Aggiornato il 13 Mar 26 da

Turn play OOP senza iniziativa con showdown value

Introduzione

In questo articolo

  • Nei 2/3 dei casi l’avversario punta il river
  • A partire dal 27% di equity puoi fare call
  • A partire dal 22% dopo una 3-bet al preflop

Nell’articolo Heads-up al flop OOP: C/C flop senza iniziativa – con showdown value hai imparato quando e perché giocare la strategia check/call flop con una mano marginale quando non hai l'iniziativa.

Da lì puoi dedurre un principio generale: in media puoi partire dal presupposto che con A high puoi continuare a giocare la tua mano con una possibilità di showdown, nel caso tu debba difendere il tuo buio, con circa il 37% di equity al flop. In questo caso giochi C/C flop.

Tuttavia come è stato spiegato anche nell’articolo, questo non significa che con un 37% di equity al flop devi finire alla cieca nel metodo call down. Devi considerare lo sviluppo del board. In base alla carta che scende al turn, anche una mano che al flop prometteva un call down remunerativo, al turn può non essere più giocabile.

Di seguito verrà spiegato più in dettaglio con quali regole puoi continuare a giocare le tue carte al turn e come usare a tuo vantaggio le informazioni addizionali che ricevi al turn.

Di quanta equity hai bisogno per vedere al turn?

Iniziamo con l’approccio matematico. Di quanta equity hai bisogno per potere vedere al turn una puntata che sia teoricamente redditizia per andare allo showdown?

La situazione di partenza:

Hero è BB

Preflop: Button rilancia, Hero vede
Flop: Hero fa check, Villain punta, Hero vede
Turn: Hero fa check, Villain punta, Hero???

Qui vale la formula già nota:

EV > 0, se EQ > perdita / (vincita + perdita)

Innanzitutto bisogna chiarire a quanto ammontano la vincita e la perdita in questa situazione. Anche qui cominciamo con il caso peggiore: l’avversario gioca il river perfettamente. Questo fa sì che la tua perdita ammonti a 2 BB, mentre la vincita è solo il piatto del turn dopo la puntata avversaria.

Vincita = 4,25 BB
Perdita = 2 BB

EV > 0, se EQ > 2 / (4,25 + 2) = 0,32

Se, nella situazione qui sopra descritta, dopo la turnbet dell’avversario hai un 32% di equity contro il suo range, allora puoi fare call al turn in maniera remunerativa con l’intenzione di vedere lo showdown.

Come è stato spiegato anche negli altri articoli, sarebbe po’ pessimista però partire sempre dal caso peggiore. Per questo ora si analizzeranno i costi esatti per uno showdown ad una turnbet dell’avversario.

Essenzialmente devono essere spiegate più esattamente le seguenti questioni:

  • 1: Con che frequenza dopo una turnbet ricevi anche una bella riverbet?
  • 2a: Quanta equity hai al river contro una puntata del tuo avversario?
  • 2b: Come influenza questo le variabili di vincita o perdita?
  • 2c: Di quanta equity hai bisogno per un calldown ad una turnbet?
  • 3: Quanta equity hai contro una turnbet che al contrario della flopbet non può più essere considerata una fixed betting sequence (FBS)?*

* Fixed Betting Sequence: Per fixed betting sequence (FBS) si intende una sequenza di puntate che deriva unicamente dall’ azione del preflop e che, indipendentemente dalla tua propria mano e del board, viene giocata sempre in modo uguale. L’esempio più semplice di una FBS è una continuation bet al flop come preflop raiser contro un avversario.

Punto 1: Con che frequenza l’avversario punterà il river?

Un tentativo sarebbe in ogni caso chiedere all’avversario in modo amichevole di riportarti per iscritto i suoi standard di puntate. Purtroppo però la maggior parte degli avversari non sono molto disposti a cooperare davanti a tale richiesta, quindi ci si deve servire di altri mezzi.

In questo caso concreto è stato scelto un approccio empirico. Il procedimento è facile: a tutti i membri di PokerStrategy sono state richieste attraverso un appello di massa le hand histories che vanno dai microlimits fino al 100/200. Tutte le mani sono state rese anonime e sono state usate soltanto quelle in cui l’hero (=TAG) ha ricevuto anche delle carte. In totale erano circa 3,2 milioni di mani che sono state raccolte in una banca dati.

Per la domanda, con quale frequenza l’avversario punta il river, è stata eseguita la seguente consultazione nella banca dati:

  • Hero è in BB e difende il suo big blind contro un rilancio dal MP2, MP3, CO o button.
  • E’ Heads-up al Flop.
  • Flop: Hero fa check, Villain punta, Hero vede
  • Turn: Hero fa check, Villain punta, Hero vede
  • River: Hero fa check, Villain punta in che percentuale in tutti i casi?

In totale si ottengono al massimo 2387 occasioni che restano disponibili dopo avere applicato le condizioni di di consultazione. Villain ha puntato in 1927 casi, che equivale a un 68%.

In un’ulteriore consultazione sono state considerate solo le mani dei limits 0,5/1 – 30/60, da cui sono emerse al river 1616 occasioni, mentre la frequenza di puntate ammontava al 66%. Questi campioni per la corrispondente occasione non sono ovviamente enormi, ma sono sufficienti per ottenere un’indicazione approssimata sulla frequenza di puntate reale. Con sicurezza il 2-3% delle divergenze sono reali, ma c’è di sicuro una buona approssimazione su cui ci si può orientare per i calcoli successivi.

Per i calcoli successivi viene considerata una frequenza di puntate di 2/3 = 0,667.

Siccome i microlimts non necessariamente rispecchiano gli avversari che si possono incontrare negli smallstakes e midstakes, le mani di 0,5/1 – 30/60 potrebbero rappresentare la quantità di base migliore. Come è stato già detto sono possibili delle piccole divergenze, ma in seguito si mostrerà che queste non sono importanti.

Punti 2a, 2b, 2c: A quanto ammonta la tua equity e di quanta hai bisogno?

Dedichiamoci alle successive domande del nostro elenco:

  • 2a Quanta equity hai al river contro una puntata del tuo avversario?
  • 2b Come influenza questo le variabili di vincita o perdita?
  • 2c Di quanta equity hai bisogno per un calldown ad una turnbet?

Prima si è stabilito che la probabilità di un’ulteriore puntata dell’avversario del river è stinama con 0,667. Con questo valore indicativo può essere realizzato un calcolo più esatto dell’equity necessaria al turn. A questo proprosito vale di nuovo la già nota formula:

EV > 0, se EQ > perdita / (vincita+ perdita)

Qui devono essere innanzitutto ridefinite le variabili.

PERDITA

Con una frequenza di puntate di 2/3 i costi per uno showdown ammontano in media a 1,667 BB (1 BB call turn + 0,667 BB call river). Tuttavia, anche in questo caso sarebbe troppo pessimista partire dal presupposto che l’avversario giochi perfettamente il river. In questa situazione potresti sì anche passare ogni volta se non avessi nessuna chance di vincere contro una puntata.

Per questo motivo è più realistico attribuire all’avversario un gioco solo ottimale, ma non perfetto. Ottimale in questo senso significa che l’avversario sceglie una frequenza di bluff al river non sfruttabile. Una frequenza del genere la raggiunge se una parte di 1 / (piatto+2) delle sue puntate sono dei bluff al river.

Esempio: In questa situazione il piatto prima di una riverbet dell’avversario ammonterebbe a 5,25 BB. Se una parte di 1 / 7,25 (corrsipondente a 1 / ( pot + 2)) delle sue puntate sono bluff, non potresti sfruttare questa frequenza. In media perderai 6,25 volte su 7,25 1 BB e una volta su 7,25 casi vincerai 6,25 BB, che corrisponde a un EV pari a 0.

Per il calcolo della tua equity al river viene numerata in seguito con 1 / (piatto dopo la puntata) , il che per un piatto di 5,25 BB, si converte in un 14% circa.

La perdita si calcola dunque in questo modo: al turn paghi 1 BB e al river 0,667 BB. Insieme fanno 1,67 BB. Siccome però al river hai in media ancora il 13,8% di EQ, i costi al river si riducono a 0,667 * (1 - 0,138) = 0,575 BB

Questo significa che la perdita si aggira attorno a 1,575 BB

VINCITA

La vincita minima è rappresentata innanzitutto dall’ammontare del piatto dopo la turnbet dell’avversario, che ascende a 4,25 BB. Inoltre, in caso di bluff al river, potresti anche vincere più soldi. Questo cosiddetto „bluffcatch value“ è dato dalla probabilità di puntata al river e la probabilità di bluff.

Vincita = 4,25 BB + 0,667 * 0,138 = 4,34 BB

4,25 BB sono assicurati per te. Arriva una puntata, che villain fa 2 volte su 3 e che, con una probabilità di 0,138, è un bluff. Questi 0,09 BB possono essere aggiunti alla vincita tanto agognata e in totale quindi 4,34 BB.

In questo modo, le variabili si avvicinano in maniera abbastanza precisa e il calcolo completo risulta essere:

EV > 0, se EQ > perdita / (vincita+ perdita)
Perdita = 1,575 BB
Vincita = 4,34 BB

EV > 0, se EQ > 1,575 / (4,34 + 1,575) = 0,266

Basterebbero quindi esattamente 26,6% per un fare call. Per non essere così rigidi nella vita reale, in caso di piccole imprecisioni, per stare sul sicuro, il valore dovrebbe essere arrotondato alla successiva cifra intera.

Se hai showdown value, con un piatto di 4,25 BB, in una situazione di difesa del blind, puoi chiamare una turnbet legata allo showdown, se la tua equity è almeno del 27%.

Considera che diverse strutture di blind o piatti altrimenti modificati possono influenzare il valore.

INFLUENZA DEI DIVERSI PARAMETRI

Può naturalmente succedere che diversi avversari abbiano diverse frequenze di puntata al river o che bluffino anche più di rado o più spesso. Questo può avere ripercussioni sulla EQ necessaria.

Esempi:

La frequenza di puntata al river è pari al 100% EQ necessaria= 30%
La frequenza di puntata al river è pari allo 0% EQ necessaria = 19%
La frequenza di puntata al river è pari al 70% EQ necessaria = 27%
La frequenza di puntata al river è pari al 65% EQ necessaria = 26%
La frequenza di bluff è pari allo 0% EQ necessaria= 28%

Alla fine puoi giocare anche tu stesso con i parametri. Qui in basso trovi una schermata di un foglio di Excel che esegue automaticamente i calcoli quando modifichi i parametri.

Questo documento puoi scaricarlo qui: Tabella Excel per calcolare l’equity necessaria

Inoltre puoi adattare i parametri se hai un determinato read di un avversario.

Calcolo dell’equity necessaria per mezzo del foglio di Excel

Punto 3: Se la turnbet non è una fixed betting sequence

Arriviamo all’ultima domanda:

  • 3. Quanta equity hai contro una turnbet che al contrario della flopbet non può più essere considerata una fixed betting sequence (FBS)?

Dopo che è stata calcolata l’equity necessaria per fare call e andare allo showdown, ora si deve spiegare qual’è la maniera migliore per determinare l’equity contro una turnbet dell’avversario.

Al contrario del flop, al turn è più difficile determinare il range dell’avversario. Mentre al flop praticamente ogni avversario fa una continuation bet con il suo intero range del preflop, al turn molto spesso ricorre a un’altra continuation bet, ma non sempre. Di conseguenza al turn non puoi considerare per certo il suo range del preflop automaticamente come il suo range in generale.

Questo però non deve obbligatoriamente significare che il range dell’avversario dopo una turnbet sia più forte di quello del flop. Proprio quando un avversario è in grado di fare check behind al turn, lo fa per lo più come bluff catcher con una mano che ha comunque showdown value, ai fini di controllare il piatto e domina comunque A high. Con le mani che però puoi battere al turn, spesso l’avversario ha ancora la possibilità di farti passare una mano migliore.

Guardiamo di nuovo l’esempio tratto dall’articolo sul gioco al flop:

Hero: A 2

Range dell’open raise dell’avversario al button: (circa 40%) 22+, A2s+, K2s+, Q6s+, J8s+, T8s+, 98s, 87s, 76s, 65s, A2o+, K7o+, Q9o+, J9o+, T9o

Flop: J 6 3 Equity: 38% C/C
Turn: 9 Equity: 29% C/C

Contro il 40% totale di range tu qui hai un 29% di equity, dunque in questo caso potresti giocare in maniera redditizia C/C turn con intenzione di andare allo showdown.

Se però pensi o sai che l’avversario è in grado di fare check behind al turn, allora devi chiederti con quali mani potrebbe farlo. Anche se non si può mai sapere esattamente quel che ha in mente l’avversario, un check behind al turn ha di solito 2 intenzioni:

  • L’avversario ha showdown value, ma trova che la sua mano sia troppo scarsa per una value bet e vorrebbe evitare un checkraise. Vorrebbe mantenersi in posizione e vedere lo SD per massimo una puntata. L’avversario come regola standard vedrà anche un BB al river.

  • L’avversario ha un draw, ma c’è troppo poca fold equity delle mani migliori per far sì che consideri una puntata. In questo caso vorrebbe trarre vantaggio dalla free card e di norma abbandona la sua mano al river ad una puntata.

Secondo l’esperienza tuttavia la maggior parte dei TAG e anche dei LAG al turn fanno check behind per il motivo espresso al primo punto.

Quale intenzione si potrebbe celare dietro un check behind dipende naturalmente dal board. Nel board esposto qui, un check behind con un draw è piuttosto improbabile e puoi pensare che un check behind al turn potrebbe essere in questo caso piuttosto una mano con showdown value che non vorrebbe incassare nessun checkraise.

Supponiamo quindi che l’avversario qui farebbe un check behind con A high al turn, punterebbe ovviamente tutte le coppie e anche tutte le trash hands (K high e peggiori) con cui spera di ottenere un’eventuale fold equity.

Togliendo dal suo range al turn A high, risulterebbe questo range:

22+, AJs, A9s, A6s, A3s, K2s+, Q6s+, J8s+, T8s+, 98s, 87s, 76s, 65s, AJo, A9o, A6o, A3o, K7o+, Q9o+, J9o+, T9o

Contro questo range al turn avresti con A 2 addirittura il 31% di equity rispetto al 29% che hai contro l’intero range al preflop dell’avversario.

Vedi che la tua equity contro la turnbet aumenta addirittura in caso di avversari che fanno check behind al turn con A high come mossa di „cheap showdown“- poiché lasciano perdere delle vere value bets con A high e quindi la quota percentuale di bluff e semibluff aumenta nel loro range.

Ma che succederebbe se l’avversario fosse invece in grado di giocare anche dei draws con la modalità del check behind al turn? Supponiamo che l’avversario facesse check di progetti buoni come KT e QT al turn. Se li aggiungi ai check di A high, viene fuori questo range:

22+, AJs, A8s, A6s, A3s, K2s+, QJs, Q9s-Q6s, J8s+, T9s, 98s, 87s, 76s, 65s, AJo, A8o, A6o, A3o, K7o+, QJo, Q9o, J9o+

Contro questo range avresti un 27% di equity.

Se parti dal presupposto che l’avversario punti sempre A high per un free showdown e faccia check behind solo di draws come KT, QT e T8s, si avrebbe questo range:

22+, AJs, A8s, A6s, A3s, KJs+, K9s-K2s, QJs, Q9s-Q6s, J8s+, T9s, 98s, 87s, 76s, 65s, AJo, A8o, A6o, A3o, KJo+, K9o-K7o, QJo, Q9o, J9o+

Contro questo range la tua equity sarebbe del 26% .

Riassumendo, si otterrebbe questo quadro generale:

Hero A 2 contro il 40% di range del button

Flop: J 6 3 Equity: 38% C/C
Turn: 9 Equity: 29% contro auto puntata C/C
Turn: 9 Equity: 31% contro cb turn con A high C/C
Turn: 9 Equity: 27% contro cb turn con A high, KT e QT C/C
Turn: 9 Equity: 26% contro cb turn con KT e QT C/F

Anche se la tua equity necessaria in ogni caso è di circa il 27%, la tua EQ reale può variare secondo lo stile di gioco dell’avversario. Se l’avversario può fare check behind al turn, non significa che con questo il suo range diventi per forza più forte dopo una puntata contro la tua mano.

Nella pratica il check behind al turn viene usato dai TAG più con mani A high che con draws, perchè in caso di draws predomina ancora sempre la speranza che una mano migliore possa passare ad una puntata. E’ piuttosto raro il caso in cui, in casi di puntata sei messo peggio contro dei potenziali„behindchecker“ che contro il loro range totale del preflop.

Se quindi non hai informazioni sugli standard di checking dell’avversario, allora dovresti semplicemente giocare contro il suo range totale del preflop. Se invece hai un read, lo dovresti assolutamente usare per potere determinare meglio la tua equity.

Con questo approccio puoi calcolare bene se hai abbastanza equity per fare call al turn. Siccome questi calcoli non si possono fare spesso facilmente a tavolino, seguono alcuni esempi che dovrebbero darti una migliore sensibilità nella valutazione della tua equity al tavolo. Inoltre, verrano presentati anche altri esempi che sono stati già discussi nell’articolo sul gioco al flop.

Qui come esempio standard si parte da un’auto puntata al turn, così è possibile fare dei chiari paragoni di singole mani. A questo punto un nuovo appello a utilizzare assoultamente i read sugli standard di puntata del tuo avversario.

ESEMPIO 1

Difendi il tuo BB contro un 40% di range del button:

22+, A2s+, K2s+, Q6s+, J8s+, T8s+, 98s, 87s, 76s, 65s, A2o+, K7o+, Q9o+, J9o+, T9o

Hero A 5
Flop: T 6 3 Equity: 40% C/C
Turn: 6 Equity: 43% C/C
Turn: J Equity: 29% C/C
Turn: Q Equity: 29% C/C
Turn: K Equity: 23% C/F

Hero A 7
Turn: K Equity: 27,0% C/C o C/F dello stesso valore

Hero A 8
Turn: K Equity: 29% C/C

Con un po’ di esercizio dovrebbe essere evidente per te che sul flop T 6 3 con A5o hai ancora abbastanza equity per continuare a giocare. Inoltre puoi anche vedere in maniera remunerativa con quasi tutte le carte, se vai contro il range totale al preflop dell’avversario. Solo il K annienta i sogni di un calldown redditizio con A 5. Anche se A 7 pone gli stessi problemi ha un vantaggio di 4% pieno in più di equity e quindi un’occasione limite assoluta per fare call. Questo caso è così raro che non fa differenza cosa decidi. Con A 8 invece, trovi un chiaro call.

In questo esempio non è necessario nemmmeno un adattamento concreto del range della turnbet del villain. Se è un giocatore pensante, considererà il K o la Q un „A-high-killer“ e su questa cara punterà di nuovo quasi tutte le mani. Se dovesse puntare in modo più tight, tu a livello di equity tecnicamente sei migliore. Solo se fa un check behind sul K al turn scegliendo tra Q9 e QJ, allora la situazione peggiora.

Hero A 8

Flop: T 6 3
Turn: K Equity: 25% C/F se villain giocasse Q9 eQJ al turn

ESEMPIO 2

Difendi il tuo BB contro un range del 25% del CO:

44+, A2s+, K7s+, Q9s+, J9s+, T9s, 98s, 87s, A7o+, K9o+, QTo+, JTo

Hero A 5

Flop: T 6 3 Equity: 35% C/F

Contro un range più tight il board dell’esempio 1 è già troppo negativo al flop per potere continuare a giocare.

Flop: 9 6 3 Equity: 39% C/C

Simsalabim, il cattivo T trasformato in un 9 e tu puoi continuare a lottare per il piatto in maniera remunerativa. Ora gettiamo uno sguardo su diverse carte del turn:

Turn: 6 Equity: 42% C/C
Turn: 8 Equity: 37% C/C
Turn: T Equity: 22% C/F
Turn: J Equity: 23% C/F
Turn: Q Equity: 23% C/F
Turn: K Equity: 22% C/F

Vedi che le high cards hanno molta più importanza contro un range frequente del CO che contro un range del button. Su una high card hai un impressionante 15%-16% in meno di EQ rispetto a 8.

Hero A 7 contro un 25% di range del CO
Flop: 9 6 3
Turn: T Equity: 30% C/C, il gutshot lo indirizza
Turn: J, Q K Equity: <27% C/F

Hero A 8 contro un 25% di range del CO
Flop: 9 6 3
Turn: T Equity: 34% C/C
Turn: J Equity: 29% C/C
Turn: Q Equity: 29% C/C
Turn: K Equity: 28% C/C

Ancora una volta il paragone: contro il 25% di range del CO

Hero A 8
Turn: J Equity: 29% C/C

Hero A 2
Turn: J Equity: 23% C/F

Contro il 40% di range del button

Hero A 8
Flop: 9 6 3
Turn: J Equity: 36% C/C

Hero A 2
Turn: J Equity: 28% C/C

Qui si dimostra che il tuo kicker A high gioca un ruolo fondamentale per la tua equity. Soprattutto contro un rilancio del button A 8 ha, sul board 9 6 3 J al turn, un 8% in più di EQ rispetto a A 2. Questo dipende soprattutto dal fatto che l’avversario rilancia ogni asso del button e pertanto è possibile che tu riesca addirittura a dominarlo.

Inoltre, molto frequentemente avrai ancora 6 outs contro una piccola pocket pair o una low pair.

Per queste situazioni si potrebbero analizzare a piacere molti esempi. Dovresti condurre le corrispondenti analisi in maniera regolare, visto che prima o poi svilupperai una sensibilità che ti farà capire cosa c’è attorno alla tua equity in una determinata situazione al tavolo.

ESEMPIO 3
Hero BB con 2 2 vs. il 40% di range del button

Flop: A 6 3 Equity: 42% C/C
Turn: K Equity 27% il limite più basso di C/C
Turn: Nessun K Equity > 27% C/C

Se giochi con la coppia baby su questo board di A high, dal punto di vista matematico, è irrelevante cosa arrivi al turn, se ad una puntata parti dal range totale dell’avversario. Qui resta solo un’unica questione da risolvere, ovvero quali mani punta l’avversario di nuovo al turn se su questo board giochi al flop la linea c/c. Molti avversari abbandonano la mano al turn.

Ancora una volta prendiamo questo punto come esempio: giocando in questa maniera al flop questo fa sì che tu possa fare un bluffcall al flop in una situazione del genere per completare il tuo bluff al river su cb turn. Ma questo è un altro tema che esula dall’argomento di questo articolo.

ESEMPIO 4
Hero BB con K 7 vs. il 40% di range del button

Flop: 4 2 2 Equity: 37% C/C
Turn: < 9 Equity > 29% C/C
Turn: 9, T, J Equity 27% limite più basso di C/C
Turn: A Equity 34%! C/C

Con K high non ci sono molti flop che puoi continuare a giocare in maniera redditizia. Ma avendo in mano ad esempio K 7 si può giocare in maniera decisamente più reditizzia. Le low cards danno tranquillamente abbastanza equity per continuare a giocare e anche con 9-J ti trovi ancora in una zona limite.

Un asso logicamente è l’unica high card grazie alla quale puoi tranquillamente continuare a giocare poiché, la possibilità che anche l’avversario abbia un asso diminuiscono. Per questo motivo un asso è generalmente una buona carta quando non puoi battere A high.

Una riduzione del range dell’avversario non è possibile neanche qui. Dato che su questo low card flop hai sempre almeno due overcards, l’avversario in questa occasione punterà di nuovo al turn il più delle volte il suo range totale del preflop.

Influenza del rake e della struttura dei blind

Come per le decisioni al flop, anche al turn devi tener conto del fatto che il Rake e la struttura dei blind possono influire sull'equity necessaria per proseguire nella mano. Per calcolare l'influenza di tali fattori puoi utilizzare la tabella Excel che puoi scaricare dal link qui sotto (tale tabella è analizzata nel dettaglio nell'articolo Heads Up al flop OOP: C/C al flop senza iniziativa e con showdown value).

Scarica la tabella Excel

ESEMPIO

€3/€6, 5-handed, Hero SB

CO raise, Hero 3-bet, CO cap

Flop: Hero check, CO bet, Hero call

Turn: Hero check, CO bet, Hero???

  • EQ di base al Turn = 21%
  • Influenza Rake 4-5-handed €3/€6 = +2%
  • Influenza della struttura dei blind 1/3 = +0,5%
  • -> EQ totale per un C/C profittevole al Turn = 21% + 2% + 0,5% = 23,5%

Dopo una 3bet al preflop

Oltre al big blind defend ti ritrovi anche la maggior parte delle volte oop senza iniziativa quando fai un open raise e incassi dal CO o dal button una 3-bet. Come valutare correttamente queste situazioni al flop, lo puoi scoprire leggendo l’articolo Heads-up al flop OOP: C/C flop senza iniziativa - con showdown value.

Di seguito ci occuperemo del gioco al turn dopo che al flop hai giocato c/c. La matematica necessaria per questo è stata spiegata già nella prima parte di questo articolo. Si è mostrato che dopo una 3-bet al preflop con un piatto di 8,5 SB puoi mantenere aperta la lotta per il piatto con una continuation bet dell’avversario con un 27-28% di equity.

Paragonandolo con la difesa del big blind, dopo una 3-bet al preflop cambiano alcuni parametri che sarebbero:

  • Un ammontare diverso del piatto (influenza la vincita che ci si aspetta)
  • Un hand range diverso dell’avversario (influenza la tua equity)
  • Una frequenza di puntate diversa al river (influenza la perdita e verrà spiegata più avanti)

Ci occupiamo di una situazione che è stata già analizzata nell’articolo sul gioco al flop:

Preflop: Hero è CO con A 8
2 folds, Hero rilancia, Button fa una 3-bet, I blind passano , Hero vede

Flop: (7,5 SB) T 5 3 (2players)
Hero fa check, Button punta, Hero vede (31% EQ)

Turn: (4,75 BB) 6 (2players)
Hero fa check, Button punta, Hero???

Per calcolare la tua equity necessaria per fare call al turn, basta nuovamente applicare la pratica formula vista in precedenza:

EV > 0, se EQ > perdita / (vincita + perdita)

Come è emerso anche nella prima parte, le variabili di vincita e perdita devono essere definite. Per questo viene chiarita innanzitutto la seguente questione: con che frequenza l’avversario punta in media dopo una turnbet sul river?

Come anche nel caso di difesa del blind, viene scelto anche qui un approccio empirico per potere valutare con che frequenza ci si aspetta statisticamente una riverbet. Dalla banca dati generale con 3,2 milioni di mani giocate da TAG, si è ottenuto il seguente schema:

  • Preflop: Hero è prima del button e rilancia, villain non è SB o BB e fa una 3-bet, hero vede e va HU al flop.
  • Flop: Hero fa check, villain punta, hero vede
  • Turn: Hero fa check, villain punta, hero vede
  • River: Hero fa check, villain punta in che percentuale in ogni caso?

Il risultato è questo: dopo una 3-bet al preflop villain punta il river in posizione in media nel ~68% di tutti i casi (1023 su 1499 occasioni).

Facciamo un confronto: nel caso di difesa del blind, punta in media nel 66,67% dei casi.

Anche se in base alla forza della mano migliore dopo una 3-bet si potrebbe pensare che l’avversario potrebbe fare più spesso una value bet al river, l’analisi dimostra che esiste solo una piccolissima differenza rispetto a una situazione „Button vs. BB“. La frequenza di puntate al turn, invece, mostra una differenza più netta: mentre nella situazione „Button vs. BB“ gli avversari in media puntano il turn in un ~70% , la percentuale sale a 79% nella situazione di 3-bet.

Con queste informazioni possono essere determinate dunque le variabili di vincita e perdita e infine la tua equity necessaria per fare call al turn con intenzione di andare allo showdown.

EV > 0, se EQ > perdita/ (vincita + perdita)

Come calcolare le variabili di vincita e perdita è stato spiegato nella prima parte in maniera esaustiva. I calcoli li lasciamo a Excel e dobbiamo solo inserire i parametri modificati, quali:

Piatto dopo la turnbet in BB = 5,75
P(Bet River) = 0,68
Piatto dopo la riverbet = 7,75

Calcolo della equity necessaria per mezzo di un foglio di Excel

Nella situazione descritta sopra hai bisogno di un 21,4%, per potere continuare a giocare. Tuttavia, anche in questo caso vogliamo arrotondare un po’ per stare sul sicuro.

Dopo una 3-bet al preflop puoi vedere out of position e con showdown value una turnbet con un piatto che ammonta a 5,75 BB per andare allo showdown, se la tua equity arriva almeno al 22%.

Considera anche qui che con altre strutture di buio o altre azioni, la grandezza del piatto e la conseguente equity necessaria possono variare.

Per potere sviluppare anche in questo caso una migliore sensibilità in queste situazioni, vi presentiamo altri esempi. Anche in questo caso si parte da un’ auto puntata al turn. Questa, empiricamente, è anche più probabile poiché secondo l’analisi della banca dati, la frequenza di puntata al turn dopo una 3-bet al preflop si aggira attorno all’80% rispetto al 70% dopo un semplice rilancio contro un blind defend.

Tuttavia non tutti gli avversari dopo un’ auto puntata lo fanno al turn. Anche se è più comodo prevedere il range totale devi considerare che il tuo avversario non punterà ogni turn.

ESEMPIO 1

Innanzitutto l’esempio preso dall’inizio di questa sezione.

Hero CO con A 8 rilancia, Bu fa una 3-bet (Range: 44+, A5s+, KTs+, QJs, JTs, A8o+, KJo+)

Flop: T 5 3 Equity: 31% C/C
Turn: 6 Equity: 27% C/C
Turn: 9 Equity: 26% C/C
Turn: J, Q Equity: 18% C/F
Turn: K Equity: 13% C/F
Turn: T> Equity: 32% C/C

Anche qui devi lottare con A high, in molti casi anche fino alla terribile fine. Se non arriva al turn nessuna highcard, trovi un facile call. Solo con delle freecards la tua equity fa un bel salto verso il basso e devi passare la mano. Se invece il board si accoppia, la situazione migliora enormemente e puoi naturalmente vedere facilmente.

Considera anche qui la potenza del tuo kicker. Confronta:

Hero CO con A 2 rilancia, Bu fa una 3-bet (range: 44+, A5s+, KTs+, QJs, JTs, A8o+, KJo+)

Flop: T 6 3 Equity: 26% C/F
Turn: 9 Equity: 21% C/F

Qui devi già passare al flop, ma anche se avessi deciso di vedere, al turn avresti comunque dovuto foldare.

ESEMPIO 2a
Hero CO con K Q rilancia, Bu fa una 3-bet (Range: 44+, A5s+, KTs+, QJs, JTs, A8o+, KJo+)

Flop: 8 6 4 Equity: 28% -> C/C
Turn: 9 Equity: 22% il limite più basso di C/C
Turn: T Equity: 20% C/F
Turn: J Equity: 14% C/F

Anche con KQ nella magior parte delle situazioni trovi dei flop per cui puoi continuare a giocare. Contro un range di 3-bet è però sostanzialmente molto più difficile stimare il tuo showdown value perchè molto spesso hai 6 outs che rappresentano una parte considerevole della tua equity. Per calcolare con che frequenza sei in testa al turn, il board viene integrato da un blank e si esamina l’equity.

Hero CO con K Q rilancia, Bu fa una 3-bet (range: 44+, A5s+, KTs+, QJs, JTs, A8o+, KJo+)

Flop: 8 6 4 Equity: 28% C/C
Turn: 9 Equity: 22% C/C
River ipotetico: 4 Equity: 16%

Anche in presenza di un blank al river, contro il range di 3 bet dato, hai comunque sempre il 16% di equity, con cui puoi ancora anche collezionare spesso dei bluff dal momento che, statisticamente, al turn stai spesso ancora in testa. Questo mostra che qui puoi giocare ancora in base allo showdown addirittura con K high, se il board non porta nessuna carta alta che non ti aiuta.

ESEMPIO 2b
Hero CO con K Q rilancia, Bu fa una 3-bet (range: 44+, A5s+, KTs+, QJs, JTs, A8o+, KJo+)

Flop: J 6 3 Equity: 24% C/C!!!

Anche se in questo caso hai ancora un 24% di equity e quindi al flop trovi un chiaro call. Considera quindi che i limiti calcolati di equity si riferisocno al fatto che tu giochi c/c con intenzione di andare allo showdown. In questa situazione infatti la tua mano non è abbastanza buona per uno showdown, ma con le highcards e la backdoor straight hai tranquillamente i 4,5 - 5 outs necessari per azzardare uno sguardo sul turn per uno SB.

ESEMPIO 3
Hero CO con4 4 rilancia, Bu fa una 3-bet (range: 44+, A5s+, KTs+, QJs, JTs, A8o+, KJo+)

Flop: K Q 6 Equity: 30% C/C
Turn: 5 Equity: 35% C/C
Turn: 9 Equity: 28% C/C
Turn: T, J Equity: 21% C/F
Turn: A Equity: 4% C/F

Con delle pocket pair batti A high. Così è chiaro che diventi conveniente continuare la mano su quasi tutti i tipi di flop. Anche in caso di flop assolutamente svantaggiosi, come K Q 6 con 4 4 puoi ancora continuare a giocare in un piatto re-raised. Se al turn non arriva nessuna high card, resti tranquillamente in gara e il più delle volte arrivi allo showdown. Sulle high cards che non accoppiano il board devi però darti poche volte per sconfitto, a meno che non scenda un asso che fa crollare drasticamente la tua Equity e ti constringe ad un chiaro fold.

ESEMPIO 4
Hero MP3 con A 7 rilancia, CO fa una 3-bet (range: 66+, A9s+, KQs, ATo+, KQo, QJs, JTs)

Al CO qui diamo il solito 3-betting-range secondo l’articolo Preflop mani iniziali – teoria avanzata. In seguito saranno aggiunti anche QJs e JTs per simulare un avversario che spesso gioca volentieri anche delle 3-bet ingannevoli, in caso intuisca una certa tua debolezza.

Flop: T 5 2 Equity: 23% C/F
Flop: 8 5 2 Equity: 28% C/C
Turn: 5 Equity: 28% C/C
Turn: 9 Equity: 28% C/C
Turn: T Equity: 20% C/F
Turn: K Equity: 12% C/F

Se l’azione del preflop viene spostata in avanti di una posizione, in caso di una 3-bet, devi partire da un range sostanzialmente più forte. Qui ti trovi, anche su flop piuttosto innocui 9 5 2, già al limite di ciò che puoi continuare a giocare con in mano A 7. Inoltre, se al turn compaiono delle highcards la tua equity scende in modo sensibile, quindi qui dovresti cercare una strada per lo showdown in maniera molto più selettiva.

Cosa fare se l’avversario al turn non bluffa praticamente mai e punta solo delle coppie + forti draws?

Degli avversari del genere sono estremamente rari, ma se uno di questi piazza una turnbet puoi passare unimproved quasi ogni mano o continuare a giocare secondo gli odds&outs. Senza coppia non riceverai quasi mai gli odds per fare call. Contro un avversario del genere valgono però dei principi diversi al flop. Siccome al turn riceveresti delle informazioni perfette sulla mano dell’avversario, al flop puoi tranquillamente vedere poichè con una mano peggiore paghi sempre solo uno SB in più e al turn trovi sempre dei buoni fold.

Per contro, un avversario del genere è predestinato a essere smontato oop con dei bluff calls. Questo significa che puoi vedere anche delle mani marginali al flop. Il tuo piano consiste nell’incassare delle freecards e, dopo un checkbehind al turn, bluffare al river con delle carte senza speranza visto che l’avversario al turn lascerà perdere molte mani, dato che con il suo check behind al turn ha rivelato di essere molto debole.

Cosa fare se migliori?

Generalmente questa questione meriterebbe un articolo a parte, quindi questo tema può essere solo accennato qui. L’unica linea guida certa è questa: NON fare donkbet. Contro dei giocatori scarsi passivi una donkbet può essere buona se si ha pescato un out, ma non lo è agli stakes maggiori contro degli avversari migliori.

In generale è importante bilanciare la linea C/C flop check turn. Ciò significa che devi decidere se giocare C/C secondo wa/wb, o C/R. In tutto, C/C ha il vantaggio di bilanciare la linea C/C-C/C e l'avversario non potrà metterti automaticamente su un calldown basato sull'equity senza una coppia dopo che fai call al flop e al turn.

In generale, contro molti giocatori, è un buon modo di giocare c/r turn anche dopo che si è pescato un asso. Molti avversari non ti comprano l’asso e ti liquidano. Inoltre, l’avversario normalmente non fa nemmeno una 3-bet con ogni asso migliore nè rilancia il river perchè lui stesso si vede wa/wb contro il tuo range. Ovviamente è imporante che anche con i draws tu sia in grado di giocare C/C, C/R.

Conclusioni

Al flop si pesca circa solo 1 volta su 3 una coppia. Questo però non vale solo per te, ma anche per i tuoi avversari. Ace high o anche a volte K high sono troppo spesso la mano migliore per cui non puoi semplicemente lasciare perdere alla cieca senza lottare. Nell’articolo Heads-up al flop OOP: C/C flop senza iniziativa – con showdown value si è spiegato come valutare la tua mano al flop e come potere continuare a giocare.

In questo articolo hai imparato i criteri secondo cui dovresti giocare al turn con uno showdown value. Per questo non devi fare l’errore di concentrarti troppo sul pescare un out, ma devi classificare bene il valore della tua mano anche unimproved. Con questo stile di gioco giocherai relativamente spesso senza iniziativa oop C/C flop e a anche C/C turn.

Inoltre è importante che queste linee di gioco siano sufficientemente equilibrate in modo che il tuo avversario non possa leggere la tua mano così facilmente, altrimenti potrebbe adattare il suo betting range al turn in modo ottimale e tu, in caso di una puntata, dovresti partire da una condizione più sfavorevole rispetto a quella da cui parti se hai fatto i tuoi calcoli. Il corrispondente equilibrio di C/C flop e C/C turn viene trattato, tutavia, in un articolo a parte perchè è un tema che esula dall’argomento di questo articolo.

Valutare e giocare bene la tua equity anche senza coppia è uno strumento essenziale per giocare bene a poker nei midstakes e negli highstakes. Sono passati i tempi in cui passavi debolmente la mano, oggi tiri fuori ogni piccolo value dalle tue mani e porti i tuoi avversari alla disperazione.

Per concludere di nuovo il link per il foglio di Excel con cui puoi calcolare l’equity necessaria a seconda della situazione: Tabella Excel per calcolare l’equity necessaria