Aggiornato il 06 Lug 26 da

Strategia Bigstack: il gioco nel postflop

Introduzione

In questo articolo

  • Perché si punta
  • Perché non si punta
  • Quando i bluff sono realmente indicati

Passiamo all’essenza vera e propria della strategia bigstack, ossia al gioco successivo alla
distribuzione del flop. Il No-Limit Hold’em è un gioco dinamico e strettamente connesso alla situazione
contingente. Come si gioca e in quale momento dipende da numerosi fattori. Cosa è successo al preflop?
Quali sono le carte comuni? Chi sono gli avversari?

Per questo motivo, gli articoli dedicati al gioco al postflop per la strategia bigstack
applicano un altro approccio. Questo articolo non vi dirà cosa fare e quando farlo, bensì vi chiarirà
perché si compie una determinata azione.

Apprenderete i principi fondamentali del gioco al postflop e, se possibile, riuscirete
ad acquisire una visione strategica più approfondita grazie alla quale potrete prendere decisioni
giuste autonomamente.

Dopo aver letto questo articolo, dovreste essere in grado di trovare da soli
in una situazione di gioco le risposte alle seguenti domande: quale obiettivo voglio raggiungere? Quale obiettivo posso raggiungere?

Gli articoli successivi approfondiranno queste conoscenze, esamineranno i principi
matematici del poker e vi illustreranno in che modo la forza e la strategia di gioco di una mano
possano cambiare radicalmente a seconda delle varie situazioni di partenza.

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Le charts per il gioco prima del flop

Overview della matematica nel poker - Odds e Outs

Perché si punta?

Nel No-Limit Hold’em vince il giocatore aggressivo, ma al contempo riflessivo,
in grado di applicare la propria aggressività in modo mirato. Ciascuna puntata
e ciascun rilancio perseguono uno scopo preciso.

Ottimizzazione del value

Il primo scopo applicativo di una puntata è piuttosto palese: si ha una mano forte
e si vuole portare soldi nel piatto. Il vostro intento è che i giocatori con mani più deboli
vedano la puntata e rimangano ancora nel piatto. Le vostre puntate sono pertanto for value
(finalizzate a ottenere valore).

Questo principio apparentemente semplice viene spesso interpretato erroneamente.
Consideriamo un errore classico: vi trovate al river con una mano in qualche modo completa
ma non realmente forte e pensate „Non avrà nulla in mano“ riferito all’avversario.
Voi puntate, l’avversario fa call e mostra una mano che seppur vicina al nulla
risulta pur sempre un tantino migliore della vostra.

Se avete una mano in grado di vincere un qualche showdown e avete la possibilità
al river di procedere gratis allo showdown, allora fatelo.
In inglese si dice: se avete showdown value, allora se possibile assicuratevi il free showdown.

Non si tratta di pensare che la propria mano sia migliore di quella avversaria.
Si tratta invece di capire quali mani l’avversario potrebbe passare in risposta
a una vostra puntata e con quale invece potrebbe fare call.

Ammettiamo che l’avversario abbia nell’80% dei casi una mano peggiore della vostra,
mentre nel 20% una mano migliore. In tal caso, varrebbe di solito la pena puntare.

Ora ammettiamo però che l’avversario passerà sempre l’80% delle sue mani più deboli
dopo ogni puntata da parte vostra, mentre farà call soltanto con il miglior 20%
delle sue mani.

In questo caso, una puntata non vi assicura alcun guadagno in più, bensì
soltanto ulteriori perdite, in quanto perderete non appena l’avversario vedrà la puntata.

Bluff

Il secondo scopo applicativo è il bluff. In questo caso, si intende indurre
l’avversario a passare la mano migliore e quindi riuscire ad accaparrarsi il piatto.

La forma di bluff più frequente nei limiti inferiori è il dark tunnel bluff.
Un giocatore punta a tutta birra nel piatto, senza avere un piano per il successivo giro
di puntate o almeno farsi un’idea sull’avversario.
Il giocatore in questione punta e rilancia nella sola speranza che l’avversario strizzi l’occhio per primo.

Ogni qual volta che si pensa ad un possibile bluff, è necessario attenersi a cinque regole:

  • Non far lievitare il piatto durante un bluff.
  • Escogitare un piano B nell’eventualità in cui il bluff non dovesse funzionare.
  • Bluffare solo giocatori capaci anche di fare fold.
  • Non bluffare contro più giocatori.
  • Bluffare soltanto se si è in grado di rappresentare qualcosa e i gli avversari hanno raramente formato una combinazione forte.

Ogni qual volta vi rendete conto, al river, che nei giri di puntate precedenti avete sprecato
un’enorme quantità di soldi per un bluff e che in nessun caso l’avversario abbandonerà il piatto,
qualcosa sarà andata storto.
Evitate quindi di far crescere il piatto quando state soltanto bluffando.

È necessario inoltre avere le spalle coperte, una sorta di piano B.
Come nel film cult Rounders, ogni pokerista deve sempre lasciarsi aperta una porta di servizio.
Si sta decisamente meglio se si possiede un draw, ossia una mano
che in qualche modo può ancora migliorare.

„Adesso punto e vediamo che succede “ non è un piano. È meglio bluffare
in piatti piccoli contro pochi avversari e con carte comuni adeguate. È necessario che le carte
diano a voi la possibilità di rappresentare una mano forte e neghino all’avversario
qualcosa di giocabile.

Carte comuni ben combinate e in grado di realizzare draw non sono un flop idoneo per
un bluff. Un Asso o un Re e due Carte basse, che non si combinano in nessun modo, rappresentano
i flop più indicati per questa azione.

È necessario poter rappresentare qualcosa, contro cui gli avversari si rendono conto di avere così
poca possibilità di riuscita da perdere l’interesse nella mano. Non ha alcun senso bluffare se gli
avversari non possono fare fold.

ESEMPIO 1 – OTTIME POSSIBILITÀ DI BLUFF.
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in BU

  • UTG1, UTG2, UTG3, MP1, MP2, MP3 e CO fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • SB vede $0.90
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, SB, BB - Piatto: $3.00
  • SB e BB fanno check
  • Voi puntate $2
  • SB e BB fanno fold

È un classico esempio per una cosiddetta continuation bet e una buona opportunità di bluff.
Soltanto poche mani, con le quali gli avversari hanno fatto call al preflop, hanno
formato qualcosa di giocabile su questo flop. Inoltre, voi potete benissimo rappresentare
una toppair di Assi. Se gli avversari non possiedono nessuno degli altri tre Assi rimanenti,
la situazione si complica a loro svantaggio.

ESEMPIO 2 – SCARSE POSSIBILITÀ DI BLUFF
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in BU

  • UTG1, UTG2, UTG3, MP1, MP2, MP3 e CO fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • SB vede $0.90
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, SB, BB - Piatto: $3.00
  • SB e BB fanno check
  • Voi fate check

Le carte al flop sono fortemente draw-heavy (con parecchi progetti possibili). Queste si combinano con una serie di carte possibili,
con cui gli avversari hanno fatto call al preflop. Inoltre, difficilmente riuscite a rappresentare
qualcosa. In presenza di avversari molto cauti, è possibile eventualmente puntare; tuttavia, su
questo flop vi sarà sempre difficile portare gli avversari al fold.

Protection

Non sempre una made hand è al contempo una mano monster. Spesso vi considerate
in vantaggio con questa mano, ma siete anche consapevoli della sua vulnerabilità e del fatto
che gli avversari stanno in agguato per pescare una buona carta comune e mandarvi in malora.

Gli avversari vi possono superare solo se pescano una buona carta comune al turn o al river.
Quanto più è alta la probabilità per loro di pescare tale carta, tanto più
tenacemente dovrete proteggere la vostra mano.

Per protection si intende rincarare notevolmente il prezzo della successiva carta comune.
Se un avversario possiede una mano in grado di superarvi, dovrà pagare una prezzo eccessivamente
elevato.

Ne consegue quindi che se avete una made hand forte e sono presenti numerosi draws,
allora dovrete proteggere la mano e rendere costosa la successiva carta comune.

Questo argomento si basa sui principi matematici del Texas Hold’em,che verranno analizzati
in seguito.

ESEMPIO 3 - PROTECTION
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in BU

  • UTG1, UTG2, UTG3, MP1, MP2, MP3 e CO fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • SB vede $0.90
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, SB, BB - Piatto: $3.00
  • SB e BB fanno check
  • Voi puntate $2.5

Il flop, che nell’esempio precedente era ritenuto inadatto per un bluff, è allo stesso tempo
un flop su cui bisogna necessariamente proteggere le proprie made hands. Sono realizzabili
numerosi draws. È possibile che gli avversari abbiano un flushdraw, una OESD, una coppia e un gutshot.
È necessario dunque rendere costosa la successiva carta comune.

Raccolta di informazioni

Un quarto scopo applicativo è la raccolta di informazioni.
Puntando potete scoprire come siete messi e risparmiarvi così decisioni costose
nei successivi giri di puntate.

Ammettiamo che al flop avete tre avversari. Al preflop nessuno ha rilanciato
e grazie alle carte comuni avete formato una toppair mediocre. Nessuno ha l’iniziativa
e dopo tutto al preflop nessuno ha rilanciato. Ora tocca a voi e puntate.

Con questa puntata raggiungete tre obiettivi:

  • È possibile che una mano più debole faccia call assicurandovi così un profitto.
  • Fanno fold alcune mani che avrebbero potuto superarvi. In questo modo proteggete la mano.
  • Se qualcuno rilancia, potete tranquillamente fare fold essendo consapevoli di essere
    battuti.

Se in questa situazione rinunciaste a puntare, fallireste nel proteggere la mano. Perdereste così
l’occasione di indurre le mani più deboli a versare soldi nel piatto. Non per ultimo, non avreste la
più pallida idea di come siete messi qualora qualcuno dovesse puntare.

ESEMPIO 4 - TOPPAIR
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in MP1

  • UTG1 vede $0.25
  • UTG2, UTG3 e MP1 fanno fold
  • Voi vedete $0.25
  • MP2, MP3, CO, BU e SB fanno fold
  • BB fa check
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, UTG1 - Piatto: $0.85
  • BB punta $0.5
  • UTG1 vede $0.5
  • Voi rilanciate a $2.25
  • BB rilancia a $7.3
  • UTG1 e Voi fate fold

In questa situazione la vostra toppair, pur essendo una buona mano, rimane comunque
semiforte. Proprio perché sono realizzabili numerosi draws, dovreste necessariamente rilanciare una
puntata effettuata prima di voi. È necessario proteggere le carte e ricavare
maggiori informazioni sulla forza delle mani avversarie.

Nell’ultima mano campione analizzata, il giocatore seduto nel big blind decide di rilanciare ancora.
Questa azione è per voi un segnale inconfutabile delle vostra sconfitta. Per questo motivo, si passa
la mano senza neanche pensarci.

Perché non si punta?

Ci sono numerosi buoni motivi per cui talvolta non si punta o si rilancia, ad esempio
quando non si ha assolutamente nulla in mano. Ci sono però altri tre motivi validi
che prendono il nome di pot control, bluff induce e slowplay.

Pot control

Se vi trovate al flop, sapete già più o meno per che tipo di piatto intendete giocate.
Con una mano monster, si vuole giocare per un piatto sostanzioso e nella migliore delle ipotesi si
cerca di giungere all-in. Con una mano debole, si preferisce non vedere puntate elevate e si gioca meglio
per un piatto ridotto.

Si dice: i piatti sostanziosi sono fatti per le mani forti, mentre i piatti piccoli per le mani
deboli. Se non si possiedono carte veramente forti, bisogna far in modo che il piatto non aumenti
eccessivamente. Non bisogna certo procedere all-in a tutti i costi con una toppair.
Con una mano scadente non si vuole certo dover versare puntate elevate, ma più che altro
giungere allo showdown in modo economico, considerando che ogni tanto si possiede la mano migliore.

Questa strategia prende il nome di pot control. Un esempio di pot control è la seguente
tattica standard: voi rilanciate al preflop ed un avversario fa call. Vi trovate in posizione su di lui, ad esempio
vi trovate in posizione finale e l’avversario è seduto nel big blind. Al flop avete una toppair,
l’avversario fa check, voi puntate e l’avversario fa call. Al turn la situazione non cambia di molto.
L’avversario fa di nuovo check e voi fate altrettanto. Al river l’avversario punta e voi fate call.

ESEMPIO 5 - POTCONTROL
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in CO

  • UTG1, UTG2, UTG3, MP1, MP2 e MP3 fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • BU vede $1
  • SB fa fold
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, BU - Piatto: $3.10
  • BB fa check
  • Voi puntate $2.5
  • BU fa fold
  • BB vede $2.5
Turn - Giocatori attivi(2): Voi, BB - Piatto: $8.10
  • BB fa check
  • Voi fate check

Questa strategia di gioco è indicata nel momento in cui non sono realizzabili draw degni di nota
e ci si trova in posizione. Nell’esempio riportato, le carte comuni consentono al massimo
un gutshot come draw. Su questo turn non è indispensabile quindi proteggere la mano.

Facendo check si verifica quanto segue:

  • Se l’avversario possiede una mano migliore, la pagherete di meno, mantenendo così il piatto
    ridotto.
  • Se l’avversario possiede una mano più debole, ad es. un guthost, una coppia di Assi più debole,
    una coppia di Otto o un'altra coppia, farà spesso fold dopo una vostra puntata. Se invece fate
    check, manifestate un segnale di debolezza per cui l’avversario potrà possibilmente puntare
    qualcosa al river, sotto forma di bluff o perché convinto di avere la mano migliore. Se non punta,
    allora vedrà piuttosto una puntata da parte vostra.

La strategia di pot control è sempre più semplice da applicare quando si è in position sull’avversario
anzichè out-of-position. Questo è un motivo per cui è sempre meglio giocare in posizione.
Questa rappresenta il polo opposto della protection. Vi ricorderete che
protection significa proteggere una mano vulnerabile rendendo la successiva carta comune più cara
per gli avversari.

Vi succederà spesso di avere una mano che intendete portare allo showdown,
ma non a tutti i costi, e che risulterà anche vulnerabile, in particolare quando sono possibili
numerosi draws.

Si tratta di ponderare continuamente la situazione. Negli articoli strategici a partire dalla sezione Bronzo
analizzeremo più accuratamente questo argomento. Ora però prendiamo in esame
due tattiche standard con cui è possibile esercitare attivamente l’azione di pot control.

BET FLOP, CHECK BEHIND TURN, CALL RIVER

Questa strategia, ormai nota, viene applicata di norma con le coppie in presenza
di carte comuni non eccessivamente draw heavy. Di solito si è rilanciato al preflop e al flop
si è l’aggressore.

Quanto più è probabile che l’avversario abbia un draw, tanto più dovreste puntare al turn.
Se invece pensate che l’avversario non abbia nulla e comunque poche possibilità di miglioramento,
oppure che stia giocando d’astuzia con una mano forte, allora è meglio fare check al turn e vedere
una puntata in presenza di una rivercard innocua.

BET TURN FOR FREE SHOWDOWN

Questa tattica deriva originariamente dal Fixed Limit.
Invece di fare check al turn e puntare o vedere una puntata al river, si punta al turn e si
fa check al river con l’intento di vedere poi lo showdown gratuitamente.

Il vantaggio di questa strategia di gioco è che al turn si ha l’ultima occasione di
raccogliere soldi dai draw avversari e si possono talvolta portare al fold persino le mani migliori.
Facendo check al turn, si intende offrire all’avversario la possibilità di bluffare al river.
A volte però questo non è l’obiettivo che si intende raggiungere.

Se esiste una possibilità che l’avversario abbia un draw al turn, allora è meglio puntare e fare check
al river.

ESEMPIO 6 - BET FOR FREE SHOWDOWN
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in CO

  • UTG1, UTG2, UTG3, MP1, MP2 e MP3 fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • BU vede $1
  • SB fa fold
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, BU - Piatto: $3.10
  • BB fa check
  • Voi puntate $2.5
  • Bu fa fold
  • BB vede $2.5
Turn - Giocatori attivi(2): Voi, BB - Piatto: $8.10
  • BB fa check
  • Voi puntate $6

Puntare ha senso soprattutto se gli avversari hanno posizione su di voi e se
non intendete distribuire alcuna rivercard gratuita. In questo esempio, è stato sì completato
il flushdraw, tuttavia non è detto che sia necessariamente l’avversario ad avercelo.
Adesso, però, qualsiasi carta di Cuori gli assicura un flushdraw.

Bisogna quindi puntare per proteggere la mano da tale draw. Non avete neanche tanta voglia
di indurre l’avversario a un bluff, in effetti con carte comuni di questo tipo non vorrete essere coloro
che vedono una puntata e debbano poi tirare a indovinare.

Se invece l’avversario rilancia, avete indizi per pensare di essere battuti e quindi fare fold.
La stessa strategia di gioco andrebbe anche applicata se il flush non fosse stato completato al
turn, bensì il turn fosse ad esempio il Dieci di Fiori. Se l’avversario rilancia, si può sicuramente
fare fold.

DELAYED CONTINUATION BET (CONTINUATION BET RITARDATA)

Tutte le volte che rilanciate al preflop, trovate polli da spennare e nei successivi giri di puntate giocate come aggressore,
si presenta l’opportunità per una cosidetta continuation bet. Grazie al rilancio al preflop,
potete rappresentare una mano più forte di quanto la vostra lo sia realmente. Se a quel punto puntate al flop e
di fatto avete solo un bluff, quest’ultimo vi riuscirà più spesso.

Non è sempre appropriato effettuare una continuation bet direttamente al flop,
dopo aver rilanciato al preflop. Se l’avversario non è disposto a passare la mano, se è
possibile che abbia anche formato qualcosa, mentre voi avete ancora possibilità di miglioramento,
dovreste evitare di puntare al flop. Se avete qualcosa in mano in grado anche di vincere allo
showdown, allora è meglio puntare su una turncard innocua o su una carta in grado di migliorare
la vostra mano.

In qualità di aggressor è possibile attaccare numerosi piatti con una continuation bet,
ma non certo tutti.

ESEMPI DI FLOP IDONEI
Carta alta
  • Si punta
Asso e Figura
  • Si punta
Coppia
  • Si punta

Come si può notare, un flop risulta indicato per una contibet sotto forma di bluff solo se favorisce
poche mani. Tale flop offre poche possibilità di draws e poche chance di realizzazione di made hand
forti. Su un flop idoneo è possibile rappresentare una mano forte, mentre l’avversario raramente possiede
le carte per mandare all’aria il vostro bluff, persino nel caso in cui sia convinto che stiate bluffando.

ESEMPI DI FLOP INADEGUATI
Molto drawheavy
  • Si fa check
Molto drawheavy
  • Si fa check
Molto drawheavy
  • Si fa check

Tutti e tre gli esempi appartengono alla categoria “draw heavy”, ossia in grado di favorire
numerosi draw. In tal caso è possibile effettuare una continuation bet al flop solo se si gioca
contro un solo avversario.

ESEMPIO 7 – NON EFFETTUARE CONTINUATION BET
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in MP2

  • UTG1, UTG2, UTG3 e MP1 fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • MP3 e CO fanno fold
  • BU vede $1
  • SB fa fold
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, BU - Piatto: $3.10
  • BB fa check
  • Voi fate check

Su questo flop, è meglio fare check. Se i due avversari non sono estremamente tight, allora
non vale assolutamente la pena effettuare una contibet come bluff. In questo scenario, moltissime
mani hanno formato qualcosa, mentre voi potete a malapena rappresentare qualcosa. La
probabilità che entrambi i giocatori passino la mano diminusce quindi drasticamente
su un flop di questo tipo.

Se al river scende un Asso o un Re, possibilmente non di Picche, è possibile puntare ancora.

ESEMPIO 8 - BLUFF CON 2 AVVERSARI
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in MP2

  • UTG1, UTG2, UTG3 e MP1 fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • MP3 e CO fanno fold
  • BU vede $1
  • SB fa fold
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, BU - Piatto: $3.10
  • BB fa check
  • Voi puntate $2

Questo è un caso limite. Se sapete che uno degli avversari ha tendenze un po’ più loose,
qui dovreste fare fold. Se sapete, o pensate, che gli avversari siano piuttosto tight,
potete anche puntare. Il flop è favorevole e voi avete ancora un paio di outs utili
per una buona toppair con l’Asso e il Re.

Bluff induce e Slowplay

Sicuramente conoscete già la strategia che prevede di „puntare al flop,
fare check al turn e vedere una puntata avversaria al river“. Questa tattica
è stata presentata come strumento utile per il pot control. Ma non solo, è uno
strumento adatto per il bluff induce, ossia per indurre gli avversari a bluffare.

Facendo check al turn, si rappresenta una mano debole. Gli avversari potrebbero credere
che la puntata effettuata al flop sia stata solo una normale continuation bet e che ora stiate
rinunciando al bluff. Proprio questo presupposto induce non tutti, ma comunque una certa quantità
di giocatori, a tentare un bluff al river convinti che non abbiate nulla.

Il bluff induce procede mano nella mano con la strategia di slowplay. Ogni qual volta si rappresenta
una mano più debole di quanto lo sia realmente, si gioca in slowplay, ossia si giocano le carte
„lentamente“.

Sminuendo la mano, si incitano gli avversari a “stragiocare” una mano più debole o generalmente
a formare qualcosa di giocabile. Ammettiamo che al flop formiate un full house.
Non ci sono molte carte con cui l’avversario continuerà a giocare. Rinunciando a una puntata,
gli offrite la possibilità di pescare qualcosa di giocabile al turn, oppure di compiere una
cretinata già al flop.

Lo slowplay è una strategia da applicare con la dovuta cautela. È da prendere in
considerazione solo se non è possibile o necessario proteggere la mano. In effetti, si offre
all’avversario un’occhiata a buon prezzo alla successiva carta comune. È chiaro quindi
che si può agire in questo modo solo se la carta che scenderà non farà quasi alcuna differenza.

Non si gioca in slowplay contro numerosi avversari e in presenza di carte comuni drawheavy
così come contro avversari passivi. Si gioca in slowplay solo quando si è sicuri che l’avversario
accetterà l’invito a giocare la mano più agggressivamente del dovuto.

Nei casi standard, lo slowplay è l’alternativa meno indicata. Nei limiti inferiori
esiste una regola da non dimenticare mai: gli avversari vedranno più volentieri
una puntata piuttosto che puntare. La motivazione è da rintracciare in ciò che si è già detto
prima, ossia che nei limiti inferiori i giocatori standard giocano in maniera estremamente passiva e loose.

ESEMPIO 9 - SLOWPLAY
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in BU

  • UTG1 rilancia a $1
  • UTG2, UTG3, MP1, MP2, MP3 e CO fanno fold
  • Voi vedete $1
  • SB fa fold
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, UTG1 - Piatto: $3.10
  • BB fa check
  • UTG1 punta $2.5
  • Voi vedete $2.5

Si tratta di un ottimo esempio in cui lo slowplay è la strategia appropriata.
Il flop non è drawheavy, sembra innocuo e contiene un Asso. Non è necessario proteggere
la mano e al flop è possibile anche solo vedere la puntata se si è convinti di produrre in questo modo
maggiori profitti a lungo termine rispetto a un rilancio diretto.

ESEMPIO 10 – NON GIOCARE MAI I FLUSH IN SLOWPLAY
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in BU

  • UTG1 rilancia a $1
  • UTG2, UTG3, MP1 e MP2 fanno fold
  • MP3, CO e Voi vedete $1
  • SB e BB fanno fold
Flop - Giocatori attivi(4): Voi, UTG1, MP3, CO - Piatto: $4.35
  • UTG1 punta $2.5
  • MP3 e CO fanno fold
  • Voi rilanciate a $9

In questo esempio avete sì formato una mano forte, il flush appunto, tuttavia
qualsiasi carta di Picche più alta ha un draw per un flush migliore. Con un flush bisogna
partire direttamente in quarta al flop e tentare di mettere subito tutti i soldi al centro.

Riassumendo…

Le decisioni prese al postflop sono finalizzate a trovare un equilibrio tra ...

  • ... la spinta naturale a vincere sempre il massimo quando si è in vantaggio.
  • ... l’intenzione di controllare il piatto e di contenere il prezzo delle mani più deboli.
  • ... la volontà di aumentare il prezzo della successiva carta comune avendo mani vulnerabili.
  Value  
   
Protection   Pot control

Quanto più debole è la mano, tanto più è importante il pot control, mentre quanto più forte è la mano,
tanto più è importante l’ottimizzazione del value. Quanto più vulnerabile è la mano, tanto più è
importante la protection.

Come si giocano le made hands?

La strategia di gioco con le made hands è relativamente semplice.
Se si possiede la mano migliore, si punta o si rilancia. Quanto più debole è la mano, tanto
più bisogna provvedere al pot control, mantenere il piatto piccolo e in caso di azione o resistenza
eccessiva fare semplicemente fold.

La mano deve essere tanto più forte quanto maggiore è il numero degli avversari. Se al preflop
nessun giocatore ha rilanciato oppure avete visto un rilancio, dovreste già presentare
carte veramente forti per esercitare un’azione tenace.

Si gioca solo con carte molto forti. Quanto più drawheavy sono le carte comuni
e quanto più vulnerabile è la vostra mano, tanto più bisogna giocare per il pot control
e rendere la successiva carta comune non troppo conveniente per gli avversari.

Tentate sempre di trovare un compromesso tra pot control e protection.
Non c’è bisogno di proteggere una mano marginale, per quanto si possa trovare in svantaggio.

ESEMPIO 11 – DOPPIA COPPIA
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in MP3

  • UTG1 e UTG2 vedono $0.25
  • UTG3, MP1 e MP2 fanno fold
  • Voi vedete $0.25
  • CO fa fold
  • BU vede $0.25
  • SB fa fold
  • BB fa check
Flop - Giocatori attivi(5): Voi, BB, UTG1, UTG2, BU - Piatto: $1.35
  • BB, UTG1 e UTG2 fanno check
  • Voi puntate $1.2
  • BU fa fold
  • BB e UTG1 vedono $1.2
  • UTG2 fa fold
Turn - Giocatori attivi(3): Voi, BB, UTG1 - Piatto: $4.95
  • BB e UTG1 fanno check
  • Voi puntate $3.5
  • BB rilancia a $8
  • UTG1 e Voi fate fold

La vostra puntata al flop è di tipo standard. Dopo che entrambi i giocatori fanno check al turn,
dovreste puntare. Ci potrebbero benissimo essere flushdraw che a questo punto faranno call.
Persino le made hand più deboli potrebbero trovare un motivo per fare call. Inoltre,
voi avete l’iniziativa. Facendo check si perde il controllo e non si sa neanche come si è messi.

A quel punto arriva però un rilancio da parte del big blind. Questa strategia di gioco
applicata al turn contro più giocatori indica una forza estrema. Si tratterà spesso di un flush.
Pertanto non navigate più in buone acque con la vostra doppia coppia. È quindi opportuno
passare la mano.

ESEMPIO 12 - OVERPAIR
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in MP2

  • UTG1, UTG2, UTG3 e MP1 fanno fold
  • Voi rilanciate a $1
  • MP3 e CO fanno fold
  • BU vede $1
  • SB fa fold
  • BB vede $0.75
Flop - Giocatori attivi(3): Voi, BB, BU - Piatto: $3.10
  • BB fa check
  • Voi puntate $2.5
  • BU vede $2.5
  • BB fa fold
Turn - Giocatori attivi(2): Voi, BU - Piatto: $8.10
  • Voi puntate $6.5
  • BU rilancia a $15
  • Voi fate fold

La migliore strategia da applicare con questa turncard è puntare e in caso di rilancio passare la mano.
L’avversario molto raramente rilancerà con una mano più debole della vostra. Voi però non potete
neanche fare check, in quanto persino una mano del tipo 22 ha tantissime possibilità contro la vostra
coppia di Fanti.

Se invece l’avversario vede soltanto la vostra puntata, allora passate la mano direttamente al river oppure
fate una piccola puntata e passate la mano in caso di rilancio.

ESEMPIO 13 - OVERPAIR
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in BU

  • UTG1, UTG2, UTG3, MP1, MP2 e MP3 fanno fold
  • CO rilancia a $1
  • Voi vedete $1
  • SB e BB fanno fold
Flop - Giocatori attivi(2): Voi, CO - Piatto: $2.35
  • SB fa check
  • CO punta $1.5
  • Voi rilanciate a $5

In questo esempio, è meglio rilanciare. Tra le carte comuni ci sono alcuni draw, anche
un probabile Asso possiede qui un gutshot. Se al turn scende una carta più alta del Nove, ad es.
un Re o una Donna, allora non dovreste più sentirvi tanto a vostro agio.

In una situazione di questo tipo è sempre consigliabile rilanciare direttamente. Se l’avversario
rilancia ulteriormente, allora avete la certezza di essere battuti. Se invece fa solo call, potrete
valutare la situazione in base alla turncard.

Come si giocano i draws?

Per giocare i draws correttamente, è necessario prendere in considerazione i principi matematici
di out, odds e pot odds, che verranno analizzati in seguito.

Di norma vale la regola per cui nelle mani in cui nessuno ha rilanciato al preflop, oppure in cui
avete visto un rilancio, i draws debbano essere giocati quasi sempre passivamente.
Con i draws forti, come i flushdraws e le OESD, si possono vedere puntate contenute al flop.
I draw deboli, come un gutshot, possono essere di solito passati subito.

Non date la caccia ai draw. Se al turn avete un flushdraw, al river formerete un flush
in meno del 20% dei casi. Sprecherete soltanto i vostri soldi se decidete comunque di vedere
al turn puntate sostanziose.

Se al preflop avete rilanciato, potrete giocare aggressivamente con molti draws al flop,
sempre premesso che ci siano uno o due avversari. Con un draw forte, ad esempio, si effettua quasi sempre
una continuation bet al flop.

Se giocate aggressivamente con un draw, sarà pur sempre un bluff. Si parla in questo caso di
semibluff. In effetti, è possibile ancora vincere, anche qualora il bluff non dovesse funzionare, se la vostra mano dovesse migliorare.

Ciò nonostante, vale sempre la regola per cui è opportuno giocare i draws aggressivamente
solo se gli avversari sono in grado di abbandonare il piatto. Se si gioca contro
numerosi avversari oppure contro giocatori che per principio vedono ogni puntata, non
è possibile bluffare e di conseguenza giocare i draws aggressivamente.

ESEMPIO 14 – STRATEGIA DI GIOCO PASSIVA
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in SB

  • UTG1, UTG2 e UTG3 fanno fold
  • MP1 vede $0.25
  • MP2 fa fold
  • MP3 e CO vedono $0.25
  • BU fa fold
  • Voi vedete $0.15
  • BB fa check
Flop - Giocatori attivi(5): Voi, BB, MP1, MP3, CO - Piatto: $1.25
  • Voi e BB fate check
  • MP1 punta $1
  • MP3 vede $1
  • CO fa fold
  • Voi vedete $1
  • BB fa fold
Turn - Giocatori attivi(3): Voi, MP1, MP3 - Piatto: $4.25
  • Voi puntate $3

In questo caso, per via del numero degli avversari, avete deciso di applicare una strategia di gioco
passiva al flop. A causa dei soldi che voi e MP1 avete a disposizione, potete tranquillamente vedere
la puntata. Al turn completate il draw; a questo punto, dovreste iniziare a giocare attivamente.
Se fate check, gli avversari raramente punteranno per paura del flush. Tuttavia, proprio nei
limiti inferiori, i giocatori vedono spesso una puntata, anche perché potrebbero interpretare la vostra
puntata come bluff.

ESEMPIO 15- STRATEGIA AGGRESSIVA
Preflop - NL25 Blinds: $0.10/$0.25
Vi trovate in CO

  • UTG1 vede $0.25
  • UTG2 e UTG3 fanno fold
  • MP1 vede $0.25
  • MP2 e MP3 fanno fold
  • Voi vedete $0.25
  • BU fa fold
  • SB vede $0.15
  • BB fa check
Flop - Giocatori attivi(5): Voi, SB, BB, UTG1, MP1 - Piatto: $1.25
  • SB, BB, UTG1 e MP1 fanno check
  • Voi puntate $1.1
  • SB e BB fanno fold
  • UTG1 vede $1.1
  • MP1 fa fold

In questo esempio avete un flushdraw forte e in aggiunta anche due overcards (Re e Fante)
che migliorano ulteriormente il vostro draw. Di norma, giocando contro quattro avversari,
bisognerebbe rinunciare a un semibluff, in quanto raramente si riesce a portarli tutti al fold.

Ciò nonostante, in questa situazione particolare è possibile puntare.
Il motivo principale a favore di tale azione è che vi trovate in posizione, ossia tutti
gli avversari dovranno agire prima di voi. In aggiunta, al turn o al river numerose carte potrebbero risultarvi utili.
Se qualcuno vede la vostra puntata, potrete spesso pescare una carta e aggiudicarvi
la mano.

Conclusione

Questo articolo vi ha fornito una panoramica su tutti i principi fondamentali del gioco al postflop.
Ovviamente un articolo non è sufficiente per trattare l’intero argomento, per questo motivo
sono disponibili altri articoli di approfondimento.

È importante comprendere l’interazione tra pot control e protection. Con una mano semiforte
non si deve giocare per piatti sostanziosi. Allo stesso tempo bisogna evitare di regalare
agli avversari carte comuni vantaggiose, con le quali vi potrebbero superare.

Inoltre è essenziale comprendere che una puntata produce profitti solo se
protegge la mano dai draws oppure se le made hand più deboli fanno call.
Se al river c’è la possibilità di giungere allo showdown gratuitamente e la vostra mano
non vi entusiasma poi più di tanto, allora sfruttate questa opportunità.

In generale al flop, al turn e al river, si applicano le stesse regole valide per il gioco al preflop:

  • Giocare tight e scansare le situazioni marginali.
  • Giocare aggressivamente e rendere il gioco attivo anziché vedere continuamente le puntate.
  • Giocare in posizione e come al preflop fare in modo, se possibile, di trovarsi in posizione sugli avversari.

Negli articoli successivi, approfondiremo ulteriormente la materia e analizzeremo, tra le altre cose,
alcune situazioni di gioco particolari e la migliore strategia di gioco da applicare
con una mano piuttosto che un’altra.
Il primo testo di questa serie analizza i principi matematici del poker che risultano
particolarmente importanti per giocare i draws.

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