo tipo di mossa!

Con quali mani fare squeeze?

MONSTER AK/AA/KK:

Con queste mani dovreste sempre effettuare uno squeeze - anche se non si può parlare di uno squeeze vero e proprio, dal momento che queste mani sono troppo forti.

COPPIE MEDIE 88-QQ:

Attenzione! A dire il vero rilancio anche nelle partite tight malvolentieri con Donne o Jack di fronte ad un open-raiser e un caller fuori posizione. Tuttavia, rilancio ugualmente in situazioni simili, mentre nelle altre (tranne nei cosiddetti blind-battle) vedo quasi sempre con TT-88 sperando di formare un set al flop.

Il motivo è la pessima giocabilità se il nostro squeeze viene visto. Spesso abbiamo una mano di forza media e delle overcard al board e non possiamo essere certi di affrontare una pocket pair più alta. Se la nostra continuation bet viene vista o rilanciata da un giocatore solido e forte la nostra mano vale all'incirca quanto un 22. Inoltre se facciamo solo call abbiamo un alto valore di "deception" e una giocabilità accettabile.

COPPIE PICCOLE 22-77:

Queste mani sono le mie preferite. In seguito alla continuation bet abbiamo una mano definita - monster o trash - e possiamo agire di conseguenza.

MANI SOLIDE AQ, AJs/ATs, KQs:

Se effettuo uno squeeze con queste mani, lo faccio la maggior parte delle volte contro un open-raiser loose dal CO oppure dal BU e contro un caller loose con un valore PFR elevato. Infatti, in questo contesto posso essere abbastanza certo della forza della mia mano. L'open-raiser può avere molte mani e il loose caller avrebbe rilanciato con una mano forte al pre-flop. Ciò sono informazioni utili per noi. Mani offsuited inferiori a AQ non mi piacciono per questa mossa. Un caller spesso ci dominerebbe e raramente riusciremmo a completare un progetto con il quale poter effettuare un 3-bet push al flop.

SUITED CONNECTORS + 1GAPPERS:

Con queste mani avrei bisogno di condizioni generali molto vantaggiose, come ad esempio un TAG molto aggressivo che ha effettuato l'open-raise al pre-flop ed essere in posizione. Avere degli stack cospicui è fondamentale. Credo che sia sbagliato nella maggior parte dei casi effettuare uno squeeze OOP con dei suited connector. Spesso viene detto che con queste mani formiamo o un monster oppure una trash al flop, ma se analizziamo in modo più approfondito questa asserzione ci rendiamo conto che non è vera. Infatti spesso formiamo una coppia oppure dei progetti che risultano difficili da giocare fuori posizione.

TRASH, Ax:

Non bisognerebbe fare mai uno squeeze con trash pura.

Le mani Ax hanno due caratteristiche molto positive:

  • 1. Le probabilità che una mano forte farà call diminuiscono.
  • 2. Abbiamo un'equity accettabile contro ogni mano che non sia AA e le probabilità che ad un tavolo shorthanded un avversario abbia due assi se noi ne abbiamo già uno sono inferiori all'1,5%.

Per tale motivo queste mani le apprezzo maggiormente, dopo le coppie basse, per la nostra giocata. Specialmente mani come A2s-A5s formano spesso una buona combinazione al flop e ci rendono spesso la vita più facile con un push al flop. Abbiamo un buon candidato per uno squeeze per via della buona equity contro quasi tutte le mani.

A3s vs. AKo: 31:69
A3s vs. TT: 33:67

In quali situazioni puoi fare uno squeeze?

BB vs. BU+SB

Si tratta della mia situazione preferita per uno squuez eplay. Soprattutto ai limiti alti, i blind steal aggressivi sono all'ordine del giorno. Tuttavia, ai limiti bassi si dovrebbe sempre prendere in considerazione il valore Attempt to Steal. Valori pari al 35-40% non sono rari.

Se un giocatore di questo tipo effettua un open-raise dal button e un giocatore nello small blind vede mentre voi state seduti nel big blind, abbiamo la situazione perfetta per un re-steal. Il BU ha spesso una mano terribile come J7s con la quale non può vedere un re-raise a prescindere dalla sua posizione.

Lo SB, invece, ha mostrato debolezza non rilanciando sul giocatore al button di cui dovrebbe sapere che non ha una mano forte in media. In una situazione del genere è difficile per lui vedere un re-raiser. Spesso questo giocatore avrà mani di forza media, ma non particolarmente forti come 22-99, AT/AJ, KQ o QJ. Soprattutto fuori posizione, si tratta di un pessimo punto di partenza per poter competere al post-flop in un piatto re-raised. Provate a fare degli esperimenti con questi re-steal. Personalmente mi è stato molto di aiuto.

SB/BB vs. CO+BU

Questa situazione è notevolmente più complicata, dal momento che giochereste fuori posizione. Il principio base assomiglia a quello menzionato sopra: anche dal CO si effettuano degli steal molto loose, anche se gli hand range non possono essere paragonati a quelli del stealer dal BU. Tuttavia, il BU ha mostrato molta debolezza. Essa è superiore a quella del SB nell'esempio precedente.

Queste analisi si basano sul fatto che i vostri avversari dovrebbero avere un tasso di aggressività per lo meno normale e sanno cosa fanno. Non mi aspetterei necessariamente un mano debole da un giocatore con valori 15/5 che vede dal button uno steal dal cut-off.

Se un giocatore decente ha TT al BU, dovrebbe quasi sempre controrilanciare quando il cut-off effettua un open-raise. Se fa solo call si tratta la maggior parte delle volte di una mano che ha una certa giocabilità anche nei piatti multiway e non ha una equity molto elevata, ad esempio coppie basse oppure dei suited connector, anche JTo o T9o. Pertanto, anche in questo caso gli indizi rafforzano l'idea che con un re-raise potremmo far passare le loro mani. Tuttavia, in questa situazione sono molto attento ad aiutare la giocata con una mano accettabile.

LIMP/SQUEEZE UTG

Si tratta di una mossa molto tricky e naturalmente non dovreste usarla troppo. Tuttavia, se fate spesso anche dei limp/raise con dei monster la situazione è appropriata per diventare un po' tricky per fingere di avere una coppia alta. Spesso vincete il piatto anche con la continuation bet al flop.

L'EV di uno squeeze play

Ora mostrerò un esempio concreto su come poter calcolare l'EV di uno squeeze play. Più informazioni abbiamo a disposizione e più read sui singoli avversari, più precisi potranno essere i valori calcolati.

ESEMPIO

Ci siamo seduti al tavolo con 100 BB; il BU e lo SB hanno più di noi e stiamo giocando il primo giro ad un nuovo tavolo. Il BU ha un valore Att. To Steal pari al 25% e un valore call-pre-flop-raise del 4% dopo 1000 mani. Il giocatore nello small blind ha passato di fronte ad uno steal in 7 casi su 11. Il suo valore PFR è pari al 7% dopo 180 mani.

La tua mano: A8o

Tutti passano fino al BU che rilancia fino a 3,5 BB. Lo SB fa un call veloce. Riconosciamo una situazione propizia per uno squeeze play e rilanciamo fino a 14 BB. L'entità del re-raise mi piace. Non rischiamo troppo e non offriamo implied odds particolarmente vantaggiosi ai nostri avversari che potrebbero avere delle coppie basse. Quanto dovrebbe essere elevata la nostra fold equity per rendere questa giocata proficua, quindi senza proseguire nella mano?

Diamo un'occhiata all'entità del piatto nel momento in cui è il nostro turno:

3.5BB + 3.5BB + 1BB = 8BB (Tralascio il valore del rake in questo esempio)

Credo che il call sia la mossa peggiore e lo considero di valore atteso negativo. L'EV per un fold è pari a 0. Pertanto, se la giocata di per sé (!) sia +EV in relazione alle alternative EV deve essere >0.

EV(Squeeze) = p(C)*-(13BB) + p(F)*8BB = p(C)*(-13BB) + (1-p(C))*8BB = 8BB -21BB*p(C) =>

Questo è il caso se 21BB c p(C)<8BB, ovvero: p(C)<0.38.

Dal momento che il BU è uno stealer loose e mostra un valore call PFR relativamente basso, credo che passerà la maggior parte delle sue mani.

Diamo un'occhiata a tutto questo con l'aiuto di un range open-raising concreto.

Partiamo dal presupposto che il giocatore al CO rilanci con il 35% 1 mano su 4. A questo punto avremmo un valore ATS del 45% al button. Grossomodo a questo valore corrisponde il seguente range di mani: 22+, A2s+, K2s+, Q9s+, J8s+, 53s+, 43s+, A2o+, K8o+, Q9o+, T8o+, 54o+

Dallo SB abbiamo un sample size molto piccolo, ma possiamo già immaginarci che il nostro avversario farà call con un range molto ampio (cosa pessima!). Tuttavia, dobbiamo dargli un range più ristretto del 35%. Farà call con il 20% delle sue mani in linea di massima, quindi con le combinazioni seguenti: 22+, A2s+, KTs+, QTs+, 65s+, ATo+, KJo+, QJo, JTo.

Pertanto, le probabilità che un avversario faccia call dovrebbero essere inferiori al 38%. Questo è il caso quando le probabilità che entrambi gli avversari passino sono superiori al 62%. Pertanto, le probabilità che ognuno di loro passi al pre-flop dovrebbero essere dell'80% per ognuno. Ciò corrisponderebbe al seguente range per un re-raise call per il BU: 77+, ATs+, KJs+, AJo+, KQo. A mio avviso si tratta di un range molto loose.

Per lo SB più tight, il range sarebbe più ristretto. All'incirca sarà il seguente: TT+, AJs+, AKo.

Si tratta di una constatazione ottimistica che uno SB loose passi così tanto di fronte ad un re-raise. Fortunatamente, ci aiuta il dato di fatto che non è stato lui a rilanciare. Per tale motivo le probabilità che abbia un monster sono molto ridotte. Poniamo il caso egli controrilanci con il 60% delle mani del range sopra menzionato. In questo caso le probabilità che lo SB abbia una mano molto forte sono ridotte di molto e possiamo definire un nuovo range realistico per il call dello SB: 77+, AJs+, KQs, AQo+.

Credo che questo range possa corrispondere grossomodo ai dati reali. Se così fosse, lo sqeeze ha un valore atteso positivo. Senza avere il valore delle mani non ha importanza se riceviamo un call o veniamo affrontati da un raise. Inoltre, non abbiamo nemmeno preso in considerazione un fattore importante: abbiamo un asso in mano. Ciò diminuisce le probabilità, anche se non in modo netto, di trovarci di fronte ad una mano forte abbastanza da fare call oppure raise.

In realtà il nostro EV sarebbe nettamente superiore, dal momento che la nostra mano ha sempre valore al post-flop. Contro i nuovi range assegnati al BU e allo SB avremmo un'equity di almeno il 30%. Mentre avremmo una pessima situazione di partenza heads-up contro il BU o in un piatto 3-handed, la giocabilità ridotta della nostra mano può essere più che compensata in posizione se dovessimo affrontare soltanto lo SB.

A ciò si deve aggiungere che alcuni giocatori passano troppo di fronte a delle continuation bet, anche nei piatti re-raised. Se l'avversario BU passa, ad esempio, nel 50% dei casi contro una puntata pari a 2/3 pot size, abbiamo di nuovo una situazione +EV. Nel nostro esempio l'EV (Contibet) = = 0.5 x 31.5BB - 0.5 x 21BB = 5.25BB

Considerando una fold-equity più pessimistica, >40% resta comunque positivo senza considerare la forza della mano.

Risulta molto complesso presentare tutti i calcoli dei fattori qui descritti e non credo interessi alla maggior parte dei lettori. I calcoli prenderebbero in esame la fold-equity al pre-flop, la fold-equity della continuation bet, un possibile re-raise e un valore atteso stimato della nostra mano nel caso di un raise al flop oppure al turn considerando i tipi di giocatori e i read che si hanno di loro.

Per tale motivo preciserò soltanto che avremmo fatto una mossa +EV soltanto in base a determinate condizioni generali nel caso di una fold-equity del 40%(!), se il nostro unico avversario passa in almeno 1/3 dei casi di fronte alla nostra continuation bet.

  • Abbiamo a disposizione una PP bassa.
  • I nostri avversari tendono delle trappole al pre-flop con AA/KK e effettuano un push con queste mani al flop.
  • Heads-up effettuiamo sempre una continuation bet di 2/3 del piatto.
  • Se BU+SB hanno fatto soltanto call, continuiamo nella mano soltanto con un set e ci assegniamo gli impled odds di 1 x PS.
  • Se in una situazione HU riceviamo un call o veniamo affrontati da un raise, abbandoniamo la mano ogni volta se non abbiamo pescato un set.
  • Se abbiamo un set in questa situazione considero degli implied odds del 60% del PS.
  • Se riceviamo un call al pre-flop siamo in 2/3 dei casi in una situazione heads-up e in 1/3 dei casi siamo 3-handed.

Un risultato chiaro e che fa riflettere anche se le condizioni assunte non sono ideali. Dobbiamo notare che non abbiamo preso in considerazione le 4-bet preflop. Alcuni player faranno naturalmente delle 4-bet. L'ultimo passaggio dell'articolo tratterà di questo.

Un po' di matematica

Per coloro di voi che sono interessati alle formule, presentiamo dei calcoli relativi all'ambito delle probabilità dei call al pre-flop e/o delle continuation bet per la situazione menzionata. Anche se la formula è abbastanza accurate, è sempre comunque un'approssimazione che trascura gli scenari meno importanti.

EV(Squeeze) = p(F)*8 + p(C)*p(f|C)*18.5 + p(CC)*1/8*71 + p(C)*p(c|C)*1/8*83.6 - p(C)p(c|C)*7/8*34 - p(CC)*13

Guardiamo meglio la formula:

Assumiamo che un flat call abbia un EV minore di 0, i.e. che sia -EV.
Confrontiamo quindi l'EV di uno squeeze play con quello di un fold, che è 0.

Con EV(Squeeze) > 0, uno squeeze play è proficuo.

L'intero EV dipende da vari addendi e sottraendi, che sono speficati sotto:

Addendo 1, p(F)*8:

La probabilità che entrambi i nostri avversari facciano fold preflop moltiplicata per le vincite in questo caso, i.e. 8 BB (3.5+3.5+1).

Addendo 2, p(C)*p(f|C)*18.5:

La probabilità che uno dei nostri avversari chiami prima del flop moltiplicata per la probabilità che poi faccia fold alla nostra contibet moltiplicata per il profitto in questo caso. 18.5 BB è il profitto che avremmo in questa situazione. Naturalmente il potenziale al flop potrebbe essere maggiore. Abbiamo contribuito con 31.5 BB al piatto, il che significa che non vinceremmo effettivamente 31.5 BB, ma solo 31.5 BB - 13 BB (l'ammontare del rilancio preflop) = 18.5 BB. Cosa dobbiamo sempre tenere a mente è che calcolando le vincite e le perdite, dobbiamo sempre confrontare i risultati con le alternative possibili; in questo caso, con il fold preflop.

Addend 3, p(CC)*1/8*71:

La probabilità che entrambi gli avversari facciano call prima del flop moltiplicata per la probabilità di ottenere un set, moltiplicata per le chance stimate di vincere 71 BB in totale.
Questo corrisponde alle implied odds di una pot size bet al flop - una stima non troppo alta e infatti ragionevole. L'entità del piatto è di 42 BB. Oltre a ciò abbiamo 42 BB di implied odds; dobbiamo sottrarre i 13 BB investiti prima del flop, ottenendo 71 BB in totale.

Addendo 4, p(C)*(c|c)*1/8*83.6:

La probabilità di ricevere un call prima del flop e che l'avversario faccia call (o raise) di fronte alla nostra contibet moltiplicata per la probabilità di ottenere un set in tale situazione. Assumiamo di nuovo di avere implied odds ed un profitto di 83.6 BB in media.

Sottraendo 1, p(C)*p(c|C)*7/8*34:

Il peggior scenario: i soldi persi rilanciando pre-flop e trovando un caller che non passa di fronte alla contibet, quando non siamo così fortunati da ottenere un set. In questo caso, abbiamo investito 13 BB pre-flop e 20 BB al flop; in totale 34 BB.

Sottraendo 2, p(CC)*7/8*13:

Il denaro perso quando entrambi gli avversari decidono di fare call prima del flop e non otteniamo un set. In questo caso, perdiamo 13 BB.

Infine dobbiamo notare una volta di più che questi numeri non sono perfetti, visto che per esempio ci sono degli showdown in cui vinciamo anche se abbiamo ricevuto un call al flop e non abbiamo un set. Potremmo anche essere affrontati con una 4-bet, molto più comune oggi che 1-2 anni fa, e dovremmo passare. Potremmo anche trovarci in un flop 3-handed, fare un check down e scoprire che la nostra pocket pair è vincente.

I read

Siamo partiti dal presupposto che non veniamo mai affrontati da una 4-bet. Mentre questo è sbagliato contro molti giocatori, altri seguono proprio questa strategia. Se avete scoperto un giocatore di questo tipo avete un monster-read. I vostri squeeze play avranno un valore atteso molto più elevato, dal momento che non dovrete mai avere paura di essere controrilanciati, pertanto, potete rilanciare con una vasta gamma di mani, soprattutto deep-stacked e non sperare soltanto di formare un set al flop e fare call. Naturalmente aumentate la variance (come per ogni giocata aggressiva) della vostra mossa, ma anche il valore atteso. In modo esponenziale.

Un altro read importante è quello di passare troppo spesso di fronte a delle continuation bet. Questo tipo di atteggiamento è riscontrabile soprattutto nei polli. Contro alcuni giocatori potete fare uno squeeze con moltissime mani e vincere il piatto con una continuation bet. Questi giocatori si possono definire loose/tight. Sono disposti a pagare molto per vedere un flop, ma hanno paura di proseguire senza una mano forte. È importante che non esageriate con questa mossa, se c'è un giocatore forte e aggressivo seduto a vostro tavolo che è pronto a fare i re-raise come bluff.

Dovreste limitare molto i vostri squeeze con bluff e semi-bluff contro dei giocatori loose/tight che hanno un valore call-PFR particolarmente elevato. Al contrario, dovreste rilanciare di più con le vostre mani medio-forti come AQs o 99+. Questo vi farà entrare spesso in situazioni molto complicate al post-flop nelle quali non siete sempre sicuri di avere la mano migliore o meno, ma nel lungo termine si tratta della mossa migliore, dal momento che siete in posizione e presumibilmente avete la mano migliore.

Inoltre, è importante sapere come il vostro avversario gioca con AK, se effettua una 4-bet con AK e se lo fa, da quale posizione; è anche importante conoscere l'entità del rilancio dei vostri avversari con AK e se questi rilanci sono più sostanziosi o meno. Se questo è il caso, si possono fare call proficui con molte PP.

Come già detto, prestate attenzione ai giocatori che effettuano le 4-bet al vostro tavolo. Se la vostra vittima è un 4-bettor aggressivo dal button, dovete stare attenti ed è meglio evitare qualche bluff. Procuratevi il vostro valore aggiunto tramite i raise con le vostre mani forti e medio-forti!

Conclusione

Gli squeeze play rappresentano un'altra arma efficace nel nostro arsenale del poker, ma necessitano di un gioco molto attento. Dovete sempre essere concentrati sugli avversari, la vostra image, il modo di giocare degli avversari, la posizione relativa nei loro confronti e l'entità degli stack sono i fattori determinanti per il successo di questa giocata.

Un principio semplice è quello per cui uno squeeze ha senso soltanto se gli avversari riescono a passare. Dall'altro lato, il range degli avversari, in particolar modo dell'open-raiser, deve essere abbastanza grande che potrebbero avere una mano che scartano senza ripensamenti.

Se decidete di effettuare uno squeeze play, dovete sempre prendere in considerazione che nel caso di un call si è sempre coinvolti in un piatto relativamente grande e dovete anche saper giocare in queste condizioni. Considerare uno squeeze soltanto come un bluff che ha come obiettivo quello di far passare tutti gli avversari con un re-raise sostanzioso al pre-flop è un approccio troppo poco lungimirante.