Secondo me il range da attribuire all'avversario in questo caso è AQ/AJ/A9/A8/A6/A5/A4 + suited connectors + raramente qualche PP bassa giocata in limp/call preflop. Le doppie non può averle giocate così, anche un passivo al turn avrebbe rilanciato, a meno che non l'abbia legata al river, e in quel caso possiamo solo imprecare contro la dea bendata.
Il fatto che il nostro avversario giochi il 42% delle mani che riceve ci indica chiaramente che è un pollo, e che quindi potrebbe molto spesso fare giocate sconvenienti. Mi riferisco sia a inseguire un draw fino al river, sia a giocare in call un Ax e poi voler chiudere la mano in all-in.
Ora il discorso è questo: il check al river, in questa mano, è sbagliato. Se si opta per il check allora è per risparmiare più soldi possibile, e quindi al push abbandoniamo la mano. (Oltretutto l'avversario non è nemmeno deep, era action obbligata al river, comunque..)
Il tuo dubbio sul fatto di "con cosa punta al river che battiamo" non si dovrebbe nemmeno porre, perché nasce da un errore di Paolo, che ha sbagliato il check.
Qui dopo il nostro check possiamo aver indotto un bluff, ma allo stesso tempo possiamo aver portato l'avversario passivo a dover estrarre value da una buona mano. La situazione è scomoda, ma non ci saremmo dovuti arrivare.
Se vuoi sapere la verità io probabilmente se avessi deciso per il check avrei poi comunque chiamato, perché nonostante tutto ho i pot odds sufficienti per farlo, e se su 10 volte lui - molto pessimisticamente - avrà chiuso il colore 7 volte avrò perso 14.42$ (in questo caso conto solo il call del river, e non i soldi nel piatto già investiti --> 2.06$*7) e se invece lui ha Ax o una scala bucata le altre 3 volte avrò vinto 17.46$.
Spero di averti chiarito qualche dubbio.
N.B. Se la mano fosse stata uguale con l'eccezione delle pot odds al river, dopo il check avrei foldato.