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NOOOOOOO! Simoncelli no! :'(

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Stockky
Iscritto: 07.10.2008

Tristissima notizia


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Giornata di merda oggi.Se ne và uno dei piloti che mi ha fatto più divertire.
Non si è mai tirato indietro,in battaglia specialmente.
Purtroppo anche questa volta ha provato a tenerla fino all ultimo ...
non ti dimenticherò mai.

ADDIO SIC.


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manusaiz
Iscritto: 08.12.2007

che rabbia, che dolore
ciao sic


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bhody
Iscritto: 29.11.2008

Una grande perdita come pilota ma soprattutto come uomo...
vaja con dios...


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profulltilt
Iscritto: 24.08.2010

Ciao Marco mi dispiace tantissimo... Se ne andata una pomessa della moto gP


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Skeleton92
Iscritto: 23.04.2010

R.I.P. :f_frown:


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kaylunin
Iscritto: 04.02.2010

.


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Antonio8800
Iscritto: 12.01.2008

Morire facendo la cosa che più ami al mondo è tristissimo.

Sicuramente un pilota di formula 1, di motoGP etc. deve mettere in conto che qualcosa di spiacevole potrebbe capitargli, tuttavia, notizie del genere sono davvero sconvolgenti. Avevamo più o meno la stessa età!!!

Antonio8800


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ciao marco RIP


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Sphynx84
Iscritto: 21.01.2009

RIP Supersic :'(


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Pot74
Iscritto: 11.11.2010

sono sempre stato freddo e cinico difronte a questi eppisodi se pur tristissimi perche' si sa' che questa "passione" puo' tirare brutti scherzi.
ma questa volta non ci riescho....non riescho a smettere di piangere ,di dispiacermi...di non capacitarmi ,mi addolora il cuore.

vorrei dirvi "che non so' il perche'"o "non so che dire"....mentirei ,mentirei a Voi ma soprattutto a me stesso perche',il perche',io lo so'!

si puo' dire tutto sul pilota, sull'uomo e sul ragazzo Simoncelli...ma il perche' e' che quando si guardava SuperSic non potevi che essere felice anche quando ti faceva incavolare ,non potervi non rallegrarti anche quando usciva di pista o sparava cavolate a piu' non posso ,perche'quando guardavi il Sic vedevi un persona pura;Pura di entusiasmo e di amore per quello che sta facendo come quando un bambino (come lo siamo stati tutti)sogna di diventare un astronauta e andare sulla luna!!

una persona bellissima ci ha lasciato e l'unica cosa che mi conforta e' la certezza che adesso stara' facendo chissa' quale scorribande nella casa del Signore!

ciao Sic!!! :(


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Ciao Marco mancherai a tutti :( :(


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emydel
Iscritto: 02.01.2009

questa mattina è stato un dolore immenso vedere quelle scene e capire cosa in relatà era accaduto.

r.i.p Marco :(


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thedamned17 Autore della discussione
thedamned17
Iscritto: 15.03.2011

mi solleva vedere che ci sono tante persone a cui stava a cuore, tante persone che nonostante non lo conoscessero di persona sentono ora un vuoto dentro di loro..tante persone che ancora non riescono a farsene una ragione, a crederci..

Tutt'ora ripenso a quelle parole prima della gara e.. :(

Sic dai..ci abbiamo creduto, ci hai fregati tutti, ora però basta con questo scherzo.. :'(


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Il Sic era un pilota d'altri tempi, fin troppo odiato da chi aveva timore di lottare, da chi non sopportava il confronto con l'uomo e con la sua grinta prima ancora che con i suoi cilindri e la sua carena...e se ne va un ragazzo di 25 anni simpatico, solare e geniale..

Se ne va con la sua passione, con il suo amore...ma purtroppo in un incidente terribile e sconvolgente, che non vorrei più vedere...

Addio Marco, facci un grande url da lassù


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ErMandrakeAA
Iscritto: 06.12.2008

Ci sono rimasto veramente MALE. Riposa in pace Marco :(


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bellavec
Iscritto: 29.01.2008

Anche la mia domenica è stata rovinata da questa notizia orribile, un ragazzo così sereno e pieno di vita che se ne va in uno stupido incidente è un colpo davvero duro. Tutta la mia solidarietà per i famigliari e la ragazza, non voglio pensare in che situazione siano stati catapultati :(


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R.I.P. Super Sic


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pierabisio
Iscritto: 05.07.2009
mushyliver
Iscritto: 06.04.2010

[TRATTA DAL SITO DELLA CLINICA MOBILE
http://clinicamobile2.gecod.com/it/news.do?task=detail&id=151 ]

lettera del Dott.Costa a redazione Motosprint:

La vittoria di Marco

Al crepuscolo di questa domenica piena di dolore il mio sogno vorrebbe disperatamente che un piccolo frammento di stella dal nome Marco Simoncelli non venisse spazzato via.

Destino crudele, perché minacci il mio sogno? Cosa posso sperare? E sperare di fare che cosa, al di là delle lacrime per la fanciullezza perduta e al di là dell’angoscia nuda del dolore, sempre più insopportabile perché mi fa sentire impotente e colpevole di non averti stretto fra le mie braccia? Nulla. Quando il destino bussa alla porta proviamo la terribile sensazione di essere impotenti.

Il giovane campione di nome Marco se n’è andato con il tramonto del sole della Malesia e il suo andare è stato un rumore di vita, il rumore gioioso che Marco ci ha sempre regalato.

Il rumore dell’intervista che Marco mi ha rilasciato al Mugello nel mese di luglio mentre veniva massaggiato dal suo fidato fisioterapista.

Quel giorno, all’inizio dell’intervista, avrei voluto rivolgermi ad un antico cavaliere e lui mi ha detto: “Diobò! Sono solo un lesto ragazzo con una folta capigliatura gradito a tanti, amato dalla sua ragazza e dai suoi genitori.”

Il massaggio continua, la sua pelle viene accarezzata da mani esperte che scivolano sul suo atletico corpo e mi allontano un poco per rispettare quel rituale.

Con commozione riporto la conclusione dell’intervista che gli avevo fatto per il libro che sto scrivendo e che con tutto il mio affetto gli dedicherò. Ecco le ultime domande.

…dottorcosta: “Cosa pensi del dolore?”
Marco: “ Non mi piace. Ma lo sopporto. E’ inutile lamentarsi. Lo sopporto in silenzio. Diobò è meglio così”.
dottorcosta: “Cosa pensi del dolore dell’ anima?”
Marco: “È brutto, tanto brutto, ma dopo lo sconforto che deriva da questa cosa brutta, mi viene come una carica. Mi sento meglio e guido meglio la moto”
dottorcosta: “Quando corri contro chi corri?”
Marco: “Mi verrebbe da dire per battere gli altri. Poche pugnette non voglio stare dietro. Poi, se ci penso ti dico che corro perché provo una sensazione unica, non te lo so spiegare, ma è qualcosa di speciale, nascosto dentro di me”.
dottorcosta: "Perché hai i capelli lunghi?”
Marco: “Mi piacciono, non mi fanno sentire normale, mi fanno sentire particolare, me stesso, unico”.
dottorcosta: “Ti senti solo?”
Marco: “No! No! C’è la mia famiglia, la mia morosa i miei amici che godono dei miei successi, c’è la clinica mobile che mi aiuta nei momenti difficili. Sento quanto bene c’è attorno a me, tanto di quel bene che mi scalda”.

Il massaggio è finito, l’intervista è finita.

Il padre Paolo e la graziosa morosa di Marco hanno ascoltato compiaciuti. Io ringrazio, con una carezza, uno dei miei piloti preferiti e gli racconto una mia riflessione: “Quando in questo campionato sei caduto e sei caduto tante volte molti ti hanno criticato, giudizi diabolici, ingiusti, invidiosi. Molti hanno addirittura preteso d’insegnarti ad andare in moto. Alcuni hanno vivamente consigliato di dirti di stare tranquillo, di consigliarti la prudenza. Ti ricordi, invece, cosa ti ho detto? Ti ho confessato che il collettivo, abbaiando contro l’umanità, ha dimenticato, forse perché non lo può ricordare, quando ha iniziato a camminare. Si cade, ci si rialza, si torna a cadere, ci si rialza di nuovo e spesso si ritorna a cadere. Tutto questo accompagnati dal sorriso della madre che ci consola e ci incita a perseverare, senza nessun accenno di rimprovero. Poi tutti abbiamo imparato a camminare spediti, ma pochi sono riusciti a percorrere il sentiero che porta alle vette della vita, perché la salita era troppo ardua e faticosa. Perché criticarli? Non sono già severamente puniti dal loro insuccesso? Invece tu, caro Marco, non solo salirai i gradini della vetta della vita, ma anche quelli del podio, dove come premio non c’è la coppa, ma il riconoscimento della tua forza di aver guardato in faccia alla Morte e sconfiggerla.”

Ora la mia profezia si è avverata. Sei salito sul podio della Cecoslovacchia e dell’Australia. Oggi in Malesia hai guardato in faccia la Morte. E mentre ti stava avvolgendo con il suo nero mantello gli hai detto: “Diobò, ma non vedi che io non sono umano, perché io sono i miei sogni e con il mio talento sono il pane degli Dei che tu non potrai mai toccare? Non ti accorgi che rubi solo il mio corpo? Al contrario, il mio sorriso, la mia bontà, la mia simpatia rimarranno per sempre nel cuore di tutti. Per sempre. Non vedi che nello scacco che ti ho dato le lacrime si stanno per trasformare in ebbrezza? Ci metteranno un po’ di tempo, ma io credo molto in questo miracolo, specialmente per la mia famiglia e la mia ragazza. Questa è la mia vittoria nel Gran Premio della Malesia durato due giri.”

Chi nello sport, inseguendo i suoi sogni, insegue contemporaneamente la sua tragedia, esce dal mondo della umanità per entrare nel mondo del divino, cruento, violento, ma pur sempre divino.

Chi muore inseguendo un sogno sorride alla morte e il sorriso cancella qualsiasi violenza.

L’alpinista sorride alla vertigine dell’altezza, il subacqueo sorride all’inquietudine degli abissi, il motociclista sorride all’ebbrezza della velocità.
Lo sport è il palcoscenico, dove il corpo e la mente celebrano la loro potenza in quella fase della vita che è la gioventù.
Nel motociclismo il gesto del pilota è esaltato dal rischio, un filo sottilissimo che separa, nel grigiore dell’asfalto, la vita dalla Morte.
Un tenue confine tracciato dal pericolo, dove la vita, per cercare la vittoria, si spinge fino al brivido del suo eccesso.

Oggi, Marco, hai provato quel brivido. Ti voglio bene. E non ti dimenticherò mai.

claudio marcello costa, clinica mobile (volutamente in minuscolo)


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