L'originale di Bertol1
L'originale di n10juan
Io sono uno che non vuole trovarsi a 1 ora dalla morte a dire: "cazzo ho creduto in ogni minchiata per tutta la vita e ora alla resa dei conti non so cosa pensare".
E' la seconda volta che lo scrivi, l'altra volta ho provato a risponderti ma credo di non aver afferrato il senso. Conosco il tuo dramma quindi è difficile approcciare la cosa, mi spieghi meglio cosa intendi?
Premetto che si tratta di considerazioni di carattere PURAMENTE PERSONALE, quindi come tali vanno prese, evitando d'innescare il solito papello asburgico cattoqualunquista iperfrigido e altre parole lunghe (scegli tu quelle che preferisci).
Avrai notato che nei miei interventi nomino spesso la parola "certezze". In effetti l'aspetto che più di ogni altro mi colpisce di questa discussione è notare come quasi tutti abbiano qualcosa di molto fermo da dire, nonostante fondamentalmente nessuno di noi sappia niente dell'argomento in questione (erudizione biblica a parte). Visto che tendo a cercare di comprendere umanamente tutto ciò che approccio, il ragionamento che faccio è:
Come può una persona dotata d'intelligenza (come sono certo siamo tutti qui dentro) esporsi così fortemente pur su un argomento tanto oscuro, accettando perfino il rischio di cadere nel ridicolo? Le risposte possibili sono solo due:
o è certo al 100% di ciò che dice, perché ha avuto esperienze paranormali che ne motivano l'intervento, e sarebbe pronto a buttarsi nel fuoco se ritenesse essere questo il volere di DIO (se lo scrivo tutto maiuscolo recupero rispetto?)
oppure non è certo per nulla e il solo affermare la propria certezza è l'unico modo per corroborarla
L'Uomo ha creato la religione per un semplicissimo motivo: paura della morte. Del resto per una mente come quella umana, limitata (quantomeno all'apparenza) all'impossibilità di comprendere l'infinito, l'idea della morte (infinita, in quanto PER SEMPRE) è totalmente incomprensibile, e come tale genera una paura fottuta. C'è chi su questa paura ha costruito imperi finanziari, e continua a farlo. Per paura di morire molta gente evita perfino di vivere.
Se ci trovassimo su un aereo che sta per precipitare, difficilmente penso che incontreremmo degli atei. L'Uomo si cautela come può dinnanzi a eventi di portata superiore alle sue capacità psichiche e sensoriali, e basta molto poco per creare una sorta di autoconvincimento collettivo che - a mio parere - fa molti danni perché placa nell'individuo quella sete di conoscenza che è sempre stato uno dei motori più grandi e mirabili dell'animo umano. Non è per nulla un caso se tutti i popoli che hanno dovuto convivere con un potere religioso molto forte sono sempre stati i più arretrati a livello ideologico (vedi per esempio il trattamento riservato alle donne dagli islamici).
Ricapitolando tutto questo: quando Topmodel dice che io mi sforzo di non credere, centra perfettamente il concetto anche se lo legge al rovescio. La verità è che io mi sforzo di credere, ma non ho intenzione di farlo in maniera incoerente, sulla base del "sentito dire", e solo per affrontare la morte come il bambino affronta il buio fischiettando nel terrore per tenersi compagnia. Quindi, pur tributando a tutti qui dentro il MASSIMO RISPETTO (e ci tengo a precisarlo), non posso negare di aver intravisto in molti di voi la tipica certezza di chi non sa, ma non può permettersi di non sapere, perché altrimenti verrebbe assalito dal terrore. Questo, ovviamente, a meno che a ognuno degli utenti credenti intervenuti in questa discussione sia apparso lo Spirito Santo, da svegli e in condizioni di sobrietà alcoolica e farmacologica.
Credo che l'atteggiamento più umile possibile, l'unico che posso permettermi di tenere cercando l'onestà intellettuale, sia quello di dire: non so cosa ci sia dopo la morte, ma so che lo scoprirò di certo. L'unica cosa che so per certo è che posso vivere nel modo migliore possibile la vita, cercando la verità laddove è possibile ed evitando di affezionarmi a verità inconsistenti soltanto perché molto belle da vedere e da sentire.
Per tutti questi motivi, provo una punta di ribellione ogni volta che leggo un post che comincia in questo stile: "DIO ci ha resi liberi, DIO vuole questo, DIO vede quello, DIO ha detto questo, un giorno scoprirai DIO, un giorno abbraccerai DIO". Li trovo di cattivo gusto, in un mondo in cui ancora la scienza s'interroga se 2+2 faccia davvero 4 e se le dimensioni non possano essere migliaia. Se da un lato non capisco come possiate essere certi di Dio, ma lo accetto, dall'altro fatico molto ad accettare che vogliate infondere a terzi la vostra certezza.
Spero di essere stato chiaro, ma se qualcuno si offende vuol dire che non lo sono stato affatto (oppure che è un fesso)