Sappi che tutto ha una legge, uno scopo, un percorso;
che, dall'astro al microbo, l'immensità si ascolta;
che tutto, nella creazione, ha una coscienza:
ed anche l'orecchio può avere la sua visione,
poiché tra le cose e l'essere incessante è il dialogo.
Tutto parla; l'aria che passa e l'alcione che vola,
il filo d'erba, il fiore, il germe, l'elemento.
Immaginavi forse l'universo altrimenti?
Pensi che Dio, che dal numero trae la forma,
avrebbe fatto mai risuonare la cupa foresta,
la tempesta, il torrente che trascina la sua nera fanghiglia,
la rupe tra i marosi, l'animale tra i monti,
la mosca, il cespuglio, il rovo su cui crescono le more,
senza mettere nulla in quelle eterne voci?
Pensi che l'acqua del fiume, che gli alberi dei boschi,
avrebbero una voce, se nulla dovessero dire?
Forse che il vento marino è solo un suonatore di flauto?
Credi che l'oceano che si gonfia e che lotta,
sarebbe contento di aprire giorno e notte le sue fauci
per soffiare nel vuoto, come un vapore, il suo fragore,
E che ruggirebbe, sotto il tempestoso uragano,
se il suo ruggito non fosse una parola?
Pensi che la tomba, ammantata d'erbe e di notte,
non sia che silenzio? Ed immagini forse
che la creazione profonda, intrecciando
il suo rumore ai brividi del giglio e della rosa,
della folgore, delle onde, agli aliti del cielo azzurro,
non sappia quel che dice, quando parla con Dio?
Credi che la sua sia una lingua impastoiata?
Credi che l'immensa natura balbetti
e che Dio si sarebbe, nella sua immensità,
dato il divertimento, per tutta l'eternità,
di sentir farfugliare una specie sordomuta?
No, l'abisso è un sacerdote, e l'ombra è un poeta;
no, tutto ha la sua voce, e ogni cosa ha il suo profumo;
tutto dice, nell'infinito, qualche cosa a qualcuno;
un pensiero riempie il clangore superbo.
Dio non ha creato un bisbiglio che non sia, anche il Verbo.
Tutto, come te, geme, o canta, come me;
tutto parla. Ed ora, o uomo, sai tu perché
tutto parla? Ascoltami. E' perché venti, onde, fiamme,
alberi, canne, rupi, tutto vive!
Tutto ha un'anima!
Victor Hugo (1855)