La Divina Commedia - Ultimo canto
Termina oggi la nostra poetica avventura attraverso i gironi infernali che i nostri antenati hanno dovuto affrontare su ciò che era una volta PokerStrategy.com. Nell'ultimo girone ecco alcuni notable players!
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| Il conte gionniiscj s'appresta a divorare il pasto preparatogli da sbabola65 nel 7° canto |
Non si ferma l'avventura dell'antico utente di PokerStrategy.com e del suo vate , le cui gesta vi raccontiamo in versi, tratte dal manoscritto che abbiamo trovato e faticosamente tradotto nelle segrete di Gibilterra.
Ecco le precedenti puntate della Divina Commedia di PokerStrategy.com:
Nell'avventura di oggi i due approdano nel girone finale: quello dei notable players. Come riusciranno ad affrontarli? La parola al nostro avo e quindi... buona lettura!
dicer del sangue e de le piaghe a pieno
ch'io fin qui vidi, per narrar più volte?
Ogni lingua per certo verria meno,
ma non la mia, perch'ella è assai allenata
da le bestemmie de 'l poker terreno.
Quest'io pensavo ne l'arrampicata
a le gran guglie in l'ultimo girone
affaticati su la scalinata.
"Mannaggia a PokerStrategy e al babbione
che ha messo questo posto in su la cima",
dicea lo vate ansando qual muflone,
mentr'io, che lo sfanculo avevo in rima,
tacetti a lo risparmio de lo fiato
lanciando sol il gesto di chi mima.
Poscia che finalmente fu arrivato
baciò lo suolo , lo mio duca,
che intanto come porco avea sudato.
"Amici, fate che vi si conduca"
disser due alme magre e sanza polpe
"a reidratar. Gradite una sambuca?".
Io non vi saprei dir le loro colpe,
ma enricofox ed ocelot all'occhio
erano tali al gatto ed alla volpe.
"Andate altrove a tentar l'infinocchio",
li ammonì subito 'l mio sfiato vate
"ché noi non siamo fessi qual Pinocchio".
Ed io, poscia che l'alme allontanate
s'eran, dimando al duca spiegazioni:
"Per ché le due sambuche hai rifiutate?".
"Perché que' due cercan li fessacchioni,
come sei tu, l'invitan a sedersi,
poscia vincono lor tutti i gettoni".
"Ma io di heads-up pochi davver ne ho persi",
risposi un po' piccato e lui per poco
si mise a sganasciar con chiocci versi.
"Tu sei uno donko tale che in tal loco
neppur devi de 'l poker fare fiati:
nemmen puoi nominar cotale giuoco.
Quivi dimoran quei che più skillati
fecer del poker per la vita intera
uno lavoro e in tanti hanno scassati.
Ed anco quei che la corona nera
hanno come aletilter su 'l capello
e sono membri de l'ardita schiera
che si riunisce a Berna ed a Bruxello
per giteggiar da Unni e da Vichinghi
e anco sparar li botti a lo piattello".
Ma ecco che per noi venir guardinghi
dei peccator vedemmo a pié ridotto
e avanti a loro v'era .
Poscia ch'egli arrivò, proprio a me sotto
apparve uno quadretto tutt'attorno
con scritto HUD e poi 40-8.
"Dèh!" fe' con tono crucco e di Livorno,
"eccone un altro limpatore grullo:
godi a chiamar? vuoi forse che ritorno
con il mio cellular, che tu, citrullo
usi a chiamar pigiando tasti a caso
visto che par lo meglio tuo trastullo?"
"Smetti quest'uomo di pigliar pe'l naso",
l'ammonì da la voce avversa.
"Noi siamo qui in missione, e non a caso.
Cerchiam lo Genio, ché un'idea m'è emersa:
fare coachar tal donk, poi sboronare
che qui da noi niuna battaglia è persa".
Fu allor che principiò serio a parlare
un'alta alma che dal capo al pube
aveva li capelli da legare.
d1r7y5p0ng3 è il suo nom e in una nube
oscura par ch'intinga ciò che dice
e poi ci aggiunge un video di YouTube.
"Amici, de lo boss io son lo vice
e dico che lo donk lasciar dovreste:
lo poker è una sozza meretrice!"
Accanto a lui v'è JAMA con tre teste
(e in tutte fuma in bocca uno siluro):
annuisce, e la fumera tutti investe.
Ciecando a caso ne lo smoggo scuro
cerchiamo li sentieri de le fughe
e quindi rifugiam di dietro a un muro.
Quivi s'illuminarono le rughe
di , duca mio, che aveva scorto
lo grande geniodelletartarughe.
"Uagliò, rivedesi chi non è morto!".
E quello, sanza far di festa appello:
"Cadaveri siam, Sergio. Dunque, hai torto".
"Vabbè... non star lì a romper lo capello...
Lascia che la tua innata skill io sfrutto:
coachami questo donk, guarda che bello".
"Devo obiettare ancor, innanzitutto,
ché questo è donk (e quivi non ci piove),
ma a me mi par che sia puranco brutto".
Poscia lo duca mio verso me muove
e dice: "Or io ti lascio in buone mani:
saranno dure e grevi le tue prove,
e ognor ti parrà incerto lo domani.
Ma se infin superar la penitenza
saprai, cesserai di giocar da cani".
Poscia sparì ed io rimasi senza.
Ma dopo tre minuti e sei secondi
lo Castelluccio perse la pazienza.
"Traaaaxxeerrr! Perché tu vuoi ch'io mi circondi
di questa gente insulsa, tarda e imbelle
che nel cervello c'ha li doppifondi!".
E 'l duca mio scotendo testa e pelle
m'accompagnò a la porta ormai sconfitto
e infine uscimmo a riveder le stelle.
Fine dell'ultimo canto
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