LORO sono cattivi e NOI buoni
Interessante, uno che ha detto di aver perso la fede improvvisamente parla di vita ultraterrena, un dichiarato agnostico è diventato cristiano, e c'è anche il bonus di un bigliniano
Comunque e' stata data da poco la notizia (la teoria era diffusa da anni) che e' stata individuata la '' materia oscura''.
Sarebbe la conferma che c'e' una parte di Universo che l'occhio umano non riesce a vedere.
Una sorta di Universo parallelo invisibile.
Si aprono scenari spettacolari e forse la scienza potra' trovare molte risposte su fenomeni che prima di oggi non avevano spiegazione.
Quindi,Religioni a parte,penso che sara' la stessa scienza che in futuro arrivera' a confermare l'esistenza del mondo che tutte le Religioni identificano nel Paradiso.
La materia oscura è una cosa del tutto ipotetica, postulata per reggere delle teorie. Io ci andrei cauto.
Sappiamo veramente poco dell'Universo, figuriamoci dei mondi sottili...
Il moto perpetuo, altro Miracolo del D. Rose in Campagna.
In 30 secondi spiegano tutto (+17 in questo caso)
Straordinaria anche la seconda puntata. Tutti scomunicati quelli che non l'hanno vista
L'originale di TOPMODEL61Quindi,Religioni a parte,penso che sara' la stessa scienza che in futuro arrivera' a confermare l'esistenza del mondo che tutte le Religioni identificano nel Paradiso.
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Tutte le Religioni portano a Dio aldila' delle manipolazioni umane.
Una spiegazione del Creato da un punto di vista scientifico/Islamico:
Sono d'accordo con la teoria del video, sarà un errore di facciata eeeeeeeeeehhh chessarà mai, quanti ne combiniamo dai, guardate Adidas
L'originale di cerberum
Straordinaria anche la seconda puntata. Tutti scomunicati quelli che non l'hanno vista![]()
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Ho visto solo uno spezzone della prima e mi è piaciuto
tanto basta (per me)
Che Hawking fosse ateo era cosa nota. Del resto mi stupirei del contrario da uno nelle sue condizioni...
Da 'Il libro degli spiriti' di Allan Kardec:
1.008 - La durata delle pene dipende sempre dalla volontà dello Spirito? Non ce ne sono che gli vengono imposte per un tempo determinato?
«Ce ne sono anche di queste; ma Dio, che vuole solo il bene delle sue creature, accoglie sempre il pentimento, e il desiderio di migliorarsi non è mai senza frutto».
1.009 - Se così è, le pene imposte non saranno mai eterne?
«Interrogate il vostro buon senso, la vostra ragione, e chiedetevi, se una condanna ad una pena eterna per qualche momento di errore non sarebbe la negazione della bontà di Dio! E veramente, che cosa è mai la vita anche più longeva in confronto dell’eternità? Eternità! La comprendete bene questa parola? Patimenti, torture senza fine, senza speranza, per qualche passo falso! Il vostro criterio non aborrisce da un tale pensiero?». «Che gli antichi abbiano veduto nel Signore dell’universo un Dio terribile, geloso, vendicativo, si capisce: nella loro ignoranza hanno attribuito alla Divinità le passioni degli uomini; ma quello non è il Dio dei cristiani, che colloca l’amore, la carità, la misericordia, l’oblio delle offese tra le prime virtù; potrebbe Dio non avere egli stesso le qualità, che impone a noi come un dovere? Non si contraddice chi vuole ascrivergli bontà infinita e vendetta senza fine? Dicono che egli anzitutto, è giusto, e che l’uomo non ne comprende la giustizia; ma la giustizia non esclude la bontà, e Dio non sarebbe buono, se condannasse a pene orribili, eterne, la maggior parte delle sue creature. Potrebbe, Egli, obbligare i suoi figli alla giustizia, se non avesse dato loro i mezzi di comprenderla? E del resto non è il sublime della giustizia accoppiata con la bontà il far dipendere la durata delle pene dagli sforzi del colpevole? In questo è la verità delle parole: A ciascuno secondo le sue opere». «Dedicatevi, con tutti i mezzi che sono in vostro potere, a combattere, a distruggere l’idea della eternità delle pene, sacrilega bestemmia contro la giustizia e la bontà di Dio, causa principale della incredulità, del materialismo e della indifferenza religiosa, che si sono diffuse fra gli uomini, fin da quando cominciò a svilupparsi la loro intelligenza. L’uomo, appena dissipate le tenebre del Medioevo, ne intuì la mostruosa ingiustizia, e non potendo accettare ora quella dottrina senza rinunziare alla ragione, la respinge sdegnoso, e spesso, insieme con essa, respinge lontano da sé quel Dio in nome del quale si pretende di imporgliela. Da qui i mali innumerevoli che vi sono piovuti addosso, e ai quali noi veniamo a rimediare. Il compito, che vi additiamo, non sarà troppo difficile, poiché tutte le autorità su cui si appoggiano i sostenitori di questa dottrina, si sono astenute dal pronunciarsi chiaramente intorno ad essa, e né i Concili, né i Padri della Chiesa hanno mai risolto questa grave questione. E’ vero che nei Vangeli ci sono parole che, prese alla lettera, potrebbero far credere che il Cristo abbia minacciato il colpevole di un fuoco inestinguibile, di un fuoco eterno ma non si è voluto comprendere che quelle parole sono simboliche, e che in esse non c’è proprio nulla che provi l’eternità delle pene. Il Cristo non poteva insegnare una dottrina che distrugge la giustizia e la bontà di quel Dio, che Egli ci impose di amare con tutto il nostro cuore». «Povere pecorelle smarrite! Sappiate distinguere il buon pastore, il quale, piuttosto che volervi bandire in eterno dalla sua presenza, vi viene egli stesso incontro per condurvi all’ovile». «Figli prodighi, lasciate il vostro volontario esilio, e rivolgete i passi verso la casa paterna. Il Padre vi stende le braccia, e non desidera altro che festeggiare il vostro ritorno in famiglia». «Vane logomachie! Non siete ancora paghe del sangue che avete fatto spargere? Vorreste riaccendere di nuovo i roghi? Si disputa sulle parole eternità delle pene, eternità dei castighi; ma non sapete dunque che per eternità gli antichi intendevano ben altra cosa di quello che intendete voi? Il teologo consulti la radice del vocabolo, e scoprirà che il testo ebraico non dava a questa parola il significato di senza fine, di irremissibile, che acquistò poi nelle traduzioni fatte dai Greci, dai Latini e dai moderni. L’eternità dei castighi corrisponde all’eternità del male. Fino a che fra gli uomini esisterà il male, esisteranno i castighi: in questo senso si devono interpretare i sacri testi. Quindi l’eternità delle pene è relativa, non assoluta». «Venga presto il giorno in cui tutti gli uomini, pentiti, si rivestiranno della bianca stola dell’innocenza, e quel dì non più gemiti, non più stridore di denti. La vostra ragione è certamente limitata, ma tuttavia è il più grande dei doni di Dio, ed è gravissima colpa non farne uso. Ora, non è possibile che ci sia un uomo solo di buona fede e che faccia uso della ragione, il quale intenda in altro modo l’eternità delle pene». «Castighi eterni! Ma allora bisognerebbe ammettere l’eternità del male. Però ammettere che Iddio abbia potuto creare il male eterno, significherebbe negare il più magnifico dei suoi attributi, cioè la sua onnipotenza, giacché non può essere onnipotente chi è costretto a creare un elemento distruttore delle sue opere». «Figli dell’uomo, non volgete più gli sguardi affannosi negli abissi della terra, per cercarvi i castighi. Volgete gli occhi al cielo, piangete, sperate, espiate, e rifugiatevi nel pensiero di un Dio intimamente buono, sovranamente potente, essenzialmente giusto». «Giungere all’unione con Dio è la mèta ultima dell’umanità. Per raggiungere questa mèta sono necessarie tre cose: la giustizia, l’amore e la scienza. Tre cose opposte, invece ce ne allontanano: l’ignoranza, l’odio e l’ingiustizia. Ebbene, in verità vi dico: voi calpestate questi principi fondamentali, quando travisate l’idea di Dio con l’esagerazione della sua severità. Come ammettere, infatti, senza travisare l’idea di Dio, che possa esserci nella creatura maggiore clemenza, maggiore mansuetudine e più vera giustizia di quanta ce ne sia nel Creatore!». «Non comprendete inoltre che, ostinandovi in questo assurdo, voi distruggete financo l’idea del vostro inferno, rendendolo ridicolo e inammissibile alle intelligenze, come è ripugnante ai cuori il sozzo spettacolo dei manigoldi, dei roghi, e delle torture del Medioevo!». «E che? Ora che l’era delle cieche rappresaglie è tramontata per sempre e bandita da tutte le legislazioni umane, sperereste forse di darle vita e poterla continuare, tenendo oppressa l’anima dell’uomo con l’orrore e lo sgomento ditorture ideali?». «Fratelli in Dio, credete a me, se non vi decidete a ravvivare i vostri dogmi, coi benefici efflussi che di questi tempi i buoni Spiriti, per volere di Dio, versano sulla terra, e vi ostinate a mantenerli inalterati e inalterabili, li vedrete andare in frantumi nelle vostre stesse mani». «L’idea dell’inferno con le sue fornaci ardenti e con le sue bollenti caldaie, poté avere una qualche efficacia ed essere perdonabile in secoli di ferro e in tempi di oscurantismo e di generale ignoranza; ma nel secolo decimonono è uno spauracchio che non atterrisce più alcuno, o tutt’al più un vano fantasma, buono a spaventare i bambini, che poi, fatti adulti, ne ridono, come del lupo mannaro. Persistendo in questa atroce mitologia, voi generate l’incredulità, fonte di dissoluzione sociale, poiché ogni ordine di società, senza una efficace sanzione penale, viene scosso, e vacilla, e finisce col precipitare nell’abisso dell’anarchia». «Orsù, dunque, uomini di fede ardente e viva, avanguardia della luce, all’opera!». «Non si tratta di sostenere vecchie favole oramai screditate, ma di richiamare a nuova vita la vera sanzione penale sotto forme adeguate ai vostri costumi, ai vostri sentimenti, ai lumi dei vostri tempi, e conformi ai dettami della ragione». «Secondo la nuova dottrina, chi è il colpevole? Colui che, per un traviamento, per un falso impulso dell’animo, si scosta dalla mèta della creazione, la quale consiste nel culto armonico del bene, del vero e del bello, predicato con la parola e con l’esempio dal più perfetto modello dell’umanità, Gesù». «Qual è poi il castigo che tiene dietro a questa colpa? La conseguenza naturale di quel falso impulso, che lo ha fatto deviare dal sentiero che conduce alla mèta, cioè una somma di dolori necessaria per fargli aborrire la sua deformità morale. Questo è il pungolo che eccita l’anima a ripiegarsi sopra se stessa, e a desiderare la sua riabilitazione, la liberazione dalla schiavitù del male». «Pretendere che sia eterno il castigo di una colpa non eterna, significa togliergli ogni efficacia. In verità vi dico: cessate dal credere che possono essere ugualmente eterni il bene, che è essenza del Creatore, e il male, che è contingenza della creatura. Affermate invece la cessazione graduale dei castighi e delle pene, a cui si giunge per mezzo delle reincarnazioni, e d’accordo con la ragione e col sentimento, farete cadere la barriera che l’ignoranza e la superstizione, non sempre in buona fede, hanno innalzato fra l’uomo e Dio».
44 piccoli e semplici spunti di riflessione per chi crede che la teoria dell'evoluzione sia un teorema. Non sono tutti validi ma è pur sempre qualcosa
Pensiamo con la nostra testa