L'originale di cerberum
Non voto perché voglio farlo fallire. L'Italia è un paese poverissimo di materie prime, e quelle poche vanno sfruttate. Tra l'altro il petrolio viene estratto in tutto il mondo, dove c'è, e non mi pare che sia 'sto grande problema. Inoltre quoto Faiter: questo referendum non c'entra un cazzo con le energie rinnovabili.
A parte che per veder fallire un referendum sarebbe corretto andare e votare no... il petrolio e il gas estratti dalle piattaforme non appartengono all'Italia (se non in minimissima parte) ma alle compagnie petrolifere che poi decidono autonomamente a chi venderlo. In cambio pagano allo stato delle royalties e/o forniscono una percentuale di gas e di petrolio. Si tratta di pochissimi soldi se paragonati all'effettivo volume di mercato delle risorse estratte, e di sicuro non hanno un impatto rilevante sul bilancio italiano, se consideri che non solo le compagnie petrolifere possono impadronirsi a piacimento di oltre il 90% dell'estratto, ma in cambio delle royalties beneficiano di agevolazioni fiscali che in pratica le fanno rientrare di ciò che danno allo Stato.
In ogni caso, anche se il danno fosse rilevante (e non lo è), credo sia corretto considerare anche che questo referendum non viene fatto perché alle 9 regioni coinvolte stanno sul cazzo i petrolieri, ma perché l'impatto ambientale delle operazioni di estrazione è rilevante e oltre a poter interferire col turismo (cosa secondo me secondaria rispetto al fattore ambientale, ma dato che parlavamo di bilanci, l'Italia guadagna molto più dal turismo che non dall'estrazione petrolifera) crea innegabili sconvolgimenti nella fauna dei nostri mari, che è una delle più ricche al mondo (e inoltre fonte di roba che ci mangiamo).
Per tutti questi motivi, aldilà del fatto che ogni decisione è legittima e accettabile, penso che non sia il caso di buttar lì il problema in modo così superficiale, perché questo referendum ci riguarda da vicinissimo.