L'originale di MAXMILIAN73
Ci mancherebbe che di fronte alla scoperta di "lager" ci si indigna, ma perchè subentra la questione "maltrattamento" che suscita sdegno, li diventa un problema di gestione che va fatta almeno con rispetto.
I lager non dovrebbero esistere, c'è tutto un sistema attivo di certificazioni di provenienza, servizio sanitario, igiene pubblica, vigili sanitari, NAS, che sono tenuti a controllare.
Quindi ritengo impossibile che non siano controllati, almeno quelli legali, regolarmente denunciati. Se vengono controllati e ritenuti idonei, ma come fà notare cerberum questa non è la realtà, significa che le leggi, i protocolli, non sono adeguati.
Perchè? In fondo cosa comporterebbe raddoppiare o triplicare la dimensione delle gabbie o prevedere uno spazio all'aperto dove possano passare del tempo? Un ovvio problema di spazio, ma visto che gli animali allevati per la sperimentazione non sono molti, risolvibile.
Ma come si fissano le regole? Quali criteri si adottano? Quelli attuali dicono che le gabbie devono avere una certa dimensione in base a quella dell'animale, se si prevedono spazi all'aperto vale lo stesso principio.
Però se modifico queste regole per i conigli da esperimento, devo applicarle anche a tutti gli allevamenti da carne, ed in termini di rispetto o morale che dir si voglia, lo stesso vale per tutti gli altri allevamenti. L'aumento del problema spazio in questo caso diventa enorme, preciso che sarei felice che venissero applicate, ma in un mondo dove ognuno guarda solo al suo piccolo, lo vedo difficile da risolvere.