Strategia Bigstack: Outs e odds
Introduzione
In questo articolo
- Quali carte vi aiutano?
- Imparare a valutare rischi e vantaggi
- Non tutte le carte utili lo sono poi realmente
Per draw si intendono le mani incomplete che necessitano di un’altra carta comune per diventare mani complete. In altre parole,
ai draw manca una carta, ad esempio se si hanno quattro Picche mancherà la quinta carta di Picche per
completare il flush. Questa carta mancante viene denominata out.
Una situazione tipica nel poker si presenta quando al flop o anche al turn si possiede un draw
e un avversario effettua una puntata. A questo punto, bisogna capire se sia il caso di vedere questa
puntata in maniera redditizia.
Proprio a questo punto entrano in ballo gli outs, gli odds e i pot odds, a cui verrà dedicato questo articolo.
Queste variabili costituiscono gli strumenti matematici con cui è possibile rispondere al quesito
precedente.
- Out
Per out si intendono tutte le carte in grado di migliorare la mano.
Odds
Gli odds indicano la probabilità che uno degli out richiesti venga distribuito come carta comune.
Pot Odds
I pot odds indicano il potenziale guadagno sulla puntata da versare. In un certo senso,
rappresentano il rapporto rischi/profitti. Paragonati agli odds, indicano quando
conviene pagare una puntata per un draw.
Attenzione: Questo articolo è disponibile in più di una versione, adattato alle diverse tipologie di gioco. Se vuoi leggere l'articolo sugli odds e outs per la strategia short stack lo puoi trovare a questo link: All'articolo Matematica del Poker - Odds e Outs per la strategia Short Stack.
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Le charts per il gioco prima del flop
Overview della matematica nel poker - Odds e Outs
Out – Quali carte vi sono utili?
I vostri outs sono tutte le carte in grado di migliorare la vostra mano e all’occorrenza di formare la
mano migliore, nel momento in cui vengono distribuite come carte comuni.
Qui l’accento cade sulla possibilità di
"formare la mano migliore", su cui torneremo in seguito.
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In questo esempio avete una mano apparentemente priva di valore. Questa non vi consente
di vincere allo showdown. Dall’altro lato, però, avete la possibilità di creare una mano forte,
ossia una scala, qualora al turn o al river venissero distribuiti un Asso o un Sei.
Queste carte, l’Asso e il Sei, costituiscono i vostri outs (ancora fuori).
A questo punto bisogna capire quanti sono questi outs. La risposta è piuttosto semplice
se si pensa a quanti Assi e quanti Sei ci sono in un mazzo. Si tratta di 4 carte per ciascun valore,
per un totale di otto outs. Basta quindi che venga distribuita una di queste otto carte, per formare
una mano forte.
Outs
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La situazione per voi ora è decisamente migliorata. Non soltanto tutti gli Assi e tutti i Sei
vi assicurano una scala, ma anche qualsiasi altra carta di Fiori vi assicura un flush,
ossia una mano costituita da cinque carte di uno stesso colore.
Il numero degli outs è quindi aumentato. Da un lato, potete calcolare come outs
tutte le carte di Fiori rimaste nel mazzo. Considerando che ci sono in tutto 13 carte per ogni colore
e che quattro carte di Fiori sono state già distribuite si ha un totale di
13-4=9 outs utili per il flush.
Qui bisogna aggiungere gli otto outs utili per la street citati nell’esempio precedente, a cui
bisogna però sottrarne due, ossia l’Asso e il Sei di Fiori, in quanto sono già stati calcolati come outs
per il flush. In totale si hanno quindi 9+6=15 outs:
Outs
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Flushdraw - 9 Outs
Nel mazzo ci sono 13 carte per ogni colore. Quattro sono già state distribuite. Rimangono quindi 9 outs in grado di completare il flush.
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OESD (open-ended straightdraw) - 8 Outs
Ciascun 4 e ciascun 9 completano l’OESD in una scala. Una OESD ha pertanto sempre 8 outs.
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Due Overcards - 6 Outs
Nel mazzo ci sono ancora 3 Assi e 3 Donne in grado di assicurarvi una toppair. Per questo motivo, con 2 overcards si hanno 6 outs.
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Una coppia con potenziale di sviluppo in tris o in doppia coppia - 5 Outs
Nel mazzo ci sono ancora 2 Otto in grado di assicurarvi un tris.
Con uno dei tre Re rimanenti potreste formare una doppia coppia. Con una coppia
piccola si hanno in totale 5 outs. -
Gutshot - 4 Outs
Un gutshotdraw ha le potenzialità di diventare una scala, a condizione che venga
distribuita la "carta interna" mancante necessaria per formare la scala. Ci sono
esattamente 4 carte che vi consentono questo risultato, in questo caso specifico ciascun 2.
Pertanto con un gutshot si hanno 4 outs.
Odds – Con quale probabilità riuscite a completare il draw?
Che si intende quindi per odds (termine inglese per probabilità di vincita)? Non si tratta nient’altro
che di una forma comunemente usata nel poker per indicare la probabilità con cui si riesce a completare
la propria mano.
Si usa in questo caso anche la denominazione di odds against,
in quanto indicano la probabilità con cui la mano non venga completata.
Con quale frequenza non riesco a completare il mio draw e con quale frequenza invece sì?
Qual'è il rapporto? Il risultato ottenuto corrisponde agli odds.
Questa forma è una convenzione che vi facilita nel capire se sia opportuno portare avanti la mano,
argomento a cui è dedicato il prossimo capitolo.
Riprendiamo ancora una volta l’esempio riportato in alto:
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Al flop avete già visto 5 carte, le vostre due carte di partenza e le tre carte del flop.
Al turn potrebbe quindi essere distribuita una qualsiasi carta delle 47 a voi sconosciute
(il mazzo ne contiene in tutto 52). 8 di queste 47 carte vi favoriscono e
completano il vostro draw, sono quindi utili, mentre 47-8=39 carte non vi aiutano per niente e sono
pertanto inutili. Per questo motivo, i vostri odds dal flop al turn sono pari a
39:8, ossia circa 5:1.
Considerando che al flop vedete un totale di 5 carte, le vostre due carte e le tre carte comuni, ci saranno
52-5 = 47 carte sconosciute. Al turn saranno di conseguenza 46. Le carte utili corrispondono ai
vostri outs. Pertanto si ricava il seguente calcolo:
Una situazione standard per l’applicazione degli odds sopraccitati dal flop al turn è ben evidente
nella strategia shortstack, quando si possiede un draw in freeplay, ossia quando
seduti nel big blind si giunge al flop senza dover puntare ancora.
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Out & Odds
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Pot Odds – Posso giocare la mano in maniera redditizia?
Considerando che mediante gli odds è possibile stabilire la probabilità con cui si completa
un draw, rimane aperta soltanto la questione dell’applicazione pratica durante una partita.
Riprendiamo l’esempio ormai noto:
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Consideriamo ora una situazione di gioco concreta ripresa da una partita No-Limit con
real money. Voi avete in mano le carte illustrate in alto e vi trovate al flop contro un avversario.
In questo momento, il piatto ammonta a $10. L’avversario punta $2. Vale quindi la pena vedere
questa puntata e versare $2 con l’intento di vedere la turncard?
- Piatto prima della puntata avversaria: $10
- Puntata avversaria: $2
- Possibile guadagno a vostro favore: $12
- Puntata da versare a tale scopo: $2
La probabilità che al turn formiate la scala è pari a circa 5:1 a vostro svantaggio. Ciò significa che in un
caso su sei potrete completare la mano.
Ammettiamo che in questo caso su sei riusciate a vincere sempre la mano, ciò significa che in un
caso su sei vincereste $12. Negli altri cinque casi su sei perderete ogni volta $2,
considerando che al turn dovrete ovviamente abbandonare la mano qualora questa non migliori.
Se decidete di vedere la puntata di $2, significa che in media dopo 6 tentativi
avrete perso $2 ciascuna per cinque volte, per un totale di $10, e una volta avrete vinto $12.
Il guadagno vero e proprio, che si calcola dalla differenza Guadagni – Perdite è pari quindi a
$12 - $10 = $2.
Per questo motivo, per un discorso a lungo termine conviene in questo caso
vedere la puntata avversaria. In media, riuscirete a produrre $2 di guadagno ogni
volta che si presenterà questa situazione di gioco.
A questo punto, entrano in gioco i cosiddetti pot odds, ossia le “probabilità del piatto”. Questi indicano
il rapporto tra il potenziale guadagno e la puntata da versare, in altre parole sono l’espressione
del rapporto costi/profitti.
Nella situazione descritta, il piatto contiene
$10. A questi vanno aggiunti i $2, versati dall’avversario sotto forma di puntata. Si ha quindi
il piatto finale e un potenziale guadagno di 12$. Voi dovete versare $2 per rimanere in gioco
e vedere la turncard. Per questo motivo, i pot odds ammontano a $12 : $2 o anche 6:1.
Così come si può facilmente dedurre dai rapporti 6:1 e 5:1, viene applicata una semplice regola:
a lungo termine. Se invece sono inferiori, si subiscono perdite a lungo termine.
Cosa succederebbe se l’avversario anziché puntare $2 decidesse di puntare un importo doppio, ossia
$4? In tal caso, il potenziale guadagno aumenterebbe $10 + $4 = $14.
I vostri pot odds per vedere la puntata sarebbero invece pari a $14 : $4,
corrispondente a un rapporto di 3.5:1. In questo caso, sarebbe quindi svantaggioso
vedere la puntata. In questo caso, sarebbe meglio passare la mano, altrimenti a lungo termine
subireste delle perdite.
Per concludere, in un caso su sei si vincono $14. In cinque casi su sei si perdono ogni volta $4.
Dopo sei tentativi si produce in media un guadagno di $14 e una perdita di $4 * 5 = $20,
che corrisponde a una perdita complessiva di $6. È chiaro quindi che in media perderete $6
ogni volta si ripresenterà questa situazione di gioco.
Outs svalutati / modificati
Torniamo ora al tema degli out e modifichiamo leggermente l’esempio di partenza:
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Nel paragrafo relativo agli outs, abbiamo stabilito che nell’esempio illustrato avevamo
otto outs, ossia ciascun Asso e ciascun Sei, utili per formare una scala.
Outs
Cosa succederebbe però se l’avversario dovesse avere le seguenti carte:
Sia l’Asso di Cuori sia il Sei di Cuori garantirebbero a voi una scala, ma all’avversario persino un
colore e pertanto una mano migliore della vostra.
Queste due carte non hanno quindi più alcun valore per voi. In questo modo, vi rimangono sei outs
invece degli otto originari. Questi outs vengono definiti anche svalutati o modificati.
Outs svalutati
È vero che non conoscete le carte dell’avversario, tuttavia esiste una certa probabilità che questi
abbia realmente due carte di Cuori. In questa situazione, non potete presupporre di avere
in ogni caso otto outs cosiddetti puliti (clean) per la street, bensì siete costretti a svalutarli,
ossia a ridurre il numero di quelle carte che sono in grado di migliorare la vostra mano,
ma che al contempo consentono all’avversario di formare una mano migliore.
In questo esempio, è tanto più improbabile che non abbiate più gli otto outs interi quanto
maggiore è il numero degli avversari. In aggiunta, la strategia degli avversari può fornire alcuni
indizi sull’eventuale flushdraw in loro possesso.
Un altro motivo per cui bisogna qui svalutare gli outs è che l’avversario potrebbe avere anche delle carte come queste:
In questo modo, vengono subito meno quattro carte, tutti i Sei, in quanto assicurerebbero
all’avversario una scala migliore. In questo caso, rimangono validi solo quattro outs.
Outs svalutati nello specifico
La concreta svalutazione degli outs è il requisito imprescindibile per poter valutare correttamente
gli odds di una mano incompleta. Succede spesso di non poter contare su tutti gli outs,
in particolare quando si gioca contro più avversari.
È possibile che questi abbiano una made hand migliore; è possibile che abbiano la stessa mano.
Possono succedere tante cose per cui alla fine si perde la mano nonostante si sia pescato uno degli outs
richiesti. Raramente si può pensare di avere a disposizione realmente tutti gli outs.
Per questo motivo, bisogna sempre chiedersi: quali dei miei outs mi assicurano realmente la
mano migliore? Se avete una OESD ed è possibile che ci sia un flushdraw, allora vi assegnerete
di norma 6 outs svalutati anziché otto.
I giocatori dei limiti inferiori giocano volentieri in particolare le carte di uno stesso colore
per via della loro possibilità di formare un flush; per cui in una mano con più avversari
è necessario sottrarre rigorosamente due outs.
Prima di calcolare il numero degli outs a disposizione, bisogna capire quali mani migliori sono
realizzabili e con quale probabilità. Quanti più avversari ci sono, tanto più saranno probabili.
Nei limiti inferiori si giocano spesso e volentieri da qualsiasi posizione le carte in diretta successione come
87, 54 oppure 86 o le carte di uno stesso colore. Questo fattore è da prendere in considerazione durante
i propri calcoli.
Esempi pratici
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Vi trovate in BU
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Al flop è necessario effettuare alcuni calcoli. La puntata da versare ammonta a $0.75. Il piatto in palio ammonta a $1.10 + 2 * $0.75 = $2.6. In questo modo, avete pot odds di $2.6 : $0.75, pari a circa 3.5:1.
Voi avete in mano un flushdraw elevato, a cui potete assegnare 9 outs pieni. Grazie al gutshot draw
è possibile aggiungere altri tre outs utili per la scala. Consultando brevemente la tabella, vi renderete subito
conto che avrete bisogno di pot odds pari almeno a 3:1 per poter vedere la successiva carta comune con
12 outs. Visto che i pot odds sono migliori degli odds necessari, in questo caso potrete sicuramente
fare call.
Al turn si applica lo stesso calcolo, con la differenza però che ora avete pot odds di soli
2.1 : 1. Non potete neanche contare più su 12 outs pieni, in quanto la coppia
presente tra le carte comuni rende sì improbabile un full house, ma comunque possibile.
In questo caso, vi rimangono ancora 8 outs, per cui avreste bisogno di pot odds di 5:1.
Chiaramente non vi rimane altro che fare fold.
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Vi trovate in BB
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Voi avete un flushdraw con probabilmente 6-7 outs validi, visto che non è particolarmente alto.
Considerando che lo small blind effettua qui una puntata elevata contro quattro giocatori,
quasi sicuramente punterà anche al turn. In questo caso, avreste bisogno di pot odds di circa 7:1,
mentre ne ricevete soltanto 2:1.
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Vi trovate in SB
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Riprendiamo il calcolo ormai noto. In questo caso, potete contare su 9 outs pieni per il colore.
Considerando che l’avversario punterà spesso ancora al turn, nel caso non doveste formare
alcuna combinazione, avreste bisogno di pot odds di 4:1.
Sfortunatamente ne ricevete soltanto 2.3 : 1.
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Vi trovate in SB
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Ancora un altro calcolo. Grazie al flushdraw, avete qui 6 outs validi.
Dalle tre Donne non è necessario sottrarre nulla, in quanto è molto improbabile
che il big blind abbia K9 o AK. Anche in questo caso potete quindi effettuare il calcolo
dal flop al turn, in quanto il river lo potrete vedere senza un’altra puntata. Ricevete così
pot odds di 2.5 : 1. Ve ne servono però di nuovo 7 : 1. Per questo motivo, passate la mano.
Se tuttavia al flop più giocatori dovessero fare call, potreste eventualmente riuscire a ottenere i
pot odds necessari.
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Vi trovate in CO
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Al flop puntate con una OESD mentre l’avversario rilancia.
Voi avete 8 outs per una scala e ancora due overcards, che valgono 2-3 outs. I pot odds sono pari a
circa 4.5 : 1. Consultando la tabella vi renderete conto che potrete vedere il rilancio.
Il turn non vi porta però lontano. Dovete svalutare ulteriormente gli outs, in quanto
le overcards sono diventate ancora più deboli. Potete contare in totale su 9 outs, per i quali
avete bisogno di pot odds di 4:1. L’avversario però ve ne offre circa 2.4 : 1,
che sono fin troppo pochi.
Conclusione
Riassumiamo quanto detto:
Gli odds rappresentano il rapporto tra: carte inutili : carte utili.
I pot odds rappresentano il rapporto tra: potenziale gudagno : puntata
Un draw risulta di fatto redditizio se i pot odds sono più vantaggiosi
degli odds, ossia se a lungo termine si vincono più chips nei casi in cui si riesce a completarlo
di quante non se ne perdano quando invece non si riesce a completarlo.
Affinché una partita sia a lungo redditizia, è assolutamente necessario comprendere e assimilare i concetti
degli odds e dei pot odds e quindi i principi matematici del poker. Sapere quando vale la pena
vedere una puntata così come quanto bisogna puntare per rendere svantaggioso un draw avversario,
ossia per "non dare agli avversari gli odds necessari", sono elementi essenziali di un gioco di strategia.
Prendetevi il tempo necessario per comprendere bene la materia, in quanto vi assicurerà
un grande passo in avanti nella strategia di gioco e nella gestione del bankroll.
L’argomento però degli odds e degli out non è da considerarsi concluso.
In particolare nella strategia bigstack nel No-Limit Hold’em risulta essenziale
un altro principio matematico: gli implied pot odds.
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