Discussione molto interessante, che a mio avviso avrà molti reply e li merita. Provo a dire la mia: perdonatemi se non sarò per niente sintetico, ma l'argomento è molto vasto.
Partiamo da un punto: il poker è un'industria e come tale ha un ciclo di vita. Questo vuol dire che distinguiamo almeno quattro periodi: Creazione, Crescita, Maturità, Declino o Rilancio. Secondo punto: il poker fa parte dei giochi online, che è un mercato stabile. Le strade sono due: se il poker si stabilizza, si torna a far soldi (non come una volta, la competizione è aumentata) e magari un giorno ci sarà un rilancio. Se non si stabilizza, ci sarà il declino.
Prima domanda: in che fase è il poker? Senza dubbio nella fase di maturità: il boom c'è già stato, la crescita si è fermata e anzi c'è un calo costante che rende sempre più difficile il gioco.
Seconda domanda: quali sono le prospettive? Con una gestione sana, il poker resterà un buon settore (tecnicamente una cash cow, mucca da mungere). Senza gestione sana diventerà un dog, un settore in crisi in un mercato stabile. In buona sostanza, rischia di essere rimpiazzato da slot e scommesse.
A questo punto sorge una terza domanda: perché siamo in questa situazione? Per rispondere introduciamo il concetto di poker ecology. Il mercato del poker, infatti, è un ecosistema: sopravvive solo se ci sono abbastanza pesci da mangiare per gli squali. Tradotto, bisogna agire per preservare l'ecosistema e non è facile, perché si va in contrasto con la libertà d'impresa o individuale. Inoltre gli interventi della politica sono scarsi e c'è poco interesse al tema, vista l'impopolarità del poker. Ma analizziamo i fenomeni da te citati.
- Bumhunter e Reg stranieri: li metto insieme, visto che cercano il più debole per trarne profitto (ammazzandolo). Può piacere o no ma è una strategia legittima. Soluzione? Dipende dalle poker room: quelle intelligenti combattono certi fenomeni e tutelano i fish. Altre non lo fanno.
- Bot: i bot sono truffa, poco da dire. Per combatterli ci vorrebbero leggi, ma i politici se ne infischiano e anche qui la cosa va gestita in casa. Come? Aumentando i controlli, rendendo la vita impossibile a chi bara, introducendo strategie che rendano più difficile il settaggio e l'uso continuato del bot.
- Poker School/Coach: anche qui vanno distinte poker school che non considerano la poker ecology e altre che lo fanno. Tradotto, vanno distinti i siti che danno da mangiare solo ai regular e quelli che nutrono un po' anche i fish, consapevoli che senza di loro non si va avanti. Ma ci torneremo sopra
Consentimi di aggiungere un punto, ovvero quello delle Poker Room: anche loro possono aiutare il poker a crescere o distruggerlo a seconda di quanto preservino i fish. Tante poker room hanno una visione di lungo periodo, vogliono mantenere stabile il mercato e si comportano di conseguenza. Altre han scelto diversamente e hanno un preciso ruolo nella crisi del mercato. Mi riferisco in particolare a:
- Shark Skin: le room cacciatrici di regular che li ingaggiano con offerte personalizzate. Zero Vip System, zero promo, zero marketing, solo soldi ai rakatori e assalti alle skin fishy che per un periodo sono state depredate e i loro giocatori distrutti, fino a giungere a casi di (giusta) separazione
- Rakewars Room: le room che, all'interno dei network, si facevano la guerra con politiche di rakeback insostenibili sul lungo periodo. Spesso ho visto offerte standard superiori alla rakeback massima del sistema Vip di room affermate, con un sistema di agenti di mezzo (che dovran mangiare pure loro). Molte sono fallite, altre boccheggiano, altre provano a cambiare tra mille difficoltà
Come puoi notare, sulla maggior parte dei concetti ti dò ragione. Ora però, pur essendo consapevole di essere sputtanatamente di parte, provo a guardare la cosa dal lato di PokerStrategy.com e a farlo citando fatti. Vediamo i punti fondamentali di cui abbiamo discusso e la nostra politica al riguardo.
- Poker Ecology: abbiamo sempre tenuto in considerazione questo fattore. A riprova di ciò possiamo vedere questo thread del 2010 del nostro ex A.D. Dominik Kofert o, per l'Italia, questo pezzo che scrissi un paio d'anni fa. Al di là delle parole, ci sono i fatti, ovvero...
- Tutela dei Fish: molti pensano che i bankroll gratuiti siano solo un incentivo. Falso. I free money aiutano chi vuole imparare senza versare, ma sono attivano anche i fish: sapete quanti prendono i soldi e scompaiono? Molti non studiano, perdono e versano, introducendo liquidità sul mercato che mantiene a galla i regtard, che a loro volta depositeranno convinti di essere bravi e sfortunati. Insomma, quella liquidità in parte finisce in tasca ai regular bravi.
- Politica di Rakeback: argomento complesso. Molti chiedono X rakeback o ci lasciano perché altrove gli danno un ritorno maggiore. La mia risposta è "La nostra rakeback è il materiale didattico" e loro si irritano. Ce ne sono molti intelligenti, sia chiaro, che intanto studiano. Tanti, invece, multitablano infinito trascurando lo studio e non giocano mai l'A-game perché massano 24x. Noi, dal canto nostro, non disprezziamo la rakeback ma solo finché sostenibile: tradotto, se la vostra idea è di avere il 60% di back giocando il NL25, non la troverete qui. Ma proprio non la vogliamo, sia chiaro: io non prendo una room che dà cifre del genere col rischio che da un giorno all'altro scoppi in faccia agli utenti.
- Prevenzione delle truffe: è notizia ufficiale da mesi che PokerStrategy.com, dopo l'acquisizione da parte di Playtech, ha messo a disposizione il proprio knowledge per dare una mano a combattere le truffe online, in particolare i bot. E siamo l'unica poker school a fare questo.
Insomma, a ben guardare mi sembra di poter dire che se c'è un esempio di realtà attenta all'ecosistema del poker quello è PokerStrategy.com. Il modello vincente, se è vero che è presente in quindici paesi ed ovunque è più che solido.
Per il resto, il tempo è galantuomo e la direzione è chiara: l'over-rakeback prima o poi cesserà di esistere. Il motivo è semplice: certe politiche funzionano solo se guadagni poco su ogni utente ma hai un numero di giocatori altissimo. Con il mercato in calo queste realtà spariranno e quelli che hanno badato solo a massare finiranno rotti e avranno due strade: smetterla o tornare a studiare. E per tornare sui libri senza pagare, beh, o lo fai da solo oppure, se si vuole una mano, non vedo molte alternative in giro.
Chi sopravviverà?
- Le room sagge, e mi sento di dire che i nostri partner lo sono: fanno i freeroll, in alcuni casi danno capitali, investono nel marketing che è il principale strumento per reclutare nuovi fish. Questo non vuol dire che siano immortali, ma di certo non si autodistruggono a botta di rakeback. E anche Allinbet.it, citata da cerberum, dà il 30% base e il 40% se raki tanto, percentuali ragionevolissime.
- I player che hanno badato alla propria formazione anzichè all'x% in più di ritorno.
- Per le poker school il discorso è più complicato, ma quelle che hanno sviluppato una buona offerta e puntato su partner affidabili avranno un vantaggio
Riguardo l'ultimo punto sta a voi utenti valutare, si può ritenere all'altezza o meno la nostra offerta e vi invitiamo sempre a dirlo per poter migliorare. Sono sicuro di una cosa, però: difficilmente altrove troverete schemi così trasparenti e dettagliati sul funzionamento dell'azienda e sull'importanza dell'ecosistema pokeristico come quello che vedete sotto.

Ah, altra cosa: senza marketing il sistema muore, anche se la cosa sfugge a tanti player skillatissimi nel gioco ma decisamente poco skillati sul tema "Comprensione delle dinamiche di mercato", che col poker c'entra meno di zero.
Ma state tranquilli: prima del sistema morirà l'illusione che si possa in eterno partire dai micro e arrivare ai macro con la rakeback sopra il 50%. E a quel punto, debellati i virus, si potrà tornare a parlare di sviluppo. E magari qualcuno avrà l'idea di togliere di mezzo quella gran fesseria oligopolista che è la regolamentazione locale e aprire a un mercato europeo: coltivare l'orticello è tipico dei politici italiani, ma vedi mai che un giorno qualcosa cambi per miracolo.
Un saluto,
Traxxer