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Intelligenza Artificiale: da fantascienza a (terribile?) realtà

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cerberum
Iscritto: 23.12.2007
Oldschool Grinder

L'originale di 92Niko

E' proprio questo il punto, si confonde "replicazione" con "coscienza". Se anche si potesse scansionare una mente e inserirla in un hard disk, quello non saresti tu, ma una replica. Così come l'AI non è realmente cosciente di sé, ma imita meccanicamente i nostri comportamenti sulla base di una programmazione.

Però questo dipende anche da che definizione dai a "coscienza". Cioè, il corpo umano è, in ultima analisi, una macchina.

Per coscienza intendo l'essere consapevoli di se stessi. Non è una cosa che puoi replicare. Noi sappiamo che esiste perché ce l'abbiamo, ognuno di noi la sperimenta, ma non sappiamo da che cosa deriva. Il corpo umano è molto più di una macchina, tanto è vero che nessuno è in grado di costruirne uno e dargli la vita (a parte il Dr Frankenstein).
Un AI invece che cosa prova, cosa sente? Nulla, perché semplicemente è una cosa che nasce e rimane morta. Ovvero non nasce, ovvero è solo una simulazione.


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In realtà una delle caratteristiche principali di un AI forte è proprio l'autocoscienza.
Su che basi dici che non si puó replicare? Perché tu non sai da dove deriva? Non si sapeva neppure da dove derivasse l'elettricità.
Oltretutto anche tu potresti essere simulato e non saperlo, come faresti a capirlo?

Credo ci sia questo diffuso preconcetto che spinge a cercare nell'essere umano qualcosa di intangibile che magicamente ci rende quello che siamo...
In realtå questo qualcosa non è intangibile, è solo ben nascosto, o meglio richiede molto tempo ed energia per essere decifrato.


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92Niko
Iscritto: 13.10.2011
Poker Player

Ripropongo questo video. Credo sia molto interessante nell'ottica AI


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nickdega
Iscritto: 11.01.2014
Oldschool Grinder

Ma cos'è la coscienza?


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Thukam
Iscritto: 10.09.2010
PokerStrategist

L'originale di nickdega
Ma cos'è la coscienza?

Un qualche abbozzo di risposta si trova in questo libro:
https://it.wikipedia.org/wiki/La_mente_nuova_dell%27imperatore

Una delle cose che mi lascia perplesso per quello che riguarda il relativamente imminente "avvento delle macchine" è il tema sociale della distribuzione del reddito.
Attualmente il criterio principalmente seguito per la distribuzione del reddito è quanto viene prodotto mediante il lavoro; con tutti i difetti e le storture, questo meccanismo regge socialmente da diversi secoli, tanto che alcuni hanno addirittura pensato che fosse un meccanismo "ovvio" e "necessario", e altri lo hanno addirittura infilato nelle costituzioni (in Italia addirittura proclamando il lavoro come fondativo della nazione...).
Ora, lungi da me l'essere luddista o comunista, ma in un mondo in cui sempre più professioni sono automatizzate (l'altroieri l'operaio generico, ieri quello specializzato, oggi l'impiegato con mansioni ripetitive e domani quello di concetto) mi pare sempre più insostenibile socialmente la distribuzione di quanto è prodotto sulla base di quanto si lavora, specialmente se il lavoro non automatizzato va riducendosi.
Il mondo è già troppo veloce per potersi permettere un'unica professione nell'arco della vita, e questa è una novità storica mai vista in passato. Non so se siamo socialmente pronti.
Di certo gli elementi fondativi di alcune costituzioni andranno rivisti, per non risultare insensati rispetto alla realtà


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007
Oldschool Grinder

L'originale di superamico
In realtà una delle caratteristiche principali di un AI forte è proprio l'autocoscienza.
Su che basi dici che non si puó replicare? Perché tu non sai da dove deriva? Non si sapeva neppure da dove derivasse l'elettricità.
Oltretutto anche tu potresti essere simulato e non saperlo, come faresti a capirlo?

Credo ci sia questo diffuso preconcetto che spinge a cercare nell'essere umano qualcosa di intangibile che magicamente ci rende quello che siamo...
In realtå questo qualcosa non è intangibile, è solo ben nascosto, o meglio richiede molto tempo ed energia per essere decifrato.

A me sembra piuttosto che ci sia questo goffo e insistente tentativo da parte di alcune persone di imitare Dio. Quello di cui queste persone, coi loro paraocchi autoprodotti e autoindossati, non si rendono conto, è che qualsiasi cosa creiino deve sottostare alle leggi della natura, che sono le vere leggi di Dio. Qualunque esperimento che non tenti in qualche modo di cambiarle, di uscire da questa "illusione", non ci avvicina all'assoluto, non ci rende migliori.
Hai ragione quando dici che potremmo essere in una simulazione, ma non è creandone un'altra al suo interno che ci renderà liberi (l'idea stessa, anzi, mi fa sorridere :D).
Nulla di quello che possiamo creare qui, con ciò che è parte stessa dell'illusione (la materia), può avere caratteristiche migliori delle nostre (se non in termini relativi, come la velocità di calcolo e altre amenità simili).
Il percorso è tutt'altro.


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In che senso non si puø creare nulla con caratteristiche migliori delle nostre?
A me risulta che abbiamo imitato e poi superato la natura (intesa come evoluzione biologica) in vari ambiti. Abbiamo barche che vanno molto piú veloci di qualsiasi pesce, stessa cosa per gli uccelli etc. La stessa cosa puó accadere con il cervello e l'intelligenza.

Se poi per te tutto è stato creato da dio e quindi tutto è perfetto, allora aspetta il paradiso e pace.


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92Niko
Iscritto: 13.10.2011
Poker Player

@Thukam

Hai tirato fuori delle considerazioni interessanti (anche se non direttamente collegate al discorso sull'intelligenza artificiale, ma tanto si sta già pensando di trasformarla in "fede in tizio pt-2"). :truestory:

Comunque ho letto un libro molto interessante di recente che si chiama "Il Cigno Nero" di Nicholas Nassim Taleb che sostanzialmente tratta di eventi estremamente rari ed improbabili che però hanno un effetto non trascurabile. A parte questo tema fondamentale, il libro vira poi su un discorso più pseudo-evoluzionistico incorporando un saggio "Sulla robustezza e sulla fragilità" che poi diventa un intero libro chiamato "Antifragile". In questa parte praticamente, l'autore dimostra come il processo di evoluzione biologica sia troppo lento rispetto all'evoluzione sociale umana e praticamente sostiene che la società che abbiamo costruito soprattutto negli anni recenti abbia una complessità troppo elevata per essere compresa dall'essere umano stesso. Esempi banali: il cosiddetto "problema degli esperti" ossia il fatto dimostrato che le previsioni e le analisi fatte dalle persone che riteniamo "esperte" non sono in realtà significativamente più accurate di quelle che si potrebbero ottenere con un meccanismo in stile "polpo Paul". Altro esempio è il mondo dell'economia e in particolare della finanza su cui siamo abbastanza certi di avere il controllo assoluto, mentre in realtà siamo letteralmente in balia degli eventi.

Il succo della cosa è che il modo in cui si è evoluta la vita sulla terra rappresenta un modo ottimale di gestire una società, mentre l'estrema complessità sociale da noi stessi creata va ben oltre le nostre capacità di comprendere. Non è ovviamente qualcosa che si applica a tutto indiscriminatamente, ma solo ad alcuni aspetti comunque significativi della nostra vita.

Un esempio concreto di ciò che credo sia strettamente collegato a quello che dici è questo: la maggior parte delle "strutture biologiche" (possiamo prendere come esempio il corpo umano) non si sono evolute per massimizzare l'efficienza. Esempio: il corpo umano ha 2 polmoni, ma può tranquillamente sopravvivere con uno solo, abbiamo due reni, ma possiamo sopravvivere con uno solo, abbiamo due occhi, ma di fatto ce ne basterebbe solo uno e via dicendo... L'evoluzione ha portato grande ridondanza di tutte le strutture biologiche e viventi, questo dimostra che la strategia più efficace quando ci si evolve non è quella di massimizzare l'efficienza, ma quella di rendere la struttura stessa meno vulnerabile ai problemi che possiamo avere. Il problema di molte aziende moderne è il fatto che massimizzando l'efficienza del sistema per massimizzare i profitti, ci si rende estremamente vulnerabili agli eventi improbabili, non direttamente prevedibili che possono danneggiare il sistema.


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92Niko
Iscritto: 13.10.2011
Poker Player

A me sembra piuttosto che ci sia questo goffo e insistente tentativo da parte di alcune persone di imitare Dio. Quello di cui queste persone, coi loro paraocchi autoprodotti e autoindossati, non si rendono conto, è che qualsiasi cosa creiino deve sottostare alle leggi della natura, che sono le vere leggi di Dio. Qualunque esperimento che non tenti in qualche modo di cambiarle, di uscire da questa "illusione", non ci avvicina all'assoluto, non ci rende migliori.
Hai ragione quando dici che potremmo essere in una simulazione, ma non è creandone un'altra al suo interno che ci renderà liberi (l'idea stessa, anzi, mi fa sorridere :D ).
Nulla di quello che possiamo creare qui, con ciò che è parte stessa dell'illusione (la materia), può avere caratteristiche migliori delle nostre (se non in termini relativi, come la velocità di calcolo e altre amenità simili).
Il percorso è tutt'altro.

Alcune persone giocano a calcio, non è assolutamente indispensabile per la sopravvivenza umana o per la crescita umana, ciononostante lo fanno lo stesso. Altre persone giocano a fare Dio, si divertono, stanno bene, hanno una vita felice e sono socialmente accettate dal mondo civilizzato.

Per favore, ti chiedo per favore, non cercare di tramutare anche questa conversazione in cagnara.

Un intelligenza artificiale non viola in linea di principio alcuna legge della natura, ne è semplicemente parte. Nessuno qui ha parlato di violare leggi della fisica o della chimica (le uniche che si vogliono violare sono quelle di Asimov).

Continui a dire che creare un'intelligenza artificiale "non ci renderà liberi" e che "il percorso è un altro". A cosa ti stai riferendo? Se i tuoi scopi sono puramente metafisici, bene. Non critico, non giudico, però qui queste considerazioni non c'entrano niente. Vorremmo parlare di AI indipendentemente dal credo religioso di ognuno, indipendentemente dalle credenze scientifiche e indipendentemente dallo scopo della vita per il singolo individuo o per l'intera umanità.


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007
Oldschool Grinder

L'originale di superamico
In che senso non si puø creare nulla con caratteristiche migliori delle nostre?
A me risulta che abbiamo imitato e poi superato la natura (intesa come evoluzione biologica) in vari ambiti. Abbiamo barche che vanno molto piú veloci di qualsiasi pesce, stessa cosa per gli uccelli etc. La stessa cosa puó accadere con il cervello e l'intelligenza.

Io mi riferivo ad entità pseudo viventi, alla presunta coscienza che tu attribuivi all'AI. Noi non siamo in grado di creare dal nulla qualcosa, tanto meno la vita, questo sto dicendo.

Se poi per te tutto è stato creato da dio e quindi tutto è perfetto, allora aspetta il paradiso e pace.

Tutto è perfetto per Chi l'ha creato, non necessariamente per chi è parte di questo Creato.
L'esempio, il modello da seguire è "semplicemente" Dio, ma siccome tanti non vogliono ammettere (per orgoglio, vanità, egoismo, ecc) che esista qualcuno infinitamente al di sopra di loro, allora cercano appigli per fare a meno di Lui, arrivando a idolatrare persino le macchine.

L'originale di 92Niko
la maggior parte delle "strutture biologiche" (possiamo prendere come esempio il corpo umano) non si sono evolute per massimizzare l'efficienza. Esempio: il corpo umano ha 2 polmoni, ma può tranquillamente sopravvivere con uno solo, abbiamo due reni, ma possiamo sopravvivere con uno solo, abbiamo due occhi, ma di fatto ce ne basterebbe solo uno e via dicendo...

No.
I due polmoni ci servono per garantire un sufficiente apporto di ossigeno all'organismo per svolgere tutte le attività fisiche intense.
I due reni servono per garantire un doppio filtraggio del sangue.
I due occhi ci offrono la visione stereoscopica, impossibile con uno solo.

L'evoluzione ha portato grande ridondanza di tutte le strutture biologiche e viventi, questo dimostra che la strategia più efficace quando ci si evolve non è quella di massimizzare l'efficienza, ma quella di rendere la struttura stessa meno vulnerabile ai problemi che possiamo avere.

Al contrario, prima viene l'efficienza, e poi la protezione...


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007
Oldschool Grinder

Il fatto che gli esseri umani compiano attività che non hanno un fine evolutivo è la riconferma che nella teoria evolutiva c'è qualcosa che non torna.

Ah, se non ti piace la "cagnara" fossi in te eviterei frasi come "fede in tizio pt-2".
Io comunque ho solo espresso le mie opinioni. Se poi a te danno fastidio problema tuo.


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92Niko
Iscritto: 13.10.2011
Poker Player

Bye! Have a great time! Spero che l'opinione di Cerberum vi interessi più della mia che qua non rispondo più!

E comunque Partito Democratico! Partito Democratico a tutti!


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007
Oldschool Grinder

L'originale di 92Niko
Spero che l'opinione di Cerberum vi interessi più della mia che qua non rispondo più!

A me comunque non interessava granché, visto che dici inesattezze per sostenere tesi improponibili.


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FaiterTN
Iscritto: 18.01.2011
Oldschool Grinder

L'originale di cerberumNo.
I due polmoni ci servono per garantire un sufficiente apporto di ossigeno all'organismo per svolgere tutte le attività fisiche intense.
I due reni servono per garantire un doppio filtraggio del sangue.
I due occhi ci offrono la visione stereoscopica, impossibile con uno solo.

Perchè non un solo polmone ma più grande?
Perchè non un solo rene con un filtraggio più efficace?
Perchè per forza la visione stereoscopica?

L'originale di cerberum
Al contrario, prima viene l'efficienza, e poi la protezione...

In una prospettiva evoluzionistica cosa serve l'efficienza se non puoi sopravvivere a lungo per trasmetterla?

L'originale di cerberum
Il fatto che gli esseri umani compiano attività che non hanno un fine evolutivo è la riconferma che nella teoria evolutiva c'è qualcosa che non torna

A me non torna che accosti "fine" e "evolutivo"


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Citazione
cerberum
Iscritto: 23.12.2007
Oldschool Grinder

Test di turing:

L'originale di 92Niko

Qualunque esperimento che non tenti in qualche modo di cambiarle, di uscire da questa "illusione", non ci avvicina all'assoluto, non ci rende migliori.

Un intelligenza artificiale non viola in linea di principio alcuna legge della natura, ne è semplicemente parte. Nessuno qui ha parlato di violare leggi della fisica o della chimica (le uniche che si vogliono violare sono quelle di Asimov).

http://alice.pandorabots.com/

You said: any experiment that is not designed to change the rules of nature does not make us better
A.L.I.C.E.: That makes sense I suppose.

AI vs "essere umano"
1 a 0
:D

L'originale di FaiterTN
In una prospettiva evoluzionistica cosa serve l'efficienza se non puoi sopravvivere a lungo per trasmetterla?

Difatti io contesto tale prospettiva... 2 a 0? :-D


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ALICE è un chatbot vecchissimo che non rispecchia lo stato dell'arte. La stessa Cortana inclusa in windows 10 è molto più potente ed è un semplice software incluso in un sistema operativo destinato all'uso civile. Ovviamente non supera il test di turing, ma dimostra come si stiano facendo dei passi in avanti. E sicuramente ci sono progetti portati avanti senza che le scoperte vengano rese pubbliche...


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nickdega
Iscritto: 11.01.2014
Oldschool Grinder

Penso che il problema principale, sia che l'intelligenza artificiale sarà sempre
più veloce e raffinata, ma l'intelligenza umana, che si abituerà a non fare nulla,
diventerà sempre più lenta e grezza.


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L'originale di nickdega
Penso che il problema principale, sia che l'intelligenza artificiale sarà sempre
più veloce e raffinata, ma l'intelligenza umana, che si abituerà a non fare nulla,
diventerà sempre più lenta e grezza.

Probabile ma irrilevante. L'evoluzione biologica è lentissima e impiegherebbe millenni a ridurre le capacità mentali. Nel frattempo le macchine saranno milioni di volte più intelligenti di noi, e quindi l'intelligenza umana che conosciamo sarebbe obsoleta a prescindere.


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nickdega
Iscritto: 11.01.2014
Oldschool Grinder

L'originale di superamico

Probabile ma irrilevante. L'evoluzione biologica è lentissima e impiegherebbe millenni a ridurre le capacità mentali. Nel frattempo le macchine saranno milioni di volte più intelligenti di noi, e quindi l'intelligenza umana che conosciamo sarebbe obsoleta a prescindere.

Irrilevante non direi proprio, questo è il nocciolo del problema.


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No. Noi occidentali non siamo piú in grado di lavorare 12 ore nei campi, per fare un esempio, perché le macchine fanno tutti i compiti gravosi per noi... A me questo non sembra un problema.
Se per te fare meno fatica per vivere è un problema vai a vivere in qualche paese del terzo mondo.

Quando le macchine saranno anche intelligenti potremo avere ancora piú tempo per svagarci evitando compiti intellettuali noiosi.


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