Fare push è sempre la soluzione ideale?
Fare push è sempre la soluzione ideale?
Il nostro valutatore di mani y0d4 oggi analizzerà per voi il modo di giocare negli heads-up-pot con blind elevati.
Ci troviamo in un heads-up di un SNG.
La mano
Stacks:
BB: t6785
Hero (BTN/SB): t6715
Blinds 200/400, Antes 25
Hero is dealt A
Ora abbiamo due opzioni – possiamo fare un push unexploitable (cosa che io farei se l’avversario è unknown), oppure rilanciare.
Fare fold sarebbe troppo weak, dato che con un push guadagniamo soldi indipendentemente da quanto spesso il nostro avversario fa call.
Quali scelte abbiamo?
Fare raise qui è vantaggioso solo se sappiamo qualcosa sullo stile di gioco dell’avversario
Assumendo di sapere che è un giocatore loose, abbiamo un easy call, dato che potremmo anche fare un open-push vuol dire che siamo disposti anche a callare un eventuale reraise allin avversatrio, e con un raise/call abbiamo il vantaggio di poter aumentare il range di call del nostro avversario.
Ad esempio farebbe semplicemente fold ad un nostro push con mani come JT o QJ, tuttavia potrebbe decidere di utilizzarle per un re-steal.
Conclusioni: In questa mano contro un giocatore loose aumentiamo il nostro value con un raise/call .
Riguardo al secondo caso, abbiamo di nuovo un read che stavolta il nostro avversario è tight. Qui scegliamo di effettuare un raise/fold, è da notare che contro questo tipo di avversario si possono effettuare raise/fold con molte più mani oltre ad A8.
Contro un avversario molto tight dovremmo rilanciare molto, fare spesso delle conti-bet (dato che è improbabile che ci faccia perdere con i bluff) e non fare mai fold sui suoi push con le nostre mani migliori.
Conclusioni: In questa mano contro un giocatore tight aumentiamo il nostro EV con un raise/fold.
Oggi spero di essere riuscito ad insegnarvi che un modo di giocare unexploitable non è sempre ottimale, e i motivi per cui è così. Ho escluso i calcoli su range determinati perchè forse tutto in una volta avrebbe fatto rientrare l’articolo nel bronze-content.
