Blindbattle - Il gioco dallo Small Blind
Introduzione
In questo articolo
- Con quale range giochi
- Come ti adatti a stack di diverse dimensioni
- Come giochi contro avversari passivi e aggressivi
- Come giochi contro Regular
Oltre alla normale difesa dei blind, che consiste nel difendere il tuo blind contro un giocatore fuori dai blinds, esiste un’altra situazione molto particolare che si differenzia fortemente da tutte le altre situazioni di gioco ad un tavolo shorthanded o full ring e presenta una singolare dinamica: la battaglia fra blinds (blind battle).
Per blind battle si intende la situazione in cui tutti gli altri giocatori che non hanno pagato nessun blind passano al preflop e danno la possibilità allo small blind di aprire da first in il giro di puntate.
Questo articolo illustrerà il gioco dallo small blind in una blind battle, indicherà i punti da tenere in considerazione e le più idonee modalità di adattamento agli avversari.
Quali sono le particolarità del gioco dallo small blind vs big blind?
Naturalmente è necessario capire che la blind battle è una situazione molto particolare dove è assolutamente indispensabile sapersi adattare. In primo luogo si prende in considerazione la particolare dinamica di gioco di una partita heads-up, poiché questa situazione rappresenta fondamentalmente nient’altro che una piccola partita heads-up ad un tavolo shorthanded o full ring. Questo significa che il tuo gioco dipende molto da quello dell’avversario e quindi devi cercare di intuire le sue strategie e trarre vantaggio dalle sue carenze tattiche. In una battaglia fra blinds, quindi, non puoi mai realizzare un gioco realmente standard ed essere sicuro al 100 % che sia +EV.
L’aspetto psicologico gioca un ruolo di rilievo, ma in questa situazione non puoi attribuirgli lo stesso valore di una normale partita heads-up, perché queste blind battle possono essere anche molto distanti nel tempo, soprattutto in tavoli aggressivi, e quindi l’avversario non avrà così bene in mente le battaglie precedenti. Di conseguenza, non puoi sempre contare sul fatto che l’avversario sia ancora infastidito dalla tua ultima mossa di open-raise/4-bet dallo small blind e che quindi questa volta farà piuttosto una 5-bet.
Nel caso in cui giocasse a più tavoli o facesse altre cose al PC oltre a giocare a poker on-line, spesso si dimenticherà presto di questa situazione. Questo però non succede mai in una normale partita heads-up, perchè in quel caso un giocatore cercherà sempre di adattarsi al suo avversario.
Oltre al particolare aspetto psicologico, c’è un altro effetto diretto sulla propria mano. Siccome ti trovi in una situazione heads-up, la forza della mano cambia notevolmente. Sarà più difficile per te lasciar perdere una top pair con kicker medio contro una linea "raise flop / bet turn"dell’avversario se il board è privo di progetti, anche se, in una normale partita a sei giocatori, in questa situazione si ricorrerebbe ad un normale fold.
Tuttavia, non è detto che come linea standard dovrai sempre fare una calldown con la tua top pair. E’ certo che la probabilità che con un solo avversario entrambi abbiate pescato un buon flop è minore, ma le tendenze di gioco specifiche dell’avversario sono così importanti che tu devi sempre cercarare di addattarti.
In una blind battle si richiede anche un po’ di coraggio per potere seguire il tuo read e chiamare, per esempio, con mid pair senza kicker contro una linea "raise flop / bet turn / bet river" con un board privo di progetti, contro un avversario molto aggressivo per potere battere il suo bluff. Ma di questo particolare tipo di adattamento parleremo più avanti. Prima di tutto analizziamo alcune questioni fondamentali.
Qual’è la differenza tra una blindbattle dallo small blind e una dal big blind?
La questione è: in cosa consiste la differenza tra il gioco nella blindbattle dallo small blind e quello dal big blind? Perché ci sono due articoli invece di uno? Non si può semplicemente giocare una battaglia tra blinds pressoché identica, indipendentemente dal fatto che si abbia pagato lo small blind o il big blind? Eppure si tratta pur sempre della stessa situazione di gioco.
Qui va detto che effettivamente si tratta della stessa situazione di gioco e quindi sarà descritta come tale, ma lo si farà da due prospettive totalmente diverse che si differenziano principalmente per la posizione che si ha nel gioco.
Se giochi dallo small blind, ti troverai sempre in svantaggio di posizione dovendo giocare sempre prima dell’avversario, sia al preflop sia al postflop, mentre lui avrà sempre un vantaggio di informazione su di te. Non sei mai in grado di concludere un giro di puntate con la tua prima decisione e per questo non hai un controllo diretto sull’entità del piatto. Sei sempre esposto al pericolo di dovere giocare out of position un piatto grande con una mano marginale dopo un rilancio dell’avversario. Questo rappresenta un enorme svantaggio per te, perchè molto spesso ti troverai in situazioni marginali in cui non hai nessun vantaggio contro un avversario molto valido e, nel migliore dei casi, puoi giocare con un EV neutro.
La tua aspirazione in questo caso è di evitare di perdere troppi soldi in situazioni del genere, e questo comporta che tu debba adottare uno stile di gioco diverso da quello del tuo avversario.
Fare open-raise o completare dallo small blind?
Innanzitutto bisogna rispondere alla domanda: con quali mani dovresti rilanciare e con quali solo completare?
A questa domanda non si può e non si deve dare una semplice risposta generale perchè, risulterebbe troppo semplicistica e talvolta anche errata. La tua decisione, se rilanciare o completare, non dipende solo dalla tua mano, ma dipende molto dalla tendenza di gioco dell’avversario.
Consideriamo brevemente la situazione da un punto di vista matematico. Risulta evidente che al preflop hai sempre gli odds giusti per completare il tuo blind. Ricevi odds di 3:1 per completare e perciò avresti bisogno di un’equity di appena il 25% per potere vedere +EV. Visto così, dovresti completare ogni mano poiché EV(call) > EV(fold). Tuttavia, questa è una prospettiva un po’ limitata.
In questa considerazione infatti ignori completamente che non sei tu a chiudere il giro di puntate e quindi non puoi essere mai sicuro che il big blind non rilanci di nuovo. Per questo motivo dovrai pagare un prezzo più alto per potere andare a vedere il flop. Inoltre, attuando quella strategia, dimentichi che al postflop giochi out of position e senza iniziativa contro un avversario che può avere in mano tutte le carte possibili.
Si consiglia quindi di adottare come strategia di base "raise o fold", anche per riconoscere meglio le tendenze dell’avversario. Spieghiamo il motivo di questa scelta: rilanciando, ottieni l’iniziativa e semplifichi di molto il tuo gioco al postflop contro un avversario normale, mettendolo subito sotto pressione con la tua prima azione e cercando di indurlo all'errore. Inoltre, grazie ad una strategia aggressiva, ottieni direttamente delle informazioni sulle tendenze dell’avversario al preflop.
Risponde troppo spesso con un fold a questi rilanci? Se sì, allora è positivo per te e puoi continuare a sfruttarlo e a ottenere un guadagno diretto da questa situazione. Se invece tende a rispondere troppo spesso ai tuoi rilanci con un call o una 3-bet, allora puoi anche adattare il tuo stile di gioco.
Se però non inizi con una strategia aggressiva, ti vengono a mancare queste informazioni e non puoi valutare direttamente l’avversario. Inoltre, completando dallo small blind, non ottieni nessuna informazione sul range di mani dell’avversario e lui ad ogni flop potrebbe avere una potenziale monster. Se non hai dei buoni read sull’avversario, completando la mano rischi di finire molto spesso in una situazione spiacevole al postflop in cui sbagli spesso. E, se il tuo obiettivo nel poker è il profitto, alcuni errori li dovresti proprio evitare.
Quanto dovresti rilanciare al preflop?
In generale si può dire che la differenza della bet size non è così grande, anche se comunque esistono delle piccole sfumature. La domanda a cui rispondere diventa quindi più precisamente: con uno stack effettivo di 100 BB si deve rilanciare di 3BB o 4BB dallo small blind?
Per entrambi i casi ci sono degli argomenti che motivano la decisione corrispondente. Il vantaggio di puntate più grandi è che possono eventualmente generare una fold equity maggiore e quindi ridurre i casi in cui si è costretti a giocare al postflop out of position.
D’altra parte, se si realizzano invece puntate più piccole, puoi giocare un piatto più ridotto e anche uscire in modo più economico nel caso si subisse un call. Si può continuare ad analizzare entrambe le riflessioni e analizzarle da tutti i lati possibili, ma alla fine saranno ancora la sensibilità di gioco e il proprio stile di gioco a decidere che direzione prendere.
Preferire una scelta piuttosto che un'altra, quindi, è del tutto personale, e ciò che può essere corretto per un giocatore può non esserlo per un altro. La questione quindi è trovare la risposta più adatta per ognuno e sentirsi a proprio agio. Anche un rilancio di 3,5 BB può avere senso, ma dipende sempre dal proprio stile di gioco.
Come può essere un openraising-range standard dallo small blind?
Molto spesso si chiedono dei range standard che poi devono essere semplicemente annotati per potere giocare secondo una determinata tabella. Ovviamente ci si potrebbe mettere tranquillamente seduti e studiare un range di mani con cui poter sempre fare un open-raise con stack pari a 100 BB contro ogni avversario sconosciuto.
Per esempio, si può elaborare rapidamente questo range utile a prima vista: 22+, A2s+, K9s+, QTs+, T8s+, 95s+, 65s+, A2o+, KTo+, QTo+, 87o+
Di sicuro non c’è niente di sbagliato nell’annotarsi un range di mani così per usarlo come punto di partenza contro un giocatore sconosciuto e poi adattarlo, sulla base delle informazioni ottenute nel tempo, giocando contro quell’avversario. Se si analizza in dettaglio il range di mani sopraccitato, si vede che non rappresenta affatto un cattivo punto di partenza per un range standard, ma contiene anche dei gravi errori che si dovrebbero davvero evitare.
Si dovrebbero effettuare delle restrizioni soprattutto per gli assi piccoli perchè sono dominati troppo facilmente. E’ moto difficile giocare in modo proficuo una mano tendenzialmente dominata out of position. Devi essere consapevole che in una battaglia fra blinds devi giocare sempre gli assi piccoli con dei reverse implied odds.
Di conseguenza con gli assi off-suited devi fare a volte dei tagli e rilanciarli eventualmente solo a partire da A8o o meglio.
Per gli assi suited vale essenzialmente la stessa cosa, anche se in questo caso devi anche considerare che potrai pescare dei progetti di colore e giocarli in modo aggressivo in modo tale da ottenere degli enormi implied odds. Di conseguenza, in questo caso non si devono fare dei grandi tagli come succede per gli offsuited. A seconda della sensibilità di gioco, si può fare un open-raise di tutti gli assi suited oppure lasciare perdere i piccoli.
Un’ altra componente del range di mani sono le piccole pocket pairs. Molti giocatori giocano tutte le pocket pairs praticamente da tutte le posizioni. In una blind battle è chiaro che giocherai le tue piccole pocket pairs unimproved out of position solo come mano in bluff senza grandi possibilità di miglioramento. Se al flop non peschi il tuo tris, devi giocare la tua mano bet/fold Flop, bet/fold Turn o bet/fold Flop, check/fold Turn, check/fold River.
Se giochi quindi contro un avversario che con i suoi call al postflop ti porta spesso a situazioni spiacevoli con le tue piccole pocket pairs, dovresti pensare di togliere dal range almeno le pocket pairs molto piccole. Queste, infatti, non ti offrono nessuna possibilità di vincere ancora allo showdown un piatto unimproved dopo un call ad una continuation bet. A partire da 66 o 77 hai più possibilità di vincere ancora allo showdown contro una coppia più piccola che ha chiamato la tua continuation bet solo grazie alla sua carta pescata al flop.
Contro un avversario sconosciuto all’inizio puoi lasciare le pocket pairs piccole nel tuo range, se sei sicuro di poter affrontare in qualche modo questa situazione al postflop. Se però noti che cominci ad avere problemi a giocarle al postflop dopo una continuation bet, non si fa una brutta figura se non le si rilancia più first-in.
Riassumendo, il tuo range di mani dovrebbe essere composto da due diversi tipi di mano:
- Mani con buone possibilità di pescare una top pair al flop
- Mani con una buona giocabilità e un gran potenziale
Per entrambi i tipi, come illustrato sopra, dobbiamo fare però delle eccezioni. Risulta evidente che A4o ha sicuramente un’equity accettabile contro la maggior parte dei calling range e può perfettamente legare una top pair, ma in ogni caso qui i reverse implied odds si fanno notare. Alla fine ognuno deve decidere da solo dove bisogna restringere il range. E’ importante che in una battaglia fra blinds al preflop non ci si trovi in situazioni che non si riescano più a risolvere al postflop.
Come hai potuto vedere, sei in grado di determinare un range standard, ma devi anche essere consapevole che sarebbe meglio organizzare il tuo range di mani in modo più tight perché così puoi contrastare il tuo svantaggio di posizione al postflop. Se più avanti nel gioco otterrai ulteriori informazioni sul tuo avversario, potrai adattare il tuo range di mani di conseguenza.
Come ti adatti a diverse stack size?
Molti giocatori si dimenticano di adattare eventualmente il proprio gioco alle diverse combinazioni di stack size. In questo capitolo ci occuperemo di questi adattamenti.
Esistono sostanzialmente due diverse situazioni a cui devi adattarti se parti da uno stack standard di 100 BB. Da una parte ci sono gli stack molto maggiori di 100 Big Blinds, e dall’altra quelli molto minori di 100 Big Blinds.
Con questi stack di grandi dimensioni, devi essere consapevole che il tuo svantaggio di posizione al postflop può avere delle conseguenze molto negative, perché un buon giocatore, davanti a uno stack simile, vedrà i tuoi open-raise al preflop in modo molto più light per potere sfruttare al meglio il suo vantaggio di posizione al postflop.
Se il tuo avversario gioca in questo modo, devi adattare il tuo range di mani e tendere a fare più open-raise di mani speculative per sfruttare gli enormi implied odds. Alcuni giocatori in una battaglia fra blinds considerano una mano top pair-top-kicker subito come una nut hand senza neanche guardare la stack size. Grazie al tuo range di mani leggermente spostato (spostato nel senso che rilanci più mani speculative e passi mani leggermente dominate) puoi trarre beneficio da questo mancato adattamento dell’avversario. Poi puoi decidere con quali mani giocare out of position i piatti realmente consistenti, riducendo le possibilità di dovere giocare una mano dominata da fuori posizione.
In una simile situazione si dovrebbe quindi fare a meno di fare open-raise di mani come A6, K9 o simili, perchè spesso si può vincere un piatto piccolo, ma allo stesso tempo si può correre il pericolo di essere dominati e cadere nella tentazione di andare allo showdown senza spendere troppo, cosa che comunque non riuscirà quasi mai. Per evitare queste situazioni problematiche si consiglia vivamente di passare la mano al preflop!
Se giochi contro un avversario che, di fronte a un grosso stack, fa più volte 3-bet al preflop, non dovresti farti indurre a vedere troppe mani out of position sui tuoi implied odds per poi continuare a giocare in modo troppo leggibile. Gli implied odds che ti puoi dare dipendono molto dalla posizione. Siccome out of position è molto più difficile puntare l’intero stack in una situazione per te vantaggiosa, al preflop non dovresti vedere troppe mani speculative come risposta ad una 3-bet.
In questo caso è necessario scoprire fin dove vuole arrivare l’avversario al preflop. Con una 4-bet scelta bene metti l’avversario davanti alla scelta se spostare al centro del tavolo tutto il suo stack con la sua mano o passare la mano. A seconda del fatto che l’avversario sia disposto a mettere al centro mani come 88 o AJ al preflop per 140 BB, dovresti tendere a fare molte 4-bet al preflop (nel caso non volesse andare all-in con queste mani!) o ridurre il tuo open-raising range in modo tale da mettere al centro del tavolo le tue chips ed essere il favorito.
Questa è un’altra possibilità per affrontare giocatori che fanno molte 3-bet, ma va usata con cautela. Puoi iniziare chiamando le 3-bet al preflop, ma non le vedi solo sui tuoi grandi implied odds. Facendo call il tuo scopo principale è di fare perdere il filo del gioco all’avversario con delle donkbet al flop e/o al turn calcolate tra 1/2 e 2/3 dell’entità del piatto, in questo modo puoi guadagnare piatti di medie dimensioni.
Per questo adattamento devi però sempre osservare se l’avversario fino a quel momento ti ha già colpito per i suoi bluff raise al postflop. Questo perchè contro un avversario che risponde volentieri a queste donkbet con dei bluff raise con un 3-bet pot, questa linea di gioco ha come unica conseguenza, quella di farti perdere molti soldi.
Se però l’avversario è decisamente debole e leggibile, passerà spesso di fronte alla tua donkbet in un 3-bet pot o eliminerà la maggior parte del suo range nel caso facessi un altro passo avanti e decidessi di committarti nella mano. Se hai un range piuttosto equilibrato tale da fare questa mossa non solo con delle mani in bluff, ma anche con tris e nutflushdraws, per l’avversario sarà difficile giocare contro di te in una situazione del genere.
Proprio gli avversari weak-tight, che in piatti grandi tendono a fare più fold che push, sono i più proficui contro cui giocare. Riduranno anche le loro 3-bets al preflop e, se applichi questo stile di gioco sempre al momento giusto e il tuo range è equilibrato anche con AA e KK in queste occasioni, puoi crearti una vantaggiosissima situazione in termini di +EV.
Questo adattamento tuttavia è solo una proposta che va usata con cautela, perché comporta un grande pericolo di giocate bizzarre e spesso ci si trova costretti a fare una donkbet di troppi board, o non si tiene più in grande considerazione la propria mano e si fanno troppi bluff in push.
Rifletti dunque di nuovo contro quale avversario e con quali board si può realizzare questo gioco in modo vincente. Potrai capire meglio quando utilizzare questa strategia quando analizzerai ogni line di gioco tua in relazione alle risposte dei tuoi avversari.
In presenza di deep stack, nel complesso, è particolarmente importante analizzare la tendenza dell’avversario in situazioni simili e adattare i tuoi range al preflop. Se continui a giocare con un range standard e poi hai la sensazione di essere permanentemente messo sotto pressione dagli stack più elevati, puoi andare in tilt, e questo può essere deleterio per la tua win rate soprattutto con un deep stack.
Se giochi contro stack di 95 BB o 80 BB, non sei realmente costretto ad adattare per forza il tuo gioco. Se però giochi contro uno stack pari a 50 BB o addirittura uno shortstack di 25 BB o meno, allora dovresti riflettere su come adattare il tuo gioco.
In questa situazione puoi adattare il tuo gioco in due modi che possono anche essere combinati.
Da una parte, puoi mantenere i tuoi range di mani e modificare la bet size per rispondere alle esigenze della situazione.
La seconda possibilità è mantenere la tua bet size, ma modificare i tuoi range. La scelta tra le due opzioni dipende come sempre da te e dall’avversario.
Contro uno shortstack che organizza il suo gioco in modo tale da sfruttare in maniera quasi perfetta il suo stack in una blind battle e possiede un buonissimo resteal-pushing range, sei costretto a modificare il tuo range di mani per rispondere al gioco dello shortstack. In questo caso, la maniera migliore per iniziare è fare push first in all-in oppure organizzare il tuo range di mani in modo da avere delle semplici decisioni tra raise/fold o raise/call. Entrambi i punti di partenza hanno i loro vantaggi.
Con un push diretto, come in un torneo, utilizzi quasi perfettamente la fold equity, visto che lo shortstack sarà sempre obbligato a vedere con una mano accettabile. Se poi fai un rilancio normale, puoi tendere una trappola all’avversario spingendolo a fare push di mani peggiori che nel complesso hanno uno svantaggio di equity rispetto al tuo range di mani di raise/call.
Un motivo per prendere questa decisione può essere questa riflessione: se consideri il tuo avversario come uno shortstack "professionista", dovresti più tendere a cercare il push diretto che non a rilanciare in modo normale perchè questo avversario ha molta più dimestichezza con i range di mani esatti con cui deve fare push ad un open-raise. In questa situazione quindi non puoi sperare mai in un suo errore.
Se fai direttamente push, lui potrà solo vedere o passare e dovrà cercare di valutare il tuo range di mani, anche se sarà difficile perchè uno shortstack "professionista" gioca quasi sempre a più tavoli e non può avere un buon read sul tuo range di mani in una situazione del genere. Più lo shortstack è competente, più quindi dovresti cercare il push diretto. Se giochi contro un “pollo” passivo che non può sfruttare il suo shortstack, allora puoi continuare a fare openraise normalmente, e al postflop potrai produrre ancora un’elevata fold equity con delle bet size normali.
Finora sembra che le cose non vadano male, ma non è ancora chiaro quale linea sia meglio usare per un avversario o per un altro. Per questo vi proponiamo un’ analisi di entrambi gli approcci a livello matematico.
Per iniziare, hai bisogno di tutte le variabili che sono importanti in questa situazione.
S: Dimensione dello stack dello shortstack togliendo le giocate del blind (indicato in Big Blinds)
pH: Il proprio pushing range (indicato in %)
cH: Calling range dell’avversario (indicato in %)
E: Equity del tuo pushing range vs. calling range avversario
Foldequity: f = 1 – cH
Ora vengono indicate in totale tre possibili punti di partenza di una mano di questo tipo:
- a) Passi il tuo small blind -> Lo shortstack vince 1,5 BB, tu perdi 0,5 BB.
- b) Fai push e lo shortstack passa la mano -> Vinci 1,5 BB, lo shortstack perde 1 BB.
- c) Fai push e lo shortstack vede -> La tua equity ti indica quanto vinci/perdi a lungo termine.
Il passo successivo nei tre casi è un’equazione per determinare il valore atteso per poi sommare questi tre valori e ottenere il valore atteso totale della strategia push-o-fold contro uno shortstack.
- a) EV1 = (1-pH) * (-0, 5 BB)
- b) EV2 = pH * (1-cH) * (+1,5 BB)
- c) EV3 = pH * cH * [E * (S + 1,5 BB) – (1-E) * (S + 0,5 BB)]
EV totale = EV1 + EV2 + EV3
Se si inseriscono le tre equazioni nell’equazione totale, si possono un po’ semplificare alcune variabili. Tuttavia, questo è solo un piccolo gioco matematico che non ha molta importanza.
L’equazione finale semplificata risulta:
EVtotale = pH * [2 – 1,5*cH + cH * (2*E*S + 2*E – S –0,5)] – 0,5
Esempio
Dimensione dello stack togliendo le puntate del blind S = 20 BB
Presunto calling range avversario cH = 77+, A9s+, AJo+, KJs+, KQo
Il tuo pushing range pH = 55+, A2s+, A2o+, K9s+, KTo+, QJ
Sulla base di queste informazioni puoi conoscere il tuo valore atteso. Inoltre, grazie all’Equilator, puoi calcolare ancora l’equity e la percentuale dei range.
cH = 9.35%
pH = 24.13%
E = 40.185%
Prima di tutto puoi calcolare i possibili punti di partenza e poi sommare o direttamente usare l’equazione per ottenere il valore atteso totale. Per illustrare meglio questi calcoli e per dimostrare che entrambi portano agli stessi risultati, presentiamo entrambi i metodi di calcolo.
EV1 = (1-0,2413) * (-0,5BB) = -0,37935BB
EV2 = 0,2413 * (1-0,0935) * (+1,5BB) = 0,328107675BB
EV3 = 0,2413 * 0,0935 * [0,40185 * (20BB + 1,5BB) – (1- 0,40185) * (20BB + 0,5BB)] = -0,081724702BB
EVtotale = -0,37935BB + 0,32810BB – 0,08172BB = -0,132967BB
Oppure
EVtotale = 0,2413 * [ 2- 1,5 * 0,0935 + 0,0935 *(2 * 0,40185 * 20 + 2 * 0,40185 – 20 –0,5)] –0,5 = -0,132967BB
Se la tua ipotesi sul calling range dell’avversario è giusta, il tuo pushing range non è stato scelto perfettamente, perchè tu a lungo termine continuerai a perdere. Il tuo pushing range di sicuro non è sbagliato del tutto perchè comunque hai un EV più alto rispetto alla strategia per cui tu passeresti il 100% delle tue mani (EVfold = -0.5BB).
Il tuo scopo, tuttavia, non dovrebbe essere solo battere questa strategia di fold al 100% con la tua strategia di pushing, ma ottenere il massimo EV da ogni situazione. Per ottenere un risultato migliore, al momento purtroppo puoi solo provare a giocare con i diversi range e vedere da solo come si presenta l’EV nei singoli casi.
Se fai push del 50% migliore di tutte le tue mani, otterrai questi valori:
pH = 49.32% = 22+, A2s+, K2s+, Q2s+, J6s+, T7s+, 98s, A2o+, K2o+, Q6o+, J7o+, T9o
E = 35.345%
EVtotale = +0.15684BB
Se fai push con any2 (pH = 100%, E = 31,505%), ottieni questo EV:
EVtotale = +0.6802BB
Si suppone che questo sia il massimo EV che si possa ottenere, dato che con degli stack così piccoli devi cercare di non perdere troppo con degli open fold. Per questo motivo puoi accettare delle riduzioni più scarse della tua equity che, grazie al range di mani crescente, sono solo corrette. Se gli stack sono maggiori, naturalmente questa considerazione cambia a partire dal momento in cui, diminuendo la tua equity, perdi di più di quello che puoi risparmiare con il tuo range di mani ampliato.
Con questo metodo, in base alle tue ipotesi sul calling range avversario e allo stack size, puoi scoprire il massimo valore atteso, provando diversi pushing range.
Per semplificare puoi usare anche la seguente tabella di Excel: Tabella Excel per l’EV di un push first-in
Inserisci nella tabella tutti i valori e l’EV verrà calcolato automaticamente. Lavorando sodo puoi anche calcolare perfettamente i pushing range +EV contro diversi calling range e stack size.
Oltre a questo metodo pensato per fare push +EV dallo small blind a seconda dell’avversario, ne esiste un altro per calcolare i pushing range +EV sicuri dallo small blind che risultano sempre +EV contro ogni giocatore.
In questo caso, si applicano i cosiddetti numeri Sklansky-Chubukov per sapere se con una mano si deve fare push o no.
Spiegare questo concetto e la sua origine ora sarebbe fuori luogo, però c’è un articolo al riguardo che puoi trovare cliccando su questo link: I numeri Sklansky-Chubukov e i push al preflop
Questo articolo è scritto dalla prospettiva opposta della strategia dello shortstack, ma puoi seguire la stessa strategia anche come big stack se giochi first-in dallo small blind contro uno shortstack, visto che anche tu diventerai shortstack in questa situazione a causa delle reali dimensioni dello stack.
Inoltre, risulta interessante vedere in che modo si può eseguire questa analisi matematica anche per una linea raise/call o raise/fold.
Anche qui, all’inizio, abbiamo bisogno di tutti i possibili parametri.
S: Dimensione dello stack dello shortstack togliendo le giocate del blind (indicato in Big Blinds)
rH: Il proprio raising range (indicato in %)
r: La tua bet size per fare open-raise (indicato in BB)
cH: Calling range dell’avversario (indicato in %)
pcH: Il proprio pushcalling range (indicato in %)
E: La tua equity con il tuo pushcalling range vs. pushing range avversario
Foldequity: f = 1 – cH – pH
Ora analizziamo le possibili situazioni di partenza che si possono verificare:
- a) Passi il tuo small blind -> Lo shortstack vince 1,5 BB, tu perdi 0,5 BB.
- b) Rilanci e lo shortstack passa la mano -> Vinci 1,5 BB, lo shortstack perde 1 BB.
- c) Rilanci, lo short stack fa push, tu passi -> Lo short stack vince1 BB+r, tu perdi r.
- c) Rilanci, lo shortstack fa push, tu vedi -> La tua equity ti indica quanto vinci/perdi a lungo termine.
- e) Rilanci, lo shortstack vede -> Non hai idea di quanto vinci o perdi a lungo termine al postflop e non hai neanche nessuna possibilità di fare delle ipotesi.
Come vedi, qui esistono cinque possibili situazioni di partenza. Questo ovviamente in sé per sè non è fondamentale per te, finchè puoi calcolare il valore atteso delle possibililtà singolarmente. Ma in verità il problema grosso sta proprio in questo, perché realmente non puoi farlo. A causa dei nuovi complessi giochi possibili al postflop, non hai più a disposizione nessuna possibilità accettabile senza presupporre delle ipotesi inadeguate che possano falsificare il risultato (un’ipotesi simile presupporrebbe direttamente che l’avversario giocasse solo push-or-fold dal big blind).
Ti trovi quindi di fronte ad un problema. Sulla base di queste ipotesi non puoi affermare con certezza il tuo valore atteso, anche conoscendo gli esatti range di mani dell’avversario, perché il gioco possibile al postflop è troppo complesso per essere rappresentato e risolto semplicemente in modo matematico.
Nel complesso, in una situazione di questo tipo, dovresti assolutamente pensare che una linea raise/fold permanente con mani come QTo o A6o sia un punto di partenza completamente sbagliato, non avendo, per lo meno, un’idea approssimata dei range di mani avversari e della tua reazione di fronte a questi al postflop in presenza di action. Prima di cadere in un gioco così, è molto più intelligente riflettere sui potenziali pushcalling range dell’avversario ed elaborare/valutare un buon pushing range per cercare il push diretto. Per questo metodo hai a disposizione anche le basi matematiche.
Se però lo shortstack è molto tight nel suo pushing range e tende a vedere al preflop per poi giocare la strategia "fit o fold" al postflop, allora puoi continuare a fare open-raise normalmente perchè questo avversario non ti vorrà sempre eliminare dalla mano direttamente al preflop. Contro un avversario di questo tipo puoi adattarti partendo da due diversi punti, da applicare singolarmente o insieme.
- Ingrandisci il tuo raising range
- Aumenti i tuoi raise al preflop
Entrambi i punti di partenza perseguono lo stesso obiettivo in due modi leggermente diversi. Vuoi punire l’avversario il più possibile per il suo gioco weak-tight rubandogli spesso il piatto, se entrambi non avete pescato niente, e lui con un fold o passa la mano migliore o lascia perdere una parte enorme della pot equity.
Grazie al primo adattamento sei in grado di rubare molti piatti piccoli, mentre il secondo ti da l’opportunità di rubare dei piatti grandi.
Tuttavia, in queste situazioni, dovresti sempre avere un’idea approssimata dell’entità della tua equity al flop contro una mano completa per non rispondere ad un push dell’avversario al flop con un brutto instant fold. Se sono presenti degli odds si dovrebbe anche fare call.
Qui vi presentiamo un esempio di una situazione di questo tipo in cui non si dovrebbe passare così rapidamente, sapendo che l’avversario al flop gioca "Fit o Fold".
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 35$, weak-tight short stack
Hero: 200$
Preflop: Hero è SB con A
3 folds, Hero raises to $7.00, BB calls $5.00.
Flop: ($14.00) K


Hero bets $10.00, BB raises to $28.00, Hero ???.
Devi vedere $18 per vincere $52 e così in risposta al tuo call ricevi odds di 2.88:1. Per questo hai bisogno del 25,7% di equity contro il range avversario per avere in questo caso un call +EV.
Siccome puoi partire solo da mani complete dell’avversario, si può considerare questo range di mani:
- Tris (KK,JJ, 88)
- Doppia coppia (KJ, K8, J8)
- Top pair (KQ, KT, K9)
- Middle pair (AJ, QJ, JT, J9)
- Bottom pair (A8, T8, 98)
- Pocket pairs medie (TT, 99, 77)
La tua equity totale contro questo range ammonta a 30,1%. In questa situazione, quindi, hai sempre un call +EV e non dovresti passare la mano!!
Come hai potuto notare, ogni tanto puoi trovare un tris, ma questo non significa che abbiate fatto un call sbagliato. Se la tua ipotesi sul pushing range dell’avversario è giusta, hai il call +EV e lo dovresti realizzare sempre.
A questo punto bisogna osservare che questo range non contiene semibluff (straightdraws) che migliorerebbero ancora un po’ la tua equity contro il range totale.
Se sei costretto a giocare contro un avversario con uno stack di circa 50 BB, dovresti adattare parecchio il tuo stile di gioco alle sue tendenze al postflop. Se il giocatore è consapevole della forza della sua stack size e quindi usa bene il suo stack per fare float in position, non puoi giocare bene, perché,con una mossa, sei obbligato a mettere al centro del tavolo tutti i 50BB. In questo caso si consiglia quindi di rilanciare in modo più tight dallo small blind e non fare una continuation bet al 100% in presenza di una carta utile al flop.
In una situazione simile è necessario portare allo showdown dei piatti medio-piccoli per avere buone possibilità di vincere lo showdown grazie alla carta pescata. Se però l’avversario gioca tutto il suo stack con ogni carta utile, in questo caso puoi andare broke contro di lui con ogni top pair e non devi puntare ad arrivare allo showdown in modo economico. Dipende quindi sempre dall’avversario, ma devi comunque pensare sempre che proprio una stack size così è molto adatta a fare dei push in semibluff al postflop, perché l’avversario in genere è sicuro di avere una fold equity altissima.
Se l’avversario lo sa, con il tuo gioco, vuoi proteggerti proprio contro questa mossa oppure usarla contro di lui ed essere tu a costringerlo a vedere all-in per avere così la fold equity dalla tua parte.
Come giochi contro calling station che vedono sempre la loro middle pair al flop e al turn ?
Se giochi contro un giocatore che molto spesso vede il tuo rilancio al preflop, al flop e al turn e non passa man le sue mani complete medie, devi scoprire come giocherebbe se avesse l’iniziativa. Non ha senso rimanere sul suo gioco standard e continuare a fare delle continuation bet di un’alta percentuale di flop senza pescare carte utili per poi dover decidere se fare una 2nd barrel al turn.
In un gioco aggressivo è meglio andare con più calma e osservare come reagisce l’avversario quando cominci a fare check al flop: o prende l’iniziativa e cerca di vincere questi piatti oppure fa sempre check behind su ogni flop. Grazie al tuo check al flop sei in grado di ottenere più informazioni sull’avversario.
Introduci nel tuo gioco anche il check "for information", cosa che finora hai fatto solo per il bet. Ti adatti a seconda della reazione dell’avversario. Se fa check behind più volte al flop, hai trovato una buona opportunità per arrivare allo showdown senza troppa spesa con delle mani marginali che hanno valore allo showdown e puoi anche controllare il piatto out of position. Se invece l’avversario punta quasi ogni flop, lo metti di fronte ad una nuova decisione e fai checkraise al flop. Questi checkraise ovviamente non sono solo for value, ma servono anche come bluff.
Se l’avversario dovesse continuare a vedere la sua middle pair anche dopo un "check/raise Flop, bet Turn", significa che hai trovato una linea perfetta per trarre il massimo valore dalle tue top pair.
Se l’avversario dovesse innervosirsi per il tuo bluff raise al flop e cominciare a fare check behind dei flop con mani complete medie, questo andrebbe comunque a tuo favore, perché potresti mantenere piccolo il piatto out of position e arrivare economicamente allo showdown.
L’idea di fare check/call al flop come aggressore al preflop è un metodo un po’azzardato, perchè non ti permette di ottenere informazioni sulla forza della mano dell’avversario e ti mette nella situazione di dovere di nuovo prendere una decisione difficile al turn essendo out of position. Per questo motivo, in generale, si sconsiglia di adottare questa linea contro un avversario di quel tipo, perché possiede il suo valore atteso più alto solo se giochi contro un (semi)bluffatore aggressivo contro cui puoi indurre un bluff con le tue mani complete medie.
Se però si nota che contro quelle calling station non si completa niente al postflop, allora bisogna organizzare il proprio range in maniera più tight per avere in mano spesso delle top pair e puntare per valore anche se in modo marignale. Il tuo scopo è puntare il più possibile for value tutte e tre le straight se c’è una buona carta utile, anche in maniera super marginale e far sì che l’avversario passi eventualmente le sue middle pair direttamente al flop o al turn.
Come ti difendi dai famigerati flop raiser o turn floater?
Ad alcuni avversari piace molto vedere al preflop per poi rilanciare molti flop come semibluff o come bluff, sperando di portarti ad abbandonare la mano dopo la tua continuation bet standard. Qui bisogna rispondere all’azione delll’avversario o direttamente al flop o usare le tue mani complete forti per battere il bluff, nel caso in cui l’avversario puntasse di nuovo al turn.
In questo caso, ovviamente, si deve procedere così: più il board è innocuo per la tua mano, più sarai in grado soltanto di vedere il flopraise per poi fare check/call al turn e battere un’altra puntata in bluff al river. Oppure, se il board al turn diventa più pericoloso per fare check/raise e puntare il tuo stack, mostrando all’avversario che non sarà facile per lui giocare contro di te in questa battaglia fra blinds.
Le cose vanno diversamente se il board è pieno di progetti già al flop e tu hai una mano completa ma non molto solida, come illustrato in questa mano d’esempio.
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 200$, Postflopbluffer aggressivo
Hero: 200$
Preflop: Hero è BB con A
3 folds, Hero raises to $7.00, BB calls $5.00.
Flop: ($14.00) T


Hero bets $10.00, BB raises to $34.00, Hero ???.
In questo caso dovresti tendere a fare direttamente una 3-bet al flop. Siccome vorresti giocare volentieri contro dei progetti, è meglio effettuare una normale 3-bet invece di fare direttamente push all-in. In questo modo fai credere all’avversario di avere una fold equity che invece non esiste e lui rilancerà di nuovo o farà push con i suoi progetti. Se fai direttamente push, lui in parte passerà i suoi draws, ma non lascerà mai perdere una mano migliore della tua.
Se dovessi avere un nutflushdraw in questa situazione, si consiglia di scegliere la stessa bet size per una 3-bet, così otterrai lo stesso effetto e, in parte, potrai anche andare all-in contro progetti dominati. Inoltre, l’avversario vede che scegli questa linea con dei progetti e, in certi casi, in una blind battle, sarà portato a mettere al centro del tavolo tutto il suo stack con una middle pair/good kicker con cui ha una buona equity contro di te, ma che comunque non cambia la sua posizione di svantaggio rispetto alle tue mani.
Finora si è dimostrato che puoi giocare velocemente le tue top pair e i tuoi progetti buoni al flop contro avversari di questo tipo. Ma che fare con mani medie? In questo caso il tuo scopo è quello di arrivare allo showdown nella maniera più economica possibile e cercare di vincerlo con la tua mano media.
Un esempio di una situazione simile contro un avversario che fa rilancia volentieri in bluff al flop o a fa float al turn in position.
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 200$, Postflopbluffer aggressivo
Hero: 200$
Preflop: Hero è SB con K
3 folds, Hero raises to $7.00, BB calls $5.00.
Flop: ($14.00) Q


Hero fa check e vede una bet al flop.
Turn: ($X) 9
Hero fa check e, eventualmente, vede una 2nd barrel intermedia (ca. ½ pot size bet).
River: ($X) A
Hero fa check e vede un’altra puntata.
Questa linea "check/call all streets", che prima non aveva nessun effetto sulla calling station, in una situazione di questo tipo è la più forte. In questo modo, riesci a mantenere il piatto piccolo e ad arrivare allo showdown con la minima spesa. Tuttavia, devi essere consapevole che questa situazione non si può paragonare ad un calldown nel Fixed Limit Hold’em. Qui è assolutamente fondamentale considerare la bet size dell’avversario, perché altrimenti l’ultimo river call diventa un payoff molto caro.
Per questo motivo, bisogna osservare sempre come cambia il board. In questo esempio, l’asso al river è una carta particolarmente importante, perché rappresenta una scare card per la tua mano e anche l’avversario lo sa. Di conseguenza, quella carta per lui rappresenta una perfetta possibilità di bluffare per le sue mani senza valore allo showdown.
Se l’avversario avesse fatto check behind a una qualsiasi straight durante la mano, non dovresti prendere l’iniziativa. Se a un certo momento punti, non riceverai valore da mani peggiori e dovrai spesso passare la tua mano o avrai uno o più call difficili visto che l’avversario con il suo rilancio ha dimostrato di avere delle carte molto forti. Con un board così puoi giocare in modo esattamente identico una mano come Q8 perché avrai gli stessi problemi che ha con KJ.
Se giochi con un avversario così aggressivo senza pescare una carta utile al flop, dovresti sempre riflettere se fare davvero una continuation bet con la tua mano. Non è un errore così grave fare check/fold con il flop contro un giocatore di quel tipo dopo un rilancio al preflop. Questo nel caso in cui la tua mano non abbia un potenziale di miglioramento e/o non sia sufficiente per controbattere.
Contro questi avversari vuoi trasformare la loro forza in debolezza; non possono vincere grandi piatti che sarebbero spettati a te solo grazie alla loro aggressività. Vuoi che bluffino fino alla morte contro le tue mani migliori e che ti regalino per così dire i loro soldi.
Tu stesso dovresti limitare molto i tuoi bluff. Dovresti considerare l’opzione di un rebluff solo se noti che l’avversario non ha "le palle" di portare a termine del tutto un turn float come risposta a un piccolo checkraise e, quindi spesso passa. Dovresti però anche stare attento a non diventare troppo leggibile in questi casi e perdere soldi a lungo termine.
Come giochi contro dei validissimi Regulars in una blindbattle?
I bravi Regulars si contraddistinguono per la loro capacità di adattamento in situazioni come queste. Sostanzialmente si può dire che usano tutti gli adattamenti possibili che vengono spiegati nell’articolo La blindbattle dal Big Blind. Contro questo tipo di avversario è particolarmente difficile giocare al postflop out of position, perché è complicato avere un read della sua mano vista la sua versatilità di adattamento. Dovresti perciò evitare troppi confronti che ti possano portare a situazioni di postflop difficili.
Siccome sai che al postflop non hai nessun vantaggio contro un valido Regulator, dovresti essere cauto e limitare le tue perdite al postflop out of position, o meglio semplicemente evitare queste situazioni e avere un opening range molto tight. Cerca semplicemente di giocare le tue mani forti straightforward for value, per poter giocare comunque first-in in parità dallo small blind. Questa possibilità di adattamento è sicuramente quella che presenta meno varianza ed è la più facile da realizzare se giochi contro un Regular.
In ogni caso, non dovresti fare l’errore di classificare direttamente come un solido giocatore Regular qualsiasi giocatore che gioca regolarmente al tuo limite e poi giocare in modo standard. Qui esistono due tipi speciali di Regulars contro cui devi avere ben chiaro il tuo stile di gioco.
Un giocatore di questo tipo si caratterizza principalmente per il fatto di giocare contemporaneamente a 8 diversi tavoli e di attuare spesso una solida strategia tight-aggressive al preflop. Puoi essere sicuro che questo giocatore, giocando a più tavoli, non può prestare la stessa attenzione a tutti allo stesso tempo e quindi in una battaglia fra blinds tenderà a giocare molto straightforward.
Ci sono in parte alcuni Regulars validi che, a causa del loro multitabling, vedranno solo pochissimi tuoi open-raise, semplicemente perché non hanno "tempo" di andare a finire in una situazione così marginale che li porterebbe in seguito a dover prendere decisioni difficili al postflop.
Contro un giocatore di questo tipo, quindi, non dovresti iniziare direttamente a temporeggiare o a giocare più tight dallo small blind, ma addirittura potresti cominciare ad ampliare il tuo range di mani e fare un open-raise più loose. L’avversario, infatti, non si adatterà a quella situazione e spesso continuerà ad attuare la strategia raise-o-fold che lo spingerà quasi sempre a rispondere con un fold ai tuoi open-raise.
Finchè non cambia questo modo di giocare, puoi rubargli tranquillamente il suo big blind e guadagnarti i piatti al flop con una continuation bet.
Conosci sicuramente cosa vuol dire questo termine se giochi ad uno stesso limite da molto tempo. Ci sono Regulars con cui dopo qualche tempo che si gioca si riesce ad avere una storia vera e propria e anche il gioco si basa su dinamiche molto particolari, come per esempio Preflop-3-Bet- e 4-bet-battles, oppure (semi-)bluffraises light al postflop.
Se si gioca contro questo tipo di avversari dallo small blind, si dovrebbe ovviamente conoscere la particolare history. Siccome devi giocare out of position sia al preflop che al postflop, dovresti limitarti molto in una situazione di quel genere e realizzare la linea di gioco tight e straightforward, menzionata prima. Il motivo è che succederà spesso che l’avversario faccia una mossa contro di te e che tu possa rispondere solo con una tua mossa speciale che a sua volta lui, grazie al suo "speciale" read su di te o alla tua storia, spesso vedrà solo in modo molto light con una mano completa.
Le tue mosse in bluff, in una situazione così, spesso non riescono bene. Se però giochi in modo tight e spesso hai una buona mano, non devi ricorrere a queste mosse e puoi battere meglio le giocate avversarie con delle mani complete. Spesso questo Regular non capirà subito che in questa situazione stai giocando particolarmente tight e quindi, dietro i tuoi rilanci, vedrà sempre un’ occasione di bluff che dovrà assolutamente battere con la sua top pair senza kicker in una blindbattle. Non sfruttare questa situazione sarebbe sconsiderato!
Quali errori devi assolutamente evitare?
Questo punto è particolarmente importante, perché in una blind battle dallo small blind esistono due errori standard che molti TAG commettono.
Si può definire il primo errore standard come l’errore "One Bullet". Con questo termine si definisce una situazione di gioco in cui semplicemente fai una continuation bet su ogni flop e giochi check/fold o check/call al turn. Proprio in una blind battle spesso per il big blind è una buona opzione vedere una continuation bet con una coppia debole o addirittura con A alto per portare la mano allo showdown in modo molto vantaggioso. Se però al flop forse volevi solo vedere dove ti trovavi e fare una semplice continuation bet senza avere pianificato le giocate successive (check/fold ad ogni turn non è un piano), in una battaglia fra blinds a lungo termine giocherai con un valore atteso negativo.
Proprio nelle blind battles bisogna usare perfettamente le scare cards al turn o al river per esercitare ulteriore pressione sull’avversario e togliergli la possibilità di controllare il piatto con mani medie, riuscendo ad arrivare in modo vantaggioso allo showdown.
Prenditi tempo, rifletti sulla tua mano, sulla struttura del board e sull’avversario e non realizzare semplicemente una continuation bet per poi abbandonare la mano unimproved. Se succede questo, infatti, l’avversario saprà sempre se hai pescato qualcosa.
Il secondo errore sostanziale è causato dal proprio atteggiamento nei confronti di una blind battle. Molti TAG solidi, nelle battaglie fra blinds, iniziano improvvisamente a giocare in modo molto aggressivo. Spesso, dietro questo atteggiamento, si nasconde l’idea che contro un solo avversario si riceva più fold equity per la propria mano, perciò si può bluffare anche più volte con delle mani scarse. In uno stile di gioco aggressivo non c’è mai niente di sbagliato, ma si dovrebbero sempre scegliere le situazioni in modo consapevole.
Se giochi una mano come bluff, considera che la tua mano può avere ancora un’ equity accettabile contro il calling range del tuo avversario nel caso dovesse fare call. Questa mano funge da esempio negativo.
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 110$
Hero: 200$
Preflop: Hero è SB con K
3 folds, Hero raises to $7.00, BB calls $5.00.
Flop: ($14.00) Q


Hero bets $10, BB calls $10.
Turn: ($34) A
Hero checks, BB bets 23$, Hero raises to 66$, BB calls 43$ (All-In)
In questa mano hai un po’ di fold-equity, ma sei anche parecchio in svantaggio e pagheresti molto se lui facesse call. Questo bluff quindi è totalmente spewy e alla lunga è un modo sicuro per perdere molti soldi.
Se inveci la tua mano cambia come segue, il bluff si può difendere molto bene.
1/2 No-Limit Hold'em (5 handed )
BB: 110$
Hero: 200$
Preflop: Hero è SB con K
3 folds, Hero raises to $7.00, BB calls $5.00.
Flop: ($14.00) Q


Hero bets $10, BB calls $10.
Turn: ($34) A
Hero checks, BB bets 23$, Hero raises to 66$, BB calls 43$ (All-In)
Se paragoni le due situazioni, noti come si differenzi fortemente la tua equity. Nel primo esempio, ad un call contro le singole mani avevi questa equity:
- Set: 9%
- 2Pair: 9%
- One Pair (Ax, Qx): 12%
Nel secondo esempio, la situazione era questa:
- Set: 22.7%
- 2Pair: 22.7%
- One Pair (Qx, Ax): 29,4%
Questo è un enorme passo in avanti, perchè non dovresti mai giocare un bluff puro se sei spesso drawing dead dopo un call. Pensa che in una blindbattle puoi certamente bluffare un po’ più spesso, ma dovresti subire un call solo con mani con cui non sei quasi drawing dead.
Conclusione
Questo articolo ha illustrato ciò che succede in una blind battle dal punto di vista dello small blind. Risulta fondamentale non giocare in un modo standard, ma piuttosto adattarti alle circostanze delle singole mani. L’avversario e il suo stile di gioco sono dei fattori fondamentali.
Puoi documentarti sulla linea di gioco per la blind battle dal punto di vista del big blind in questo articolo: Blindbattle – il gioco dal big blind
Per concludere, ti rimandiamo di nuovo al modulo di Excel che ti aiuterà nei diversi calcoli. Puoi scaricarti il file qui: Tabella Excel sull’ EV di un first-in-push
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