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Referendum trivelle si o no?

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pisiattu
Iscritto: 01.04.2010

Il 17 aprile ci srà il referendum sulle trivelle:
chi vota si richiede che tutte le piattaforme entro le 12 miglia vengano smontate alla scadenza della concessione;
chi vota no invece vorrebbe che tutti i giacementi vengano sfruttati fino al loro esaurimento.

Cosa voteranno gli stretegisti?

io personalmente voterò si: questi giacimenti coprono il 10% del fabbisogno energetico nazionale, piuttosto che sfruttare ancora gli idrocarburi meglio fiondarsi sulle rinnovabili, anche per le automobili.


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278 risposte
pisiattu Autore della discussione
pisiattu
Iscritto: 01.04.2010

Ho missato qualche punto?


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966grazio
Iscritto: 24.09.2015

Eccolo il futuro altro che trivelle ;) http://www.ideegreen.it/torre-solare-spagna-57003.html


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966grazio
Iscritto: 24.09.2015

Le ragioni del sì.
Secondo i calcoli di Legambiente, elaborati su dati del ministero dello Sviluppo economico, le piattaforme soggette a referendum coprono meno dell'1% del fabbisogno nazionale di petrolio e il 3% di quello di gas. Se le riserve marine di petrolio venissero usate per coprire l'intero fabbisogno nazionale, durerebbero meno di due mesi.

Le ragioni del sì.
A preoccupare non sono solo gli incidenti ma anche le operazioni di routine che provocano un inquinamento di fondo: in mare aperto la densità media del catrame depositato sui nostri fondali raggiunge una densità di 38 milligrammi per metro quadrato: tre volte superiore a quella del Mar dei Sargassi, che è al secondo posto di questa classifica negativa con 10 microgrammi per metro quadrato.
Inoltre il mare italiano accanto alle piattaforme estrattive porta l'impronta del petrolio. Due terzi delle piattaforme ha sedimenti con un inquinamento oltre i limiti fissati dalle norme comunitarie per almeno una sostanza pericolosa. I dati sono stati forniti da Greenpeace e vengono da una fonte ufficiale, il ministero dell'Ambiente: si riferiscono a monitoraggi effettuati da Ispra, un istituto di ricerca pubblico sottoposto alla vigilanza del ministero dell'Ambiente, su committenza di Eni, proprietaria delle piattaforme oggetto di indagine.

Le ragioni del sì
Dopo il rilascio della concessione gli idrocarburi diventano proprietà di chi li estrae. Per le attività in mare la società petrolifera è tenuta a versare alle casse dello Stato il 7% del valore del petrolio e il 10% di quello del gas. Dunque: il 90-93% degli idrocarburi estratti può essere portato via e venduto altrove. Inoltre le società petrolifere godono di un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali tra i più favorevoli al mondo. I posti di lavoro immediatamente a rischio (calo del turismo, diminuzione dell'appeal della bellezza del paese) sono molti di più di quelli che nel corso dei prossimi decenni si perderebbero man mano che scadono le licenze.

Le ragioni del sì
Sì, perché le trivelle mettono a rischio la vera ricchezza del Paese: il turismo, che contribuisce ogni anno a circa il 10% del Pil nazionale, dà lavoro a quasi 3 milioni di persone, per un fatturato di 160 miliardi di euro; la pesca, che produce il 2,5% del Pil e dà lavoro a quasi 350.000 persone; il patrimonio culturale, che vale il 5,4% del Pil e dà lavoro a 1 milione e 400.000 persone.

Le ragioni del sì
Alla conferenza sul clima di Parigi 194 Paesi si sono impegnati a mantenere l'aumento della temperatura globale al di sotto dei 2 gradi. Per raggiungere questo obiettivo è indispensabile un taglio radicale e rapido dell'uso dei combustibili fossili. Per mettere il mondo al riparo dalla crescita di disastri meteo come alluvioni, uragani e siccità prolungate, due terzi delle riserve di combustibili fossili dovranno restare sotto terra. In questo quadro investire sul petrolio potrebbe rivelarsi un azzardo economico.

Si come te.


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L’idrogeno è l’elemento più leggero e abbondante dell’universo.

https://en.wikipedia.org/wiki/Hydrogen_internal_combustion_engine_vehicle

Spoiler

https://translate.google.it/translate?hl=it&sl=en&u=https://en.wikipedia.org/wiki/Hydrogen_internal_combustion_engine_vehicle&prev=search

Si può votare ciò che si vuole tanto non cambieranno sin che non avranno consumato tutto ciò che il pianeta ancora ha e da a disposizione ,poi,quando avranno definitivamente consumato tutte le attuali risorse , quando avranno consumato noi e la nostra terra,quando non ci sarà più nemmeno una goccia di petrolio,allora solo in questo caso i potenti metteranno l'idrogeno,ma state tranquilli ,anche in questo caso,nonostante sia l'elemento più abbondante dell'universo,riusciranno a farcelo pagare caro,come in un carcere di massima sicurezza anche in questo caso l'ora d'aria sarà per chi non apre bocca.

Francois Isaac de Rivaz progettò nel 1806 il motore De Rivaz, il primo motore a combustione interna, che funzionava con una miscela di idrogeno e ossigeno


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966grazio
Iscritto: 24.09.2015

Povera Gaia... poveri noi e poveri i nostri figli... E come scrissi tempo fa... All'essere che si ostenta umano, di umano è rimasto solo l'aggettivo.


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Marmittoni
Iscritto: 16.02.2010

Io vado a votare SI :f_love:


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Moderatore
Sarchio
Iscritto: 23.10.2009

Voteremo si, quasi tutti, in un referendum che non raggiungerà il numero legale.


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966grazio
Iscritto: 24.09.2015

L'originale di Sarchio
Voteremo si, quasi tutti, in un referendum che non raggiungerà il numero legale.

L'ho pensato pure io la prima volta che ho sentito che servirà il 50% +1 degli aventi diritto al voto...


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pisiattu Autore della discussione
pisiattu
Iscritto: 01.04.2010

L'originale di Sarchio
Voteremo si, quasi tutti, in un referendum che non raggiungerà il numero legale.

Beh é molto probabile visto che é stato escluso dalle amministrative


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Consiglio tutti di dare un'occhiata a questo docu..
Irreale lo schifo e il pericolo a cui siamo sottoposti,irreale.


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Moderatore
Sarchio
Iscritto: 23.10.2009

L'originale di pisiattu

L'originale di Sarchio
Voteremo si, quasi tutti, in un referendum che non raggiungerà il numero legale.

Beh é molto probabile visto che é stato escluso dalle amministrative

Vediamo che diceva l'attuale Ministro della Cultura del governo Renzi, 5 anni fa quando era Berlusconi a non accorpare referendum e amministrative.
Non li insulto più, tanto si insultano da soli ogni volta che aprono bocca.


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THAIX
Iscritto: 19.03.2013

L'originale di Sarchio
Voteremo si, quasi tutti, in un referendum che non raggiungerà il numero legale.

Esatto Sarchio alla fine non raggiumgeremo il quorum e tutto restarà com'è. Quindi alla fine vincerà il no e si continuerà ancora a trivellare nei nostri mari


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gorgo80
Iscritto: 21.08.2015

tanto alla fine ve lo trivelleranno lo stesso, il referendum sul finanziamento ai partiti l'avete dimenticato?
magari ci vado a votare SI,vediamo che succedera'.


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FaiterTN
Iscritto: 18.01.2011

L'originale di pisiattu
io personalmente voterò si: questi giacimenti coprono il 10% del fabbisogno energetico nazionale, piuttosto che sfruttare ancora gli idrocarburi meglio fiondarsi sulle rinnovabili, anche per le automobili.

Sfatiamo un mito, il referendum non ha niente a che fare con le rinnovabili. Se si smette di trivellare in Mediterraneo si continuerà comunque a puntare sugli idrocarburi, fatti venire da più lontano e con costi maggiori.


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pisiattu Autore della discussione
pisiattu
Iscritto: 01.04.2010

L'originale di FaiterTN
Sfatiamo un mito, il referendum non ha niente a che fare con le rinnovabili. Se si smette di trivellare in Mediterraneo si continuerà comunque a puntare sugli idrocarburi, fatti venire da più lontano e con costi maggiori.

Anche così non é che cambi tanto:

L'originale di 899grazio
Le ragioni del sì
Dopo il rilascio della concessione gli idrocarburi diventano proprietà di chi li estrae. Per le attività in mare la società petrolifera è tenuta a versare alle casse dello Stato il 7% del valore del petrolio e il 10% di quello del gas. Dunque: il 90-93% degli idrocarburi estratti può essere portato via e venduto altrove. Inoltre le società petrolifere godono di un sistema di agevolazioni e incentivi fiscali tra i più favorevoli al mondo. I posti di lavoro immediatamente a rischio (calo del turismo, diminuzione dell'appeal della bellezza del paese) sono molti di più di quelli che nel corso dei prossimi decenni si perderebbero man mano che scadono le licenze.

Il mio era un discorso a parte: pensazsero a fare leggi sul rinnovabile piuttosto che pensare ancora al petrolio, questa strada sarebbe stata dovuta prendere dopo la chiusura delle centrali nucleari, invece ci rifornivamo e continuamo a rifornirci dalla Francia


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007

Non voto perché voglio farlo fallire. L'Italia è un paese poverissimo di materie prime, e quelle poche vanno sfruttate. Tra l'altro il petrolio viene estratto in tutto il mondo, dove c'è, e non mi pare che sia 'sto grande problema. Inoltre quoto Faiter: questo referendum non c'entra un cazzo con le energie rinnovabili.


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FaiterTN
Iscritto: 18.01.2011

L'originale di pisiattu
Il mio era un discorso a parte: pensazsero a fare leggi sul rinnovabile piuttosto che pensare ancora al petrolio, questa strada sarebbe stata dovuta prendere dopo la chiusura delle centrali nucleari, invece ci rifornivamo e continuamo a rifornirci dalla Francia

Le leggi sul rinnovabile ci sono già e in Italia negli ultimi anni si è già fatto tanto, con la produzione di energia da fonti rinnovabili molto cresciuta così come d'altro canto le bollette.
Comunque le fonti rinnovabili hanno anche dei contro. Per fare i pannelli fotovoltaici servono materie prime, in particolare le "terre rare" estratte per la maggior parte in Cina con procedimenti che hanno già causato gravi danni ambientali. Per quanto riguarda l'eolico c'è ad esempio la questione dell'impatto visivo che in un paese come l'Italia che dovrebbe puntare sul turismo è sicuramente da tenere in conto.


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magatt
Iscritto: 11.09.2008

SI


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THAIX
Iscritto: 19.03.2013

Per fare i pannelli fotovoltaici servono materie prime

Servirebbero anche gli incentivi che a quanto pare sono calati


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