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Referendum trivelle si o no?

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Marmittoni
Iscritto: 16.02.2010

L'originale di cerberum
Non voto perché voglio farlo fallire. L'Italia è un paese poverissimo di materie prime, e quelle poche vanno sfruttate. Tra l'altro il petrolio viene estratto in tutto il mondo, dove c'è, e non mi pare che sia 'sto grande problema. Inoltre quoto Faiter: questo referendum non c'entra un cazzo con le energie rinnovabili.

Te l'ha ordinato qualcuno!? ... forse è un po' troppo per te non pensare all'immediato ma al futuro di questo pianeta! Il "non mi pare che" lo potresti sostituire con "non lo so se" e magari potresti provare ad informarti per darti una risposta...
Per quanto riguarda il fatto che non andrai a votare (scelta senz'altro comoda) non posso biasimarti visto che anche il "nostro" presidente del Consiglio ha detto di non votare! (è proprio un esempio di responsabilità bruciare tutti questi soldi per niente...).


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FaiterTN
Iscritto: 18.01.2011

L'originale di Marmittoni
Per quanto riguarda il fatto che non andrai a votare (scelta senz'altro comoda) non posso biasimarti visto che anche il "nostro" presidente del Consiglio ha detto di non votare! (è proprio un esempio di responsabilità bruciare tutti questi soldi per niente...).

Non credo che non votare a un referendum sia sbagliato, in questo caso anche non scegliere equivale a una scelta. Ora il referendum non si avvicinerà neanche lontanamente al quorum, ma se il risultato fosse più tirato per un sostenitore del no sapendo che andare a votare darebbe una mano ai si l'astenersi sarebbe la scelta strategicamente corretta.


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savecash95
Iscritto: 16.08.2014

si , oltretutto si sa che la politica fa grandi affari con questa gente


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007

L'originale di Marmittoni

L'originale di cerberum
Non voto perché voglio farlo fallire. L'Italia è un paese poverissimo di materie prime, e quelle poche vanno sfruttate. Tra l'altro il petrolio viene estratto in tutto il mondo, dove c'è, e non mi pare che sia 'sto grande problema. Inoltre quoto Faiter: questo referendum non c'entra un cazzo con le energie rinnovabili.

Te l'ha ordinato qualcuno!?

La scarsità di materie prime, l'ho già detto. Se tu imparassi a leggere prima di scrivere ti accorgeresti che, a volte, le risposte sono già lì :D

forse è un po' troppo per te non pensare all'immediato ma al futuro di questo pianeta!

E per fortuna che ci sei tu, che mi dici a cosa pensare e quello che devo fare...

Per quanto riguarda il fatto che non andrai a votare (scelta senz'altro comoda)

La comodità non c'entra niente, io VOGLIO che il referendum NON raggiunga il quorum! Voglio che fallisca!
Anche questo l'avevo già scritto.


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Marmittoni
Iscritto: 16.02.2010

Si infatti, confermi quello che hai già detto! Penso sia logico, data "la scarsità di materie prime" radere al suolo quel "nulla" che rimane (che si è formato in milioni di anni...) ...fin che la barca và...lasciala andare! Poi possiamo sempre strizzare la bottiglia, tanto che ce ne frega!
Se hai notato poi, ora "il fossile" non costa niente!, quindi: "ma che cazzo me ne frega a me!"... se gli Arabi fanno i "balocchi" e fra quattro anni lo faranno risalire alle stelle (intanto però a casa loro investono in energia rinnovabile!!!). Comunque, non ti preoccupare...anzi, rispondimi "punto per punto", come prima, e fai fallire il referendum (lol).


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kommissar
Iscritto: 05.11.2009

L'originale di Sarchio
Voteremo si, quasi tutti, in un referendum che non raggiungerà il numero legale.

Il vero nocciolo della questione è proprio questo.
Del referendum, il giorno dopo, resteranno solo le ingenti spese sostenute per effettuarlo.


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kommissar
Iscritto: 05.11.2009

In ogni caso, mi pare il solito referendum "all'italiana": non vogliamo che si trivelli vicino alle nostre coste (ammesso che 12 miglia marine siano "vicino" e 13 siano "lontano"), ma non rinunciamo all'automobile nemmeno per brevi tragitti; non vogliamo le antenne telefoniche vicino a casa nostra, ma abbiamo sempre il cellulare attaccato alle dita; non vogliamo centrali nucleari, ma importiamo energia delle vicinissime centrali nucleari dei nostri vicini confinanti.
Purtroppo le "comodità" hanno un loro "prezzo".
E oramai è pura utopia pensare di tornare indietro.


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cerberum
Iscritto: 23.12.2007

L'originale di Marmittoni
Si infatti, confermi quello che hai già detto! Penso sia logico, data "la scarsità di materie prime" radere al suolo quel "nulla" che rimane (che si è formato in milioni di anni...) ...fin chè la barca và...lasciala andare! Poi possiamo sempre strizzare la bottiglia, tanto che ce ne frega!
Se hai notato poi, ora "il fossile" non costa niente!, quindi: "ma che cazzo me ne frega a me!"... se gli Arabi fanno i balocchi e fra quattro anni lo faranno risalire alle stelle (intanto però a casa loro investono in energia rinnovabile!!!). Comunque, non ti preoccupare...anzi, rispondimi "punto per punto", come prima, e fai fallire il referendum (lol).

Gli arabi investono con quali soldi? Fammi capire...
E poi il referendum riguarda anche e soprattutto il gas. Tu in inverno con cosa ti scaldi?
E in macchina ci vai?
Quindi se le estrazioni le fanno gli altri (e ce le fanno pagare care) va bene, ma se le facciamo noi no?
E in tutto il mondo si è mai visto un referendum sull'opportunità o meno di estrarre queste risorse?
Nella verde Norvegia, ad esempio, l'hanno fatto?
E' la solita pagliacciata tutta italiana, come i divieti sul nucleare (sempre decisi sull'onda emotiva dei pochi disastri), salvo poi acquistare dalle centrali limitrofe.
Continuiamo a prenderci per il culo da soli, e poi chiediamoci perché siamo lo zimbello del mondo.


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Marmittoni
Iscritto: 16.02.2010

L'originale di kommissar
In ogni caso, mi pare il solito referendum "all'italiana": non vogliamo che si trivelli vicino alle nostre coste (ammesso che 12 miglia marine siano "vicino" e 13 siano "lontano"), ma non rinunciamo all'automobile nemmeno per brevi tragitti; non vogliamo le antenne telefoniche vicino a casa nostra, ma abbiamo sempre il cellulare attaccato alle dita; non vogliamo centrali nucleari, ma importiamo energia delle vicinissime centrali nucleari dei nostri vicini confinanti.
Purtroppo le "comodità" hanno un loro "prezzo".
E oramai è pura utopia pensare di tornare indietro.

E' l'unica via possibile.

#Cerberum: in questa affermazione c'è la risposta a tutte le tue affermazioni. Dovremmo cambiare, tutti insieme (non certo solo in Italia...).


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n10juan
Iscritto: 28.09.2012

L'originale di cerberum
Non voto perché voglio farlo fallire. L'Italia è un paese poverissimo di materie prime, e quelle poche vanno sfruttate. Tra l'altro il petrolio viene estratto in tutto il mondo, dove c'è, e non mi pare che sia 'sto grande problema. Inoltre quoto Faiter: questo referendum non c'entra un cazzo con le energie rinnovabili.

A parte che per veder fallire un referendum sarebbe corretto andare e votare no... il petrolio e il gas estratti dalle piattaforme non appartengono all'Italia (se non in minimissima parte) ma alle compagnie petrolifere che poi decidono autonomamente a chi venderlo. In cambio pagano allo stato delle royalties e/o forniscono una percentuale di gas e di petrolio. Si tratta di pochissimi soldi se paragonati all'effettivo volume di mercato delle risorse estratte, e di sicuro non hanno un impatto rilevante sul bilancio italiano, se consideri che non solo le compagnie petrolifere possono impadronirsi a piacimento di oltre il 90% dell'estratto, ma in cambio delle royalties beneficiano di agevolazioni fiscali che in pratica le fanno rientrare di ciò che danno allo Stato.

In ogni caso, anche se il danno fosse rilevante (e non lo è), credo sia corretto considerare anche che questo referendum non viene fatto perché alle 9 regioni coinvolte stanno sul cazzo i petrolieri, ma perché l'impatto ambientale delle operazioni di estrazione è rilevante e oltre a poter interferire col turismo (cosa secondo me secondaria rispetto al fattore ambientale, ma dato che parlavamo di bilanci, l'Italia guadagna molto più dal turismo che non dall'estrazione petrolifera) crea innegabili sconvolgimenti nella fauna dei nostri mari, che è una delle più ricche al mondo (e inoltre fonte di roba che ci mangiamo).

Per tutti questi motivi, aldilà del fatto che ogni decisione è legittima e accettabile, penso che non sia il caso di buttar lì il problema in modo così superficiale, perché questo referendum ci riguarda da vicinissimo.


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n10juan
Iscritto: 28.09.2012

E comunque non raggiungerà il quorum, come la maggior parte dei suoi predecessori, perché la gente è impegnata a fottersi il presente e se ne strabatte il cazzo del futuro :)


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Marmittoni
Iscritto: 16.02.2010

L'originale di n10juan
E comunque non raggiungerà il quorum, come la maggior parte dei suoi predecessori, perché la gente è impegnata a fottersi il presente e se ne strabatte il cazzo del futuro :)

+1 questo è proprio il nocciolo della questione!


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kommissar
Iscritto: 05.11.2009

L'originale di n10juan

E comunque non raggiungerà il quorum, come la maggior parte dei suoi predecessori, perché la gente è impegnata a fottersi il presente e se ne strabatte il cazzo del futuro :)

Questo è vero.

E tra la "gente" metto per primo chi ora ci governa, non certo un esempio di coerenza e senso dello Stato.

Con esempi così, cosa possiamo aspettarci?
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folwerman8
Iscritto: 12.12.2008

Una motivazione valida per votare Si è quella delle royalties che per l'Italia sono al 10%. Il petrolio e gas estratto nn è detto rimanga sul suolo italiano. In Norvegia hanno il 75% e la musica cambia... ci sono molti punti di vista se una ha voglia per affrontare la questione, economico, stategico, ambientale, storico e culturale paesagistico...io nn ne trovo una a favore del no ma il confronto è tutto quindi...


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nashira1
Iscritto: 19.11.2012

L'originale di n10juan

A parte che per veder fallire un referendum sarebbe corretto andare e votare no... il petrolio e il gas estratti dalle piattaforme non appartengono all'Italia (se non in minimissima parte) ma alle compagnie petrolifere che poi decidono autonomamente a chi venderlo. In cambio pagano allo stato delle royalties e/o forniscono una percentuale di gas e di petrolio. Si tratta di pochissimi soldi se paragonati all'effettivo volume di mercato delle risorse estratte, e di sicuro non hanno un impatto rilevante sul bilancio italiano, se consideri che non solo le compagnie petrolifere possono impadronirsi a piacimento di oltre il 90% dell'estratto, ma in cambio delle royalties beneficiano di agevolazioni fiscali che in pratica le fanno rientrare di ciò che danno allo Stato.

In ogni caso, anche se il danno fosse rilevante (e non lo è), credo sia corretto considerare anche che questo referendum non viene fatto perché alle 9 regioni coinvolte stanno sul cazzo i petrolieri, ma perché l'impatto ambientale delle operazioni di estrazione è rilevante e oltre a poter interferire col turismo (cosa secondo me secondaria rispetto al fattore ambientale, ma dato che parlavamo di bilanci, l'Italia guadagna molto più dal turismo che non dall'estrazione petrolifera) crea innegabili sconvolgimenti nella fauna dei nostri mari, che è una delle più ricche al mondo (e inoltre fonte di roba che ci mangiamo).

Per tutti questi motivi, aldilà del fatto che ogni decisione è legittima e accettabile, penso che non sia il caso di buttar lì il problema in modo così superficiale, perché questo referendum ci riguarda da vicinissimo.

Ragionamento che non fà una grinza, bravo.


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FaiterTN
Iscritto: 18.01.2011

L'originale di folwerman8
Una motivazione valida per votare Si è quella delle royalties che per l'Italia sono al 10%. Il petrolio e gas estratto nn è detto rimanga sul suolo italiano. In Norvegia hanno il 75% e la musica cambia... ci sono molti punti di vista se una ha voglia per affrontare la questione, economico, stategico, ambientale, storico e culturale paesagistico...io nn ne trovo una a favore del no ma il confronto è tutto quindi...

Può essere che le royalties siano troppo basse ma lo Stato ci guadagna comunque con quelle e con le tasse, se invece importi dall'estero non hai ne le une nè le altre


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folwerman8
Iscritto: 12.12.2008

il petrolio nn rimane sul suolo nazionale, lo aquisti comunque


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FaiterTN
Iscritto: 18.01.2011

L'originale di folwerman8
il petrolio nn rimane sul suolo nazionale, lo aquisti comunque

Che centra? Se non si estrae sul suolo nazionale si dovrà comunque aquistarlo da un'altra parte. Paghi di più perchè il petrolio arriva da più lontano e non hai i vantaggi delle royalties e delle tasse che le compagnie versano allo Stato. Quindi quella delle royalties non è una argomentazione a favore del si. Se pensi che le royalties siano troppo basse le alzi, non le togli.


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folwerman8
Iscritto: 12.12.2008

Non mi pare un ragionamento +EV...allora tu hai del petrolio...partendo da quello che già si sta estraendo se voti no il giacimento, piattaforma, pozzo VIENE UTILIZZATO AD ESAURIMENTO CON LE ATTUALI CONCESSIONI quindi al 10%...per i nuovi territori, tipo la Basilicata dove hanno trovato l' oro nero...visto che lo stato sono io sei tu siamo tutti, vorrei sapere se la fatica e lo sputtanamento di un territorio meraviglioso mi porta un buon beneficio o se mi prendo il 10% mi faccio portar via la materia prima mi inquinano la terra ecc ecc e in più quando è finito il tutto mi tocca da solo bonificare smantellare tutto quello che concerne l'estrazione trasporto ecc ecc ecc. Sarei molto più favorevole anche se contrario in linea si principio a fare delle centrali nucleari. Detto tutto ciò l' Italia nel trattato di Parigi si è impegnata a ridurre l'impiego dell'energia fossile...poi fare i vostri conti...
L'argomentazione delle royalties è a favore del si perchè attualmente sono al 10%...bisogna approfondire il discorso...


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savecash95
Iscritto: 16.08.2014

vi mando il link di questo video che potrebbe schiarirvi un po le idee.. guardatelo tutto

Spoiler

osservate anche il modo in cui il presentatore cerca di confondere sia di maio sia il pubblico a casa


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