La strategia migliore
Ho parlato di alcuni concetti da acquisire per poter comprendere il modo migliore di giocare i Sit’n Go. Quella che andrò a spiegare nelle prossime pagine, è una strategia di tipo TAG (tight Aggressive). Non è l’unica strategia vincente, ci sono giocatori che vincono giocando Loose. Ricordiamo però che il nostro scopo non è vincere un’alta percentuale di sit, ma è fare soldi. Per fare soldi dovremo arrivare a “multitablare” molto per ottimizzare il guadagno orario. In quest’ottica, la strategia TAG è l’ideale perché ci consente di entrare in poche mani e di prendere decisioni relativamente facili. Una strategia Loose invece obbliga ad entrare in molti piatti e a gestire situazioni difficili e marginali. Aggiungiamo che il nostro stack è molto piccolo e non ci permette di manovrare trpopo, e capiamo subito il perché non è ideale giocare loose.
Facciamo un esempio pratico, diciamo che un professionista gioca sit da 100 in maniera loose. Con le sue doti, riesce a fare 8 tavoli alla volta per un totale di 16 all’ora circa. Se il suo ROI è enorme, diciamo 20%, vince 320 euro l’ora. Un altro professioniste gioca invece in maniera TAG, multitabla 20 tavoli alla volta e quindi ne fa 40 in un’ora. Il suo ROI è più basso, diciamo la metà, 10%. Questo professionista in un’ora guadagna 400 euro. Questi numeri fanno girare la testa! Meglio dire subito che i ROI, ai livelli così alti, difficilmente saranno del 10% o 20%, più verosimilmente si aggirano sul 5%, ad ogni modo il risultato non cambia. Un’altra cosa da considerare sono i bonus della casa. Spesso la PokerRoom offre bonus per il raggiungimento di FPP, significa che più giochi e più bonus ti vengono riconosciuti. Ci sono giocatori che hanno ROI vicino allo 0% ma fanno talmente tanti sit che possono vivere coi soli bonus. Aggiungo ancora che le strategie Loose richiedo molte abilità che agli inizia è difficile acquisire.
Quindi, cominciamo con una solida strategia TAG che vi darà buoni risultati da subito. Col tempo potrete poi modificare la strategia appresa per adattarla al vostro stile o alle vostre preferenze, i concetti alla base resteranno comunque immutati.
Per i nostri scopi didattici, dividiamo i sit in quattro parti fondamentali dove seguiremo tattiche di gioco diverse.
Fase 1: i low blind
Quando i bui sono bassi e noi abbiamo più di 25 bb, non vogliamo entrare in piatti se non come chiari favoriti o puntando a grossi guadagni con pochi rischi. Questo perché con bui bassi non vale la pena lottare per gli stessi e abbiamo un immediato vantaggio dal fatto che invece gli altri giocatori fanno una pessima scelta delle loro mani iniziali e si eliminano a vicenda con giocate marginali come AK vs AQ, top pair vs set, TT vs JJ, etc. Ricordiamoci che non vogliamo guadagnare chips, ma soldi. Ogni giocatore che esce, aumenta la nostra equity del torneo perché la sua viene divisa tra i rimanenti contendenti. Pertanto, ogni volta che esce un giocatore, guadagniamo soldi senza rischiare nulla. Non vogliamo nemmeno entrare in piatti troppo grossi con mani come AK. Questo è un tipico errore da principiante, ricordiamoci che AK non è un punto, è rischioso in certe situazioni giocare con AK e le chips che vinciamo quando ci va bene, non ripagano del rischio corso. AK centra il flop una volta su tre, significa già che il 66% delle volte siamo costretti ad abbandonare o a tentare c-bet se siamo gli aggressori. Il restante 33% delle volte potremo trovarci contro set o doppie o progetti che inevitabilmente seguono. Spesso saremmo costretti a giocare piatti contro molti avversari e quindi a tentare c-bet consistenti oppure a dare le odd ai progetti. Insomma, un sacco di situazioni rischiose per poco profitto. Voglio insistere ancora sulla differenza tra le chips e i soldi veri. Facciamo un ulteriore esempio:
In un sit da 91 euro + 9 di tasse, giochiamo in 10 e vengono premiati i primi 3. Il primo vince 404 euro. Iniziamo il nostro sit con 2000 chips. Significa che ogni chips che abbiamo davanti vale mediamente 0,0455 euri (91/2000). Se noi vinciamo il torneo, alla fine abbiamo 20.000 chips, ma qualto valgono?
Le prime 2000 valgono complessivamente 91 euro, le altre 18000 valgono complessivamente 313 euro (404-91) e quindi mediamente 0,0173 euri.
Le chips che andiamo a vincere oltre le nostre 2000, valgono quindi mediamente un terzo di quelle che abbiamo in dotazione. Per compensare 100 chips perse, dobbiamo vincerne 300. Questo esempio è chiaramente semplificato, i calcoli sono più complessi, ma rende bene l’idea di quanto sia inutile correre dei rischi all’inizio e di che vantaggio enorme ci dà il fatto che gli altri giocatori invece li corrono.
Ok, dopo questa introduzione, vediamo ora un manuale per le starting hads da giocare nei low blind, come e perché.
AA, KK, QQ:
- posizioni iniziali, UTG, UTG2: da questa posizione un rilancio standard rischia di far leggere la nostra mano e di non farci ottenere l’action desiderata. Noi non vogliamo giocare un piatto con molti avversari avendo il nostro mostro, ci piacerebbe andare all-in pre-flop contro uno o massimo due avversari. Per questa ragione vogliamo raccogliere azione e il modo migliore è entrare con un limp. Dopo di noi devono parlare ancora 7/8 avversari e sarà facile ottenere un raise. Sperando che il raise sia stato chiamato da tanti avversari, noi andremo all-in direttamente. Se vinciamo subito il piatto, avremmo raccolto molte chips senza rischi, se verremo chiamati da uno o due avversari non saremo nemmeno troppo tristi. Chiaramente il rischio è che nessuno rilanci e che ci troviamo ad affrontare molti limp, in questo caso abbiamo investito poco nel piatto e dobbiamo giocare per set value. Se non facciamo tris, tenderemo a giocare sulla difensiva facendo check fold. Rilanciare da UTG non è sbagliato, ma a mio avviso non è la strategia ottimale.
- Tutte le altre posizioni: da queste posizioni rilanciamo direttamente. Un rilancio standard è composto da 4BB + 1BB per ogni precedente limper. Se UTG aveva limato per 20 chips, noi rilanceremo quindi 100 (80+20 per il limper). Se UTG e UTG2 hanno limato, rilanceremo 120 chips, e così via. Il rischio di trovare molti limp se non rilanciamo è più alto percui tendiamo a non limpare dalle middle position. Naturalmente cercheremo di arrivare all’all-in pre-flop, ma se non fosse possibile, al flop faremo una c-bet di mezzo piatto circa, indipendentemente da quante overcards escono. Le uniche eccezioni a questa regola, sono flop che presentano molti draw, per es. K di cuori, T di cuori e 9 di picche, con questi flop sono possibili molti progetti e quindi dobbiamo fare una c-bet più alta, diciamo vicina all'importo del piatto. Faremo una c-bet sempre se giochiamo contro un solo avversario, se ci chiamano due o più giocatori, giocheremo solo se il flop ci è favorevole. Se per esempio siamo entrati con QQ, ci vedono in tre e il flop è A K 7 rainbow, giocheremo sulla difensiva in check/fold. Se la nostra c-bet viene rilanciata, dobbiamo valutare con cosa il nostro avversario potrebbe fare questa giocata. Spesso conviene pensare ad un set e foldare, se però il board presenta progetti, ci sono forti probabilità che il nostro avversario stia attuando un semi-bluf, quindi conviene chiamare su board con progetti e foldare se il board è dry. Alcuni avversari molto loose, rilanciano con coppia alta. Se siete enrati con KK e la vostra c-bet viene rilanciata su un board Q 7 2 rainbow, ci sono forti probabilità che un avversario loose possa spingere all-in con KQ o AQ. Se pensate che l'avversario sia loose o debole, conviene chiamare. Questo è vero soprattutto ai bassi buy-in dove l'esperienza dell'avversario medio non è molto alta. Tutto questo naturalmente solo se il nostro avversario è uno, se ci sono più avversari nel piatto e uno va all-in, conviene sempre foldare pensando ad un set o a una doppia coppia. In questi casi, è +EV nel lungo periodo foldare anche AA, specialmente su board apparentemente innocui come T 8 4 rainbow
JJ, TT:
- posizioni iniziali e intermedie, UTG, UTG2, MP1, MP2, MP3: da queste posizioni entriamo nel piatto con un semplice limp, il nostro intento è quello di investire il meno possibile nel piatto e continuare a giocare solo su flop bassi o se centriamo il set. Se veniamo rilanciati pre-flop, vale la regola del “ventesimo”: se il rilancio richiede un investimento pari o minore a un ventesimo del nostro stack, allora possiamo chiamare. Se gli sviluppi portano ad un pot con molti avversari, tenderemo a giocare solo se centriamo un set. Se giochiamo contro uno o due avversari, possiamo puntare anche se troviamo flop bassi. Se veniamo rilanciati, agiamo come con AA, KK e QQ. Pre-flop può capitare che dopo il nostro limp ci sia molta azione, se dobbiamo affrontare un rilancio ed un contro-rilancio, meglio foldare. Se però affrontiamo un rilancio e molti call al rilancio, spingiamo all-in come con AA, KK e QQ. Questo perché l’unico che ci può “spaventare” è il raise originale che però potrebbe avere un ampio range di mani. Tutti i giocatori che hanno semplicemente chiamato il Raiser iniziale, non hanno dimostrato forza e quindi non ci preoccupano. Se dopo il nostro push, uno di questi ci chiamasse con 88 o 99, non sarebbe nemmeno brutto. Questa mossa ci consente anche di equilibrare le giocate. Se ci vedono andare all-in dopo aver limato con TT, magari la prossima volta, quando lo faremo con AA, penseranno che abbiamo TT. Dobbiamo sempre equilibrare le giocate in modo da non diventare mai troppo leggibili.
- Posizioni finali C.O., Bottone, SB, BB: da queste posizioni è fondamentale vedere l’azione precedente. Se ci sono stati molti limp, tendiamo a limpare anche noi volendo investire poco in un piatto che ci consente di vincere tanto se centriamo il set, oppure di uscire senza spese se non lo centriamo (giocare per set value). Se siamo i primi o i secondi ad entrare nel piatto, conviene entrare con un rilancio standard di 4bb + 1 se c’è stato un limper. Se riceviamo dei controbilanci, magari dal limper che era in UTG, conviene abbandonare la mano. Se riceviamo uno o più call, ci comportiamo come detto sopra nel post-flop, quindi giochiamo una c-bet contro un avversario, contro più avversari invece tendiamo a giocare passivamente a meno che non centriamo il nostro set.
AK:
questa mano spero sempre di vederla il meno possibile quando i bui sono bassi. E’ una mano molto difficile da giocare e molto pericolosa. Rispetto alla mani precedenti, ha il grosso handicap di non essere un punto. La sua forza è che se centra il flop, abbiamo top Pair con top Kicker, ma questo succede solo una volta su tre. Anche se centriamo la nostra coppia, AK gioca male in piatti con molti giocatori, dobbiamo sempre stare attenti ai progetti e ai set.
- Posizioni Iniziali UTG e UTG2: da queste posizioni consiglio fortemente di foldare direttamente AK per non complicarsi la vita. Entrare con raise o con limp non è sbagliato, ma ci espone a rilanci o a piatti multiway e ci può portare a correre dei rischi prematuramente giocando fuori posizione. Ricordiamoci che questo vuole essere un manuale da seguire alla lettera per cominciare a vincere i sit. Dopo aver fatto pratica con queste regole, potrete modificarle un po’ e personalizzarle adattandole al vostro stile. All’inizio vi consiglio di seguirle alla lettera e di sforzarvi di capire i concetti che ci sono dietro. Dopo aver vinto un po’ di sit, sarete invogliati a comprendere meglio queste starting hands. Più diventerete esperti e più mani potrete gicare.
- Posizioni intermedie e posizioni finali MP1, MP2, MP3, C.O., Button: da queste posizioni possiamo giocare AK perché ci sono almeno due avversari in meno che devono parlare. Se ci sono stati rilanci prima di noi, consiglio di foldare direttamente AK dalle posizioni intermedie e di chiamare dalle late. Il motivo é che se chiamiamo dalle posizioni medie ci esponiamo troppo ad altri rilanci. Se rilanciamo noi, stiamo creando un piatto troppo grosso. Noi non vogliamo correre rischi in queste fasi, la nostra priorità è la sopravvivenza. Se non ci sono stati rilanci, ma solo uno o due limp, entriamo nel piatto rilanciando con la regola dei 4bb + 1 per ogni limper. Se subiamo un controbilancio è meglio foldare. Se riceviamo un solo call, al flop consumiamo generalmente una c-bet pari a mezzo piatto (o tre quarti del piatto se ci sono progetti possibili) indipendentemente da quello che esce. Se veniamo rilanciati tendiamo a foldare salvo l'aver centrato il flop in maniera solida. In caso di flop Dry (senza progetti possibili) tendiamo sempre a pensare ad un set. Se riceviamo molti call pre-flop, tenderemo a giocare passivamente a meno che non abbiamo centrato il flop, in questo caso facciamo una c-bet “for value” e se ci rilanciano, ci comportiamo come sopra.
- Bui SB e BB: se siamo nei bui, abbiamo lo svantaggio di giocare OOP (out of position). Questo non ci cambia molto visto che la nostra strategia prevede sempre una c-bet, percui ci comportiamo come nelle posizioni finali. Abbiamo un’eccezione: se c’è stato un raise e due o tre call al raise, possiamo andare all-in pre-flop. La giocata risulterà profittevole perché ci sono molte chips nel piatto che chiamiamo denaro morto in quanto, in un tavolo sensato, molti giocatori folderanno. In queste situazioni possiamo ricevere al massimo un call dell'orinal raiser visto che tutti i successivi caller hanno dimostrato debolezza. Se il buy-in è molto basso, non è raro vedere 4 o 5 player all-in con mani marginali conme 88 o A9 (tavolo NON sensato), in questi casi è meglio foldare AK se c'è stata molta action prima di noi. Le chips messe dai giocatori che non partecipano al piatto sono il denaro morto che dà valore aggiunto alla nostra scommesse. Noi infatti non scommettiamo 1500 per vincere 1500, ma per vincere qualcosa come 2000. A volte folderanno tutti lasciandoci direttamente le 400/500 chips che ci sono nel piatto. Questo rende la giocata effiace anche se a volte ci chiameranno e verremo eliminati.
AQ, AJ, KQ:
Queste tre mani sono molto pericolose, hanno tutti i limiti di AK, in più tendono a perdere tutte le chips se centriamo l’asso o il re al flop ma giochiamo proprio contro AK. Impossibili da giocare nelle prime posizioni e anche nelle posizioni intermedie. Potete giocarle con un raise dalle posizioni finali, con l’intento di rubare i bui solo se non è entrato nessuno nel piatto. Se c'è stato anche solo un limper, foldate! Se il vostro tentativo di furto viene chiamato, vi comportate esattamente come con AK.
Coppie da 22 a 99:
Tutte queste coppie vanno intese come mani speculative. Con queste coppie vogliamo investire il minimo sperando in un set e in una grossa vincita. Se notiamo che il tavolo rilancia spesso, possiamo evitare di entrare con le coppie più piccole dalle posizioni iniziali, anche perchè è molto difficile ricevere value da un set se giochiamo OOP. Generalmente entriamo con un limp solo se prima non ci sono stati rilanci. Se ci sono stati rilanci o riceviamo un rilancio dopo i nostro limp, usiamo la regola del “ventesimo” (vedi sopra). Eccezione alla regola, le coppie da 77 in su, nelle posizioni finali, possono essere usate per rubare i bui se non ci sono stati limp o raise prima. In questo caso le giocate come AQ. Se siamo entrati con un limp, anche se abbiamo poi chiamato un raise, tenderemo a giocare passivamente al flop salvo l'aver centrato il nostro set. Se centriamo il set, cerchiamo di mettere tutte le chips nel piatto, non faremo all-in direttamente, faremo una puntata di mezzo pot sperando in un rilancio. Se ci chiamano, al turn faremo di nuovo una puntata di mezzo pot. Non dobbiamo aver paura di progetti a meno che il board non siano presenti tre carte dello stesso seme. In questo caso cerchiamo di arrivare al river in modo economico giocando in check/call, sperando di migliorare il set. Ricordiamoci che il nostro tris migliorerà a full o poker una volta su tre. E’ molto bello vincere grossi piatti con full vs colore.
Altre mani speculative:
Sconsiglio fortemente l’uso di altre mani speculative. Il nostro stack è piccolo e noi siamo agli inizi, non vogliamo gestire situazioni complesse rischiando molto per vincere poco. Non è sbagliato giocare le mani speculative, semplicemente non si addicono al nostro approccio. Come gia detto, dopo aver usato questa strategia e aver vinto un po’ di sit e averla compresa a fondo, potrete personalizzarla magari allargando il range di mani giocate.
Le donk-bet: in tutti i casi, se subiamo una donk-bet (una puntata da un avversario fuori posizione che parla prima di noi e che è entrato nel piatto dopo che un nostro rilancio) e non abbiamo centrato il flop o non abbiamo una overpair, conviene sempre foldare. Non vogliamo cercare giocate tricky leggendo l’avversario in bluff. A volte l’avversario sarà in bluff ma non vale la pena correre rischi per scoprirlo.
Con questo abbiamo concluso le nostre possibilità di gioco nella fase di low-blind. Riassumendo, vogliamo stare lontani dai guai il più possibile e la nostra priorità è sopravvivere per quando i bui saranno più cospicui. Giocheremo quindi un poker solido e lavoreremo molto a costruirci un’immagine fortemente tight, da sfruttare quando i bui saranno più interessanti.
Arrivederci al prossimo appuntamente dove vedremo la fase di blind Steal.
Buon poker a tutti!!!!!!
Il Druido - Salsa-vb
