Cercherò di essere il più logorroico possibile.
E' ovvio che ognuno di noi del poker sa cosa vuole farne. C'è chi lo considera un mezzo per "arrotondare", c'è chi lo trova un semplice divertimento, ma c'è anche chi magari pensa di volerlo fare da professionista.
Ciò che sto per dire ovviamente può essere preso con le dovute attenzioni in base a quello che ognuno vuole fare del gioco del poker.
Inizierò con la preparazione al gioco.
Come già scritto nel thread, qualcuno si prepara alla sua sessione facendo un po' di session review, magari leggendo qualche articolo di strategia o commentando qualche mano nel forum. Tutto giusto, del resto anche quando si fa sport prima di iniziare a fare allenamento ci si riscalda, altrimenti si gioca male o ci si infortuna.
Un altro aspetto secondo me poco curato riguarda anche l'alimentazione. In 28 anni di vita ho giocato a livello agonistico prima a basket e poi a pallavolo con discreti risultati:una B2 nel primo sport e una C nel secondo. A pallavolo anche come terzo allenatore ho una B1 con annessa promozione in A2 a curriculum. Durante le mie esperienze sportive ho appreso che anche una corretta alimentazione può aiutare a prepararsi al meglio per giocare. Lo stesso discorso può essere applicato al poker. E' un gioco in cui c'è bisogno che il nostro cervello sia sempre al massimo della forma, e come ci sono alimenti che aiutano il nostro fisico a svilupparsi e restare in forma, esistono degli alimenti che contribuiscono alla forma del nostro cervello.
Per cui all'interno della vostra alimentazione potrebbe essere una buona abitudine inserire per almeno un paio di volte alla settimana una porzione di tonno o salmone. La mattina quando fate colazione è utilissima la spremuta di arancia, che contiene un sacco di antiossidanti. Inoltre per gli amanti del cioccolato sappiate che un quadretto o due al giorno di cioccolato (meglio fondente) oltre a farvi bruciare un po' di grassi vi aiuta a tenere attivo il cervello (io ogni mattina mangio un quadretto di cioccolato e mi da una sveglia pazzesca). Anche il caffè preso in quantità moderate è un ottimo antiossidante.
Ancora, per far si che il cervello sia attivo e non sovraccaricato, può essere utile evitare di ingozzarsi delle cosiddette "schifezze". Negreanu nella sua pokerVT sottolineava come mangiare pesante non fosse il massimo per giocare a poker al meglio.
Una volta inserite anche queste cose nella propria alimentazione si arriva al momento in cui ci si siede al tavolo già con una predisposizione diversa. Poi una volta seduti ognuno ha il suo esercizio di riscaldamento, ma si è già un pochino caldi da prima.
Dopo lo sproloquio sul contorno inizio a sproloquiare un po' sul durante.
Durante la sessione ovviamente può accadere di tutto. Può esserci poca action, ci possono scoppiare l'inferno, ci possono incoolerare a bestia...Non mi soffermerò sulle bad beat ecc perchè ognuno di noi reagisce come è coerente col suo carattere alle bad beat.
Sul fattore noia vi porterò semplicemente il mio esempio. Io non sono un grinder da 50 tavoli, ma non lo sono neanche da 6 se proprio ne vogliamo parlare. Il mio A game io lo gioco al max su 4 tavoli (e quando dico al max, dico anche che ci sono delle sessioni in cui gioco solo due tavoli) per cui a me può capitare di frequente che ci sia poca action. Potenzialmente quando accade questo ci sono 3 soluzioni
- Fermarsi e ricominciare più tardi. Può essere un'idea. Ci siamo scocciati non succede niente alziamoci e facciamo 4 passi, magari dopo gireranno carte migliori. Mattew Hilger in Poker Mindset spiega che anche se ci fermiamo e ricominciamo dopo, sarà comunque come se non ci fossimo fermati. Lui associa le nostre sessioni a un'unica e infinita partita. Per cui una pausa non certo cambierà di molto quelli che sono gli equilibri. Io personalmente quando mi annoio è perchè mi sono proprio rotto le scatole di giocare, quindi chiudo indipendentemente dal risultato e ricomincio quando ne ho voglia. Questa è senz'altro una mossa +EV. Costringersi a giocare aumenta in assoluto le probabilità che non giocheremo il nostro A-Game
- Aprire più tavoli. Anche questa è una soluzione buona. Apro più tavoli, c'è più action mi annoio meno. Ma cosa succederà quando l'action si incrementerà? Ve lo dico io. Vi ritroverete a gestire tante situazioni e probabilmente a prendere decisioni sbagliate con una buona probabilità. Anche perchè non potrete in game chiudere un tavolo mentre vi stanno dando AA.
- Inventarsi qualcosa per rendere proficua la mancanza di action
Dove inventarsi qualcosa non vuol dire aprire un sito porno e vedere un po' di azione. Vuol dire ad esempio osservare (per quel che si riesce. in questo aiuta l'avere pochi tavoli aperti) quello che accade al tavolo e cercare di prendere note sugli avversari da poter sfruttare quando vi ci troverete contro. Un tipo di nota molto utile riguarda i range di apertura. Si, perchè tutti noi che usiamo Software di Supporto abbiamo il numerino e pensiamo di essere a posto. In realtà non è sempre così. Perchè un PFR di 23 ad esempio non è sempre 66+, A2s+, K7s+, Q8s+, J9s+, T9s, A8o+, K9o+, QTo+, JTo ma magari questo giocatore preferisce aprire con qualche connector in più rispetto a qualche A suited. Oppure apre tutte le coppie e apre dei connector in meno ecc..
Darsi un limite di tempo per giocare può essere una buona soluzione. Diciamo che è molto soggettiva come cosa. E a mio parere è anche legata a quanto tempo pensiamo di poter rimanere concentrati sul gioco. Voglio dire, se decidiamo di giocare un'ora, e dopo 20 minuti iniziamo ad aprire facebook o la posta, vuol dire che siamo deconcentrati. Allora è meglio fermarsi e ricominciare quando si è più predisposti.
Un metodo sicuramente ottimo per migliorare il proprio mindset è lo stesso che utilizzate normalmente per migliorare la vostra tecnica di gioco. Quando voi giocate una mano interessante cosa fate? Prendete la mano e la contrassegnate for review. E poi post sessione la riguardate e cercate di capire cosa avete sbagliato. O ancora la postate sul forum e aspettate che venga analizzata.
Jared Tandler nel suo libro spiega che è importante per migliorare il proprio gioco appuntare e dettagliare i momenti in cui si è entrati in uno stato d'animo diverso. Che so, una giocata di un certo avversario vi ha innervosito e quindi come è cambiato il vostro gioco da quel momento. Questo è importante perchè può aiutarvi a gestire poi al meglio lo stesso tipo di situazione successivamente.
Un altro tipo di analisi, molto simile, che si può fare riguarda quello che è il nostro tipo di game. Cioè durante la sessione cercare di capire per quanto tempo di sta giocando il proprio A-game, per quanto tempo si gioca il proprio B-game, per quanto il proprio C-game ecc..Anche questa è una forma di calcolo del valore atteso. Se associarte un guadagno /perdita all'ora per ogni tipo di game e ad ogni game una percentuale che indica per quanto tempo riuscite ad esercitare questo tipo di gioco, sommando tutto avrete anche un valore atteso. Es. Zovia quando gioca il suo A-game vince 50€/ora, quando gioca il suo B-game vince 21€/ora, col C-game va break even, col D-game perde 15€/ora e con l'E-game perde 60€/ora. Ora in una sessione mediamente Zovia gioca al 30% il suo A-game, al 15% il suo B-game, al 20% il suo C-game, al 15% il suo D-game e al 20% il suo E-game.
EV= (0,30*50)+(0,15*21)+(0,20*0)-(0,15*15)-(0,20*60)=3,90€/ora
Questo è quanto guadagna mediamente Zovia all'ora in una sua sessione. E' facilmente intuibile che aumentando le percentuali di A-game e B-game e diminuendo le altre, il guadagno orario migliora. Esattamente come quando giocate una mano cercate di capire quale mossa vi da la migliore equity e il miglior valore atteso. Come miglioro le percentuali? facendo quello che consiglia Jared Tandler nel suo libro.
Il post sessione
Su questo non c'è molto da dire. Qui prendete tutte le informazioni che avete raccolto, le analizzate, e pianificate (anche con l'aiuto di qualcuno che ne sa di più) quella che sarà la prossima sessione. Gli errori da correggere, i fattori a cui stare attento ecc...
Ritornando al mio discorso iniziale, ovviamente ognuno di noi fa quel che vuole del poker. Ognuno curerà i diversi aspetti del gioco in base a quello che vuole farne. Ovvio che più si curerà il particolare ancora migliori saranno i risultati ottenuti.
Termino il mio sproloquio consigliandovi un po' di letteratura. In primis gli articoli di strategia di pokerstrategy della sezione Psicologia e Didattica
Per capire bene i processi che si sviluppano all'interno del nostro cervello e apprendere qualche tecnica sono molto interessanti gli articoli di Neuropsicologia del poker.
Oltre a quelli sono ovviamente presenti anche tutte le tematiche esposte qui come la noia la gestione del tempo ecc (tra parentesi, c'è anche l'articolo che parla dellA-game)
Inoltre vi consiglio "The Mental Game of Poker" di Jared Tandler. Non credo ne esista una traduzione, ma può essere un buon esercizio anche per migliorare il vostro inglese. Del resto imparare una nuova lingua è anche un buon esercizio per tenere attivo il cervello e renderlo più performante
Qui Lo Re, a voi la linea